Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il ministro della Giustizia Carlo Nordio per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. E’ quanto scritto in una nota dopo che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero.
Non è una questione di merito sulla grazia al gioielliere piemontese, fanno notare fonti del Quirinale, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione sul caso Roggero e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro. Ma una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica, così come disegnati dalla Costituzione. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Quirinale, è riconosciuta “espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda”, ma “in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al PdR, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere”. Secondo quanto apprende l’Ansa il presidente Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: “E’ dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.
I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno avviato proprio oggi la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al Ministero di Giustizia proprio la grazia. “Riteniamo – si legge in una nota congiunta – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto”.
“Mio fratello è certamente provato, ma sempre resiliente. Il suo ultimo video, trasmesso anche alla tv, riassume tutto. Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente”, ha detto all’ANSA Dante Roggero, il fratello di Mario Roggero.
Crosetto: “Ingiustizia, si valuti di evitargli il carcere”
Su Mario Roggero “penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che aggiunge: da anni c’è “una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle” ed è stato “consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare”.
Salvini: “L’intero centrodestra promuova la richiesta di grazia per Roggero”
“Non è giustizia quella che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e che si è difeso e ha difeso se stesso sua moglie e sua figlia da dei rapinatori. Conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”, ha detto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Rispondendo alla domanda sulla eventuale modifica della norma sulla legittima difesa, Salvini ha ricordato che “già la norma sulla legittima difesa che la Lega volle e che fu approvata ha evitato processi, carcere, problemi e sofferenza a tanti cittadini per bene. Però il caso di Mario Roggero ci dice che dobbiamo estendere ancor di più il concetto e il perimetro della legittima difesa”. “La proposta che abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri di evitare il risarcimento danni ai parenti dei rapinatori colpiti durante un furto – ha concluso – va nella direzione giusta, però la cosa più immediata è che non è possibile avere un padre, un marito e un nonno che invece di stare con i nipotini da stanotte sta in galera, perché in galera ci stiamo stare i delinquenti veri, non quelli che si difendono a fronte di un’aggressione”.
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