Gli ostaggi Tal Shoham e Avera Mengistu sono saliti sul palco allestito da Hamas a Rafah aiutati a camminare dai miliziani. I due sono poi saliti sulle auto della Croce Rossa che li ha consegnati alle forze armate israeliane.
Avera Mengistu è stato tenuto prigioniero da Hamas per oltre un decennio, l’ostaggio israeliano vivente più a lungo detenuto. Il 28enne ebreo israeliano di origine etiope era entrato a Gaza nel 2014, attraversando il confine vicino a Zikim Beach, appena a nord della Striscia. Tal Shoham il 7 ottobre era in visita al kibbutz Beeri con la moglie Adi e i loro due figli, Yahel di tre anni e Nave di otto. Shoham, la moglie, i loro figli e altri quattro membri della famiglia sono stati portati a Gaza. Adi e i bambini sono stati rilasciati nel novembre 2023.
Uno dei leader di Hamas in carcere, Salama Katkawi, sarà scarcerato oggi nell’ambito dello scambio con gli ostaggi israeliani. L’operazione prevede la liberazione di 602 detenuti in cambio del ritorno a casa di sei ostaggi. Tra i detenuti palestinesi che verranno rilasciati figurano altri esponenti di spicco, come Abdel Nasir Issa, responsabile di due attentati suicidi; Othman Balal, condannato a 27 ergastoli per una serie di attacchi terroristici, e Omar Azban, legato a attentati che hanno provocato numerose vittime civili. Verranno liberati anche detenuti veterani, tra cui Naal al-Barguti, considerato il detenuto più longevo, Alaa al-Bazziyan, e Samar al-Makhroom, condannato per un omicidio risalente a 40 anni fa. Inoltre, dei 602 detenuti, 445 sono stati arrestati a Gaza durante la guerra, 110 sono ritenuti particolarmente pericolosi e 47 erano stati rilasciati in precedenti accordi per poi essere nuovamente arrestati.
La famiglia Bibas ha affermato che gli esperti dell’Istituto di medicina legale di Israele hanno identificato il corpo di Shiri, la madre dei piccoli Kfir e Ariel. “Abbiamo ricevuto la notizia che temevamo di più: la nostra Shiri è stata assassinata in prigionia”, hanno scritto stamattina i familiari sugli account social Bring Bibas Back. La donna “ora è tornata a casa dai suoi figli per riposare”, si legge nella dichiarazione.
Il kibbutz dove Shiri è stata rapita nell’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023 ha confermato la morte della donna. “Annunciamo con profondo dolore e cordoglio l’assassinio di Shiri Bibas, uccisa durante la prigionia a Gaza”, ha affermato il kibbutz Nir Oz in un comunicato.
I combattenti delle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, sono stati schierati stamattina sul sito in cui oggi avrà luogo la consegna dei prigionieri israeliani a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riportano media arabi e palestinesi. Nelle foto pubblicate da Quds News Network, si vedono file di miliziani armati e a volto coperto che fanno la guardia a un palco decorato con striscioni propagandistici. E un altro palco simile è stato allestito nel campo profughi di Nuseirat, nel centro dell’enclave palestinese, secondo media locali citati dall’emittente araba Al Jazeera.
Sul palco preparato da Hamas a Rafah ci sono i consueti cartelli con messaggi tra cui “Noi siamo il diluvio”, così come armi e attrezzature militari che il gruppo sostiene siano state rubate all’IDF il 7 ottobre 2023. La cinghia di uno dei mitra è marchiata con la parola “Ravshatz”, l’acronimo ebraico per il capo del team di sicurezza locale di una comunità, a indicare che è stata presa a un individuo del genere ucciso dai terroristi durante l’attacco del 7 ottobre. Lo scrive il Times of Israel.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
