“Senza regole condivise il mondo rischia di tornare alla barbarie”. Sono passate poche ore dalla partenza di Donald Trump da Davos, dove si è plasticamente misurata la distanza tra i principali leader europei e l’amministrazione americana, e il presidente della Repubblica pazientemente riannoda le fila dei suoi pensieri. Lo fa incontrando al Quirinale i giovani diplomatici che si apprestano a rappresentare l’Italia nel mondo in un periodo turbolento.
“Abbiate coraggio”, li esorta Sergio Mattarella ripetendo anche oggi quanto sia importante mantenere la schiena dritta sul rispetto del diritto internazionale. Bisogna tutelare l’immagine dell’Italia che è “apprezzata” nel mondo proprio per la sua propensione al dialogo ed al rispetto delle regole internazionali”.
Accanto a lui, ad ascoltare, il titolare della Farnesina Antonio Tajani. Due sono le direttrici dell’intervento del capo dello Stato: difesa del multilateralismo e necessità di rafforzare l’integrazione europea. Mattarella prende la questione di petto e non si nasconde dietro il linguaggio ‘diplomatico’: “si avverte il dovere di fare in modo che si eviti che il percorso compiuto dalla comunità internazionale nei decenni che hanno fatto seguito alla seconda guerra mondiale venga dissolto, venga cancellato. Un percorso – aggiunge – che è avanzato con molte lacune e con tanti difetti, ma è stato un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale. E’ un patrimonio da tutelare, un percorso da difendere, anche perché, in definitiva, si tratta di evitare che questo processo susciti una repentina e drammatica inversione verso la barbarie della vita internazionale”.
Torna anche il rispetto della Costituzione nel messaggio ai diplomatici, quella Costituzione che anche oggi il vicepremier Tajani ha confermato essere ostacolo insormontabile per l’adesione al Board trumpiano per la pace a Gaza. “Essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione e dei suoi valori: cioè la pace, il rispetto della vita umana, la collaborazione tra i popoli. Criteri concreti, non astratti” che, secondo il presidente, sono da assumere come “orientamento per le vostre azioni e le vostre parole”.
Poi c’è l’Europa, “inscindibile dall’Italia”, sottolinea Mattarella. Un’Unione europea che considera al bivio, che vede spaventata dalle sfide che si trova improvvisamente davanti. Ma anche dalle prospettive che, come in tutti i tempi di crisi, si spalancano. “L’Unione europea deve assumere un ruolo centrale per quanto riguarda la vostra attività diplomatica”, premette ai giovani vincitori del concorso per Segretari di Legazione dedicato all’ambasciatore Boris Biancheri. Questo perchè ormai non c’è più Italia senza l’Unione.
“Tutelarne coesione e prestigio è in realtà un’altra forma del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale”, assicura. Quindi una sferzata per motivare la diplomazia a tenere duro sui principi di base della loro professione: “la diplomazia deve avere coraggio, il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta, anche contro ostinazioni e posizioni difformi, il coraggio di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o violati”.
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