IL PUNTO
Trump torna a dare una scadenza alla fine della guerra, ‘sarà in 2-3 settimane’. Stasera il tycoon terrà un discorso sull’Iran. Rubio reitera le critiche agli alleati sostenendo che gli Usa dovranno ‘riesaminare’ il loro rapporto con la Nato. ‘Credo che purtroppo non ci siano dubbi sul fatto che, una volta terminato questo conflitto, dovremo riesaminare questa relazione. Dovremo riesaminare l’interesse che presenta la Nato per il nostro Paese nel quadro di questa alleanza, ha detto a Fox News. Per il + Wsj gli Emirati sarebbero ‘pronti a scendere in campo per forzare Hormuz’. Intanto Teheran manda un messaggio di sostegno alle azioni di Hezbollah. Sul fronte interno Trump oggi assisterà presso la Corte suprema sulla discussione riguardo la costituzionalità di un ordine esecutivo del gennaio 2025, firmato dallo stesso presidente Usa, che mira a limitare lo ius soli.
12:26
Starmer, questa settimana un vertice in Gb con circa 30 Paesi su Hormuz
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier in un intervento a Downing Street. Il primo ministro ha precisato che Londra ha raccolto finora l’adesione di 35 nazioni alla dichiarazione d’intenti, che aveva visto l’Italia fra i primi sei Paesi ad aderire, per fare fronte comune rispetto alla necessità di garantire il transito navale