IL PUNTO
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che ‘non sono in un cessate il fuoco’ con Hezbollah ma ‘in stato di guerra’. Il presidente Usa Trump critica Teheran su Hormuz: ‘L’Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo’. L’Iran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Gli Usa chiedono ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre a negoziati con Beirut ma promette: ‘Nessuna tregua con Hezbollah’. A condannare i raid israeliani le cancellerie europee ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che nel weekend ospita i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington guidata da Vance.
Gli aeroporti europei rischiano una carenza ‘sistemica’ di carburante per aerei se Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell’Ue, afferma che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo, scrive il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall’associazione al commissario europeo ai Trasporti Tzitzikostas. Il primo ministro britannico Starmer intanto afferma di aver discusso ‘opzioni militari’ per rendere nuovamente navigabile lo Stretto nel corso di una telefonata di ieri sera con Trump.
18:33
Trump: ‘Gli iraniani non hanno alcuna carta da giocare, devono negoziare’
“Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non l’estorsione a breve termine ai danni del mondo attraverso l’uso delle vie d’acqua internazionali. L’unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!”. Lo scrive Donald Trump su Truth.
18:20
Trump avverte l’Iran: ‘Nuovi attacchi se non si arriva ad un accordo’
Alla vigilia dei negoziati in Pakistan Donald Trump ha avvertito l’Iran checi saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. intensità ancora maggiore, affermando . “Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi”, ha detto il presidente in un’intervista al New York Post.
“Le useremo in modo estremamente efficace” qualora non si giungesse a un accordo con l’Iran, ha aggiunto Trump riferendosi alle munizioni e alle armi. “Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo a breve”, ha poi aggiunto il presidente parlando degli esiti dei colloqui che inizieranno domani.
18:11
Ambasciatori Usa, Israele, Libano tengono primo round colloqui a Washington
Gli ambasciatori di Israele, Libano e Stati Uniti terranno oggi a Washington un primo round di colloqui per gettare le basi delle future negoziazioni tra Israele e Libano. Lo riferisce la Cnn citando fonti israeliane.
Tra le questioni più urgenti da negoziare c’è la richiesta del Libano di un cessate il fuoco quale condizione preliminare per l’avvio dei colloqui. I funzionari libanesi hanno dichiarato che non negozieranno “sotto il fuoco”, mentre Israele ha respinto l’ipotesi di una tregua con Hezbollah. Secondo le fonti, i colloqui oggi si svolgeranno alla presenza di Michel Issa, ambasciatore americano in Libano, Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti e Nada Hamadeh Moawad, ambasciatrice del Libano negli Usa.
17:45
Premier Libano, ‘raid Idf al sud rafforzano nostra determinazione per tregua’
“Questa dolorosa perdita rafforza la nostra determinazione sulla necessità di giungere nel più breve tempo possibile a un cessate il fuoco che protegga il Libano e la nostra gente nel sud”. Lo scrive su X il primo ministro libanese Nawaf Salam in merito all’attacco delle forze israeliane sulla città di Nabatieh, nel sud del Paese, dove è stato colpito anche un ufficio della Sicurezza di Stato, uccidendo almeno 10 membri delle forze di sicurezza.
Salam ha espresso le sue condoglianze ai familiari della vittime e alla Direzione Generale della Sicurezza dello Stato
17:39
Riad conferma l’attacco iraniano contro un cruciale oleodotto Est-Ovest
L’Arabia Saudita ha confermato che i recenti attacchi iraniani contro le sue infrastrutture petrolifere hanno colpito anche l’unico oleodotto del Paese che esporta petrolio attraverso i terminali del Mar Rosso. Lo scrive Sky News Uk. Il raid risale all’8 aprile.
La decisione di Teheran di chiudere di fatto lo Stretto di Hormuz ha conferito all’oleodotto saudita Est-Ovest un ruolo centrale nel flusso globale di petrolio.
L’oleodotto, in grado di trasportare una parte significativa del petrolio del regno verso i mercati internazionali, si estende dai giacimenti petroliferi sauditi nella parte orientale del Paese fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, aggirando completamente Hormuz.
L’agenzia di stampa statale saudita ha riferito che l’attacco ha causato una perdita di circa 700.000 barili al giorno di volume pompato attraverso l’oleodotto.
“Il protrarsi di questi attacchi provoca carenze di approvvigionamento e rallenta il ritmo della ripresa, compromettendo la sicurezza degli approvvigionamenti per i Paesi dipendenti e contribuendo ad aumentare la volatilità dei mercati petroliferi”, ha precisato l’agenzia.
