Mattarella: ‘l’Ue passi dall’enunciazione all’operatività delle regole sull’Ia’ – Politica – Ansa.it

Mattarella: ‘l’Ue passi dall’enunciazione all’operatività delle regole sull’Ia’ – Politica – Ansa.it


La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Simposio Cotec, a Venezia. “Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale. Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”. 

“I nostri Paesi devono rafforzare l’ecosistema dell’innovazione”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Simposio Cotec Europa, dove i presidenti dei Cotec italiano, Spagnolo e Portoghese hanno firmato un memorandum sull’intelligenza artificiale. “L’Ue deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete. Le strategie sono state ampiamente discusse. Vanno messe in atto, adesso, le politiche opportune, con il passaggio dalla necessaria produzione di regole alla operatività. E’ indispensabile che i governi membri dell’unione abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune. La sfida che abbiamo dinanzi è plurale e complessa”. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il re di Spagna Felipe VI e il presidente del Portogallo António José Seguro hanno preso parte alla sede della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia, per il XIX Simposio Cotec Europa dedicato al tema “Rethinking Work in the Age of AI: Transformation, Opportunity and Governance”.

L’appuntamento annuale riunisce le Fondazioni Coetc di Italia, Spagna e Portogallo insieme a esponenti del mondo industriale, accademico e della ricerca per discutere dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, sulle competenze del futuro e sulle dinamiche occupazionali ed economiche dei paesi europei. Nel corso dei lavori è previsto un intervento di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, in qualità di relatrice ospite. 

‘Ia interpella in profondità le nostre democrazie’

“Il tema di questa edizione del Simposio Cotec interpella, come è stato con chiarezza espresso, in profondità le nostre democrazie. Con il suo impatto e il suo potenziale trasformativo l’Intelligenza Artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo, produciamo, organizziamo la società”. Lo ha detto nel suo intervento il Presidente Mattarella. “Ripensare il lavoro nell’era dell’IA: Trasformazione, Opportunità e Governance”, in corso a Venezia. “L’Intelligenza Artificiale sta incidendo, con una velocità senza precedenti, su processi industriali e servizi, sulla pubblica amministrazione, su ricerca scientifica, sulla scuola, sulla sanità, sull’accesso ai beni della cultura e dell’informazione. Questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese e singoli. Può accrescere la produttività, migliorare i servizi ai cittadini, rendere più efficienti i diversi passaggi, liberando quindi tempo e risorse”. 

 “Il processo indotto” dall’Ia “non comporta solamente trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, con la potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti, ma pone il tema del possibile allargarsi delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra i Paesi, a partire dal monopolio e dall’accesso a competenze sempre più qualificate” – ha aggiunto – “L’Intelligenza Artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, dati e competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi”. 

L’Ia “appare pervasiva e suscettibile di incidere sui comportamenti umani e sugli ordinamenti sociali decisamente più di innovazioni, anche di grande portata, intervenute nel passato. A differenza di precedenti rivoluzioni tecnologiche – che hanno riguardato soprattutto attività manuali e ripetitive – si tratta di sviluppi di capacità generative che intervengono direttamente su funzioni ad alto contenuto cognitivo: elaborazione di informazioni, scrittura, analisi, progettazione, consulenza, supporto decisionale”, ha continuato Mattarella. “I calcolatori elettronici che fanno vivere la intelligenza artificiale da quali valori sono guidati? Per quali obiettivi sono stati programmati? In una società libera, il criterio che regola la vita di tutti è quello della responsabilità, del rendere conto”. “Assistiamo, certamente, a un processo di ridefinizione di compiti, di competenze richieste, di trasformazione del contributo fornito dall’elemento umano e del suo significato nella catena del valore dei prodotti”.

Mattarella: ‘Non demonizzare le innovazioni, ma governarle’. E cita il Papa sull’Ia

“La dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia. Ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità. Questa dicotomia va sciolta. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza – dunque la libertà – dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso”.  Così Mattarella che ha poi citato nel suo intervento il papa.

“Pochi giorni addietro, nella sua prima enciclica Magnifica humanitas il Pontefice Leone XIV – che, nei giorni scorsi, ha svolto un importante viaggio in Spagna – ha richiamato questa esigenza: l’Intelligenza Artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati. Perché, ha scritto: il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità”. Per Mattarella, “l’alternativa riguarda i giovani, e milioni di persone, di ogni età e condizione, per l’accesso ai servizi più elementari – nuova frontiera della cittadinanza – e milioni di lavoratori che dovranno acquisire nuove capacità per operare in ambienti produttivi integrati con sistemi di IA. Oggi il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: la capacità di comprenderne i meccanismi, di intervenire nella loro programmazione, è di pochi. Una tendenza che va invertita. Con urgenza”.

Mattarella, Felipe IV e Seguro firmano il memorandum Copec, ‘risposta europea all’Ia’

 La sfida dell’innovazione “è una delle grandi prove del nostro tempo e nessun Paese può immaginare di affrontarla in solitaria”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo la firma di un memorandum sull’Ia con gli altri presidenti dei Cotec nazionali: il re Felipe VI per la Spagna e il presidente António José Seguro per il Portogallo. La firma è avvenuta nel corso del XIX Simposio Cotec Europa dedicato al tema “Rethinking Work in the Age of AI: Transformation, Opportunity and Governance”. “Che forma prenderà il mondo nei prossimi anni è uno degli interrogativi che si pone, opportunamente, questa sessione Cotec di Venezia – ha detto Mattarella – L’incontro odierno assume, pertanto, un valore particolare. Le Fondazioni Cotec di Portogallo, Spagna e Italia hanno promosso negli anni un dialogo fecondo sull’innovazione. Oggi sono chiamate a misurarsi con una responsabilità conseguente: contribuire a una risposta europea alla trasformazione del lavoro nel tempo dell’Intelligenza Artificiale. Non lasciamoci sfuggire l’opportunità di rinnovare – adeguandole al futuro – le basi del connubio tra innovazione, lavoro e democrazia, che ha caratterizzato il XX secolo. Lo dobbiamo alle giovani generazioni”. (A

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