Martina Carbonaro, uccisa a 14 anni dall’ex. La madre: ‘Dio perdona ma io non ci riesco’ – Notizie – Ansa.it

Martina Carbonaro, uccisa a 14 anni dall’ex. La madre: ‘Dio perdona ma io non ci riesco’ – Notizie – Ansa.it


“Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso di questa brutta cosa. Io non ho mai minacciato lei e altri. Ho sentito un messaggio che abbiamo sentito alla scorsa udienza – ‘devi morire per amore’– intendevo dire ‘come sto soffrendo, io devi soffrire tu’, non intendevo cose assurde”. E’ iniziata con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, il 20enne reo confesso, l’udienza del processo a Napoli per l’omicidio della sua ex fidanzata Martina Carbonaro, assassinata ad Afragola, in provincia di Napoli, il 25 maggio 2025, in un cantiere abbandonato dell’ex stadio Moccia. Visibilmente commosso, ha pronunciato queste parole dinnanzi alla mamma di Martina, Enza Cossentino, che scuotendo la testa gli rivolgeva uno sguardo severo con gli occhi rivolti verso uno dei monitor presenti nell’aula 116. Com’è noto dopo le intemperanze tra le due famiglie avvenute in occasione della prima udienza, Tucci può essere presente al processo solo in videoconferenza. “Continuo a chiedere scusa alla famiglia, – ha ribadito Tucci – perdono no, per questa cosa orrenda. Ancora oggi, è passato un anno, non ho capito cosa sia successo quel giorno, per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa sta facendo là fuori, ma lei non c’è più”. “Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all’ultimo, ma non ho capo quello che è successo. Ho sempre fatto bene, ho lavorato, non ho capito quello che è successo. Non se lo meritava, adesso mi importa solo di lei che non c’è più, purtroppo è andata così“.

Afragola, il luogo dove è stata ritrovata, morta, la 14enne Martina Carbonaro (e nei riquadri la ragazza e l’ex fidanzato)


 

Le reazioni della madre di Martina Carbonaro

“Bastardo, bastardo” e poi un pianto irrefrenabile: non è riuscita a trattenere l’emozione la mamma di Martina Carbonaro, quando sui monitor dell’aula 116 del tribunale di Napoli sono state proiettate le foto – particolarmente cruente – delle ferite al capo della figlia. Il presidente della Corte di Assise ha deciso di sospendere momentaneamente l’udienza e consentire ai parenti e ad alcuni avvocati di parte civile di accompagnare la donna all’esterno dell’aula per avere assistenza. 

 

 Enza Cossentino, madre di Martina ai funerali

 

La ricostruzione degli eventi

Sono stati quattro i colpi inferti per uccidere Martina Carbonaro: è quanto emerge dalla testimonianza della dottoressa Raffaella Salvarezza, consulente tecnico del pm, ascoltata oggi nell’ambito del processo. Le parole di Salvarezza sono state ascoltate dalla madre della vittima, visibilmente sofferente, che più volte è scoppiata in lacrime durante la deposizione. Secondo la consulente. nessun colpo in particolare è stato la causa della condizione di pre-morte, anche se quello che ha provocato i danni maggiori sarebbe stato il quarto. Il decesso, ha sottolineato, non è stato immediato ma è sopraggiunto entro un’ora dal termine dell’aggressione. Sul corpo della ragazza anche lesioni ed ecchimosi che fanno pensare a un tentativo di difesa. Rispondendo alle domande di un avvocato di parte civile, Salvarezza ha spiegato che Tucci potrebbe avere inferto gli ultimi colpi dopo avere messo la sua ex in una posizione che agevolasse l’azione omicidiaria. Sollecitata dalla corte d’assise, la consulente ha poi descritto la sequenza dei colpi: il primo è stato inferto nel corridoi e Martina cade, seguito da altri due in rapida successione. In questa fase Tucci avrebbe anche cercato di impedire alla ex di urlare premendo con forza la mano sulla sua bocca. L’ultimo colpo invece sarebbe stato inferto nella stanza in cui è stata trovata. Quindi Martina, già incapace di muoversi dopo i primi tre colpi, sarebbe stata portata nel luogo dove è stata finita, con un quarto colpo. La vittima, infine, aveva riportato ferite a tal punto gravi da ritenere quanto meno improbabile che un intervento dei sanitari ne avesse potuto evitare la morte. In aula è stato ascoltato anche un altro consulente tecnico del pm che si è occupato dell’analisi dei dispositivi informatici sequestrati dai carabinieri (telefoni, tablet, etc etc).

“Tucci ha agito con estrema lucidità, nascondendo il corpo della sua ex fidanzata nella stanza in cui è stata poi trovata, e per eliminare le tracce di sangue dal luogo dell’omicidio”. Lo hanno sottolineato i due consulenti della polizia giudiziaria, Erebo Stirpe e Alexandra Biatrice Agavrile Cretu, durante la deposizione congiunta al processo sull’omicidio della 14enne Martina Carbonaro, che si sta celebrando nell’aula 116 del tribunale di Napoli. Proiettata in aula la ricostruzione della dinamica dell’omicidio, con una drammatica sequenza video riprodotta con un computer, e passate in rassegna le fotografie scattate sul luogo del delitto, anche queste particolarmente forti, del corpo di Martina esanime, sulle quali mai si è distolto lo sguardo della madre, in lacrime, seduta all’ultimo banco. Illustrate anche le foto delle due pietre di cemento, sulle quali è stato riscontato il Dna di Tucci, secondo l’accusa usate come armi da Tucci per uccidere Martina. I due consulenti, durante un sopralluogo, hanno operato utilizzando macchine fotografiche ad alta definizione e sistemi di illuminazione capaci di riprodurre l’intensità della luce solare grazie ai quali hanno analizzato da cima a fondo il casolare abbandonato dove avvenne l’omicidio. Secondo la ricostruzione dei due consulenti della polizia giudiziaria, dopo i tre colpi inferti nel corridoio, Martina sarebbe stata presa in braccio da Tucci e spostata nella stanza denominata B, quella dove sarà ritrovata sotto un cumulo di masserizie abbandonato. Lì, ha inferto il quarto e ultimo colpo. E lì venne abbandonata quando ancora respirava.

La nuova udienza

La prossima udienza si terrà il 9 settembre durante la quale sarà ascoltata, tra gli altri, la mamma di Martina. “Dio può perdonare, io no. Non ci riesco. Lui ha detto quelle frasi perché gli hanno suggerito di dirle. Io l’ho guardato negli occhi, lui rideva mentre pronunciava quelle frasi“. Così Enza Cossentino, la mamma di Martina Carbonaro, ha risposto all’esterno del tribunale di Napoli dove si è soffermata a rispondere alle domande dei giornalisti. La donna ha poi sottolineato che “l’ergastolo lo abbiamo noi, sappiamo come funziona la giustizia. Mia figlia è dentro una lapide, lui può mettere i piedi a terra ogni mattina”.

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