16:54
Cnn, ‘Telefonata tesa fra Trump e Netanyahu sul Libano’
Una telefonata “tesa”, la terza fra Donald Trump e Benyamin Netanyahu questa settimana con al centro il Libano. Secondo quanto riportato da Cnn. I due leader ieri si sono sentiti e Netanyahu ha capito che se non avesse richiesto colloqui diretti con il Libano, Trump avrebbe potuto semplicemente dichiarare il cessate il fuoco. Martedì Trump aveva sentito Netanyahu prima di annunciare la tregua, e il premier israeliano aveva fatto pressione affinché il Libano fosse escluso.
15:59
Wp, Usa chiederanno all’Iran il rilascio dei detenuti americani
Gli Stati Uniti intendono chiedere all’Iran il rilascio dei detenuti americani nell’ambito delle trattative a Islamabad. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti.
15:40
Criptico post di Trump: ‘il reset più potente al mondo’
“World’s most powerful reset“, il reset più potente del mondo. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth in un messaggio criptico tutto a lettere maiuscole. Il presidente non specifica cosa intende per “reset”.
15:38
Beirut, 8 membri forze di sicurezza uccisi da raid di Israele nel sud
Almeno 8 membri delle forze di sicurezza libanesi sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa nazionale Nna.
L’agenzia ha descritto una “serie di intensi attacchi aerei” da parte di Israele, tra cui uno contro un ufficio della Sicurezza di Stato, che ha perso otto dei suoi effettivi. Un fotografo dell’Afp ha osservato danni significativi al complesso amministrativo nel centro della città, dove era scoppiato un incendio.
15:12
Vance avverte l’Iran: ‘Non prendeteci in giro’ ai negoziati
JD Vance ha avvertito l’Iran di non “prendere in giro” gli Stati Uniti ai negoziati prima di partire per il Pakistan. “Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo”, ha detto il vicepresidente americano.
14:46
Vance ottimista sui colloqui di pace: ‘Mi aspetto un esito positivo’
JD Vance ha espresso ottimismo sui colloqui con l’Iran alla partenza per il Pakistan. Parlando con i giornalisti prima di salire sull’aereo, il vicepresidente americano ha detto di aspettarsi un esito “positivo”.
13:31
Teheran: ‘Il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati’
Il piano in 10 punti proposto dall’Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. “Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all’inganno”, ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all’avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.
12:58
Starmer: ‘Ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz’
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di “opzioni militari” per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano Donald Trump. “Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto”, ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar.
Il primo ministro britannico ha dichiarato, parlando ai media, che la sua telefonata con Trump si è concentrata su un “piano concreto” per permettere la navigazione attraverso lo Stretto, come emerso da una nota diffusa in precedenza da Downing Street. Inoltre Starmer ha ricordato al leader Usa la necessità di coinvolgere gli alleati del Golfo rispetto alle trattative con l’Iran sulla tregua tra Washington e Teheran. “Gli Stati del Golfo sono i vicini dell’Iran. Se il cessate il fuoco deve reggere, e ci auguriamo che regga, deve coinvolgerli. Hanno posizioni molto nette sullo Stretto di Hormuz”. Sir Keir, nell’ultima tappa del suo tour fra i Paesi del Golfo, ha definito la tregua raggiunta come “fragile” e ha affermato che “è necessario fare di più”, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz “deve essere parte della soluzione”.
Starmer e Al-Thani
12:43
‘Dal cessate il fuoco 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz’
Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. E’ quanto risulta dai dati del sito web di monitoraggio MarineTraffic citati da Bbc Verify, la sezione di fact checking dell’emittente inglese. Il dato si confronta con una media di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto.
Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo.
La chiusura di fatto dello stretto da parte dell’Iran, avvenuta dopo l’inizio del conflitto cinque settimane fa, ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd’s List
09:29
Il capo dell’Idf: ‘Siamo in stato di guerra in Libano, non in cessate il fuoco’
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che “non sono in un cessate il fuoco” con Hezbollah ma “in stato di guerra”. Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, riportano i media israeliani, nel Libano meridionale, Zamir ha affermato: “L’Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento”.
05:30
Allerta antiaerea in tutto Israele all’alba
Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall’Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell’esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.
03:16
Trump, pessima gestione Iran del petrolio a Hormuz, non è l’accordo
“L’Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
L’ira di Donald Trump contro il Wall Street Journal per aver scritto in un editoriale che il presidente ha cantato una “vittoria prematura in Iran”. “E’ una vittoria e non c’è nulla di prematuro. Con me l’Iran non avrà mai l’arma nucleare e molto rapidamente vedrete i flussi di petrolio tornare a scorrere con o senza l’aiuto di dell’Iran”, ha detto Trump sul suo social Truth, mettendo in evidenza come il Wall Street Journal è “sempre rapido a criticare ma non ammette mai quando sbaglia, che è la maggior parte dei casi”.
