Medio Oriente, altri tre ostaggi sul palco a Nuseirat, uno di loro bacia i terroristi – Medio Oriente – Ansa.it

Medio Oriente, altri tre ostaggi sul palco a Nuseirat, uno di loro bacia i terroristi – Medio Oriente – Ansa.it


Divisa in due parti stamane la liberazione prevista per oggi di sei ostaggi israeliani da parte di Hamas. Per primi sono stati liberati Tal Shoham e Avera Mengistu. Sono saliti sul palco allestito da Hamas a Rafah aiutati a camminare dai miliziani. I due sono poi saliti sulle auto della Croce Rossa che li ha consegnati alle forze armate israeliane. 

   Un paio d’ore dopo sono stati fatti salire sul palco allestito a Nuseirat, nel centro di Gaza, altri tre ostaggi. Omer Shem Tov, 22 anni, sorride in apparenza felice, saluta e bacia sulla testa due miliziani di Hamas vicini a lui. Sul palco sono stati fatti salire subito dopo Omar Wankert e Elia Cohen.

   Hisham al-Sayed, il sesto ostaggio che sarà liberato oggi, verrà consegnato da Hamas alla Croce Rossa in un terzo luogo di rilascio, nella città di Gaza, senza cerimonie. Hisham è un beduino israeliano del villaggio di Hura nel deserto del Negev, è entrato nella Striscia nei pressi del valico di Erez nell’aprile 2015, ha problemi mentali. Ha passato 3.600 giorni in cattività a Gaza. Lo riferiscono i media locali citando fonti dell’Idf.

   Gli ex ostaggi Omar Wankert, Elia Cohen e Omer Shem Tov sono entrati in territorio israeliano dopo essere stati liberati da Hamas.

   Si chiude così la lista di 33 ostaggi ancora in vita che secondo l’accordo dovevano essere liberati nella prima fase dell’intesa. La conclusione della prima fase era prevista per il primo marzo, ma le parti si sono accordate attraverso i mediatori per un unico rilascio di sei ostaggi oggi.

   La nonna di Omer Shem Tov, Sara, guardando in tv il suo rilascio, comprese le scene in cui sorride e saluta dal palco durante la cerimonia di propaganda di Hamas, ha commentato: “Quello è Omer. Va d’accordo con tutti. Anche con Hamas… Lo amano anche lì”. Lo riporta Channel 12. 

   Avera Mengistu è stato tenuto prigioniero da Hamas per oltre un decennio, l’ostaggio israeliano vivente più a lungo detenuto. Il 28enne ebreo israeliano di origine etiope era entrato a Gaza nel 2014, attraversando il confine vicino a Zikim Beach, appena a nord della Striscia. Tal Shoham il 7 ottobre era in visita al kibbutz Beeri con la moglie Adi e i loro due figli, Yahel di tre anni e Nave di otto. Shoham, la moglie, i loro figli e altri quattro membri della famiglia sono stati portati a Gaza. Adi e i bambini sono stati rilasciati nel novembre 2023.

   Hamas afferma di essere pronto a procedere con la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco con Israele e spinge per accelerare il processo di scambio tra ostaggi e detenuti. In una dichiarazione rilasciata questa mattina, Hamas ribadisce di essere pronto a un “processo di scambio globale” con gli ostaggi che porterà a un “cessate il fuoco permanente e al ritiro completo dell’Idf da Gaza”.

   Uno dei leader di Hamas in carcere, Salama Katkawi, sarà scarcerato oggi nell’ambito dello scambio con gli ostaggi israeliani. L’operazione prevede la liberazione di 602 detenuti in cambio del ritorno a casa di sei ostaggi. Tra i detenuti palestinesi che verranno rilasciati figurano altri esponenti di spicco, come Abdel Nasir Issa, responsabile di due attentati suicidi; Othman Balal, condannato a 27 ergastoli per una serie di attacchi terroristici, e Omar Azban, legato a attentati che hanno provocato numerose vittime civili. Verranno liberati anche detenuti veterani, tra cui Naal al-Barguti, considerato il detenuto più longevo, Alaa al-Bazziyan, e Samar al-Makhroom, condannato per un omicidio risalente a 40 anni fa. Inoltre, dei 602 detenuti, 445 sono stati arrestati a Gaza durante la guerra, 110 sono ritenuti particolarmente pericolosi e 47 erano stati rilasciati in precedenti accordi per poi essere nuovamente arrestati.

   La famiglia Bibas ha affermato che gli esperti dell’Istituto di medicina legale di Israele hanno identificato il corpo di Shiri, la madre dei piccoli Kfir e Ariel. “Abbiamo ricevuto la notizia che temevamo di più: la nostra Shiri è stata assassinata in prigionia”, hanno scritto stamattina i familiari sugli account social Bring Bibas Back. La donna “ora è tornata a casa dai suoi figli per riposare”, si legge nella dichiarazione. 

   Il kibbutz dove Shiri è stata rapita nell’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023 ha confermato la morte della donna. “Annunciamo con profondo dolore e cordoglio l’assassinio di Shiri Bibas, uccisa durante la prigionia a Gaza”, ha affermato il kibbutz Nir Oz in un comunicato.

   I combattenti delle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, sono stati schierati stamattina sul sito in cui oggi avrà luogo la consegna dei prigionieri israeliani a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riportano media arabi e palestinesi. Nelle foto pubblicate da Quds News Network, si vedono file di miliziani armati e a volto coperto che fanno la guardia a un palco decorato con striscioni propagandistici.  E un altro palco simile è stato allestito nel campo profughi di Nuseirat, nel centro dell’enclave palestinese, secondo media locali citati dall’emittente araba Al Jazeera. 

  Sul palco preparato da Hamas a Rafah ci sono i consueti cartelli con messaggi tra cui “Noi siamo il diluvio”, così come armi e attrezzature militari che il gruppo sostiene siano state rubate all’IDF il 7 ottobre 2023. La cinghia di uno dei mitra è marchiata con la parola “Ravshatz”, l’acronimo ebraico per il capo del team di sicurezza locale di una comunità, a indicare che è stata presa a un individuo del genere ucciso dai terroristi durante l’attacco del 7 ottobre. Lo scrive il Times of Israel.

 

   

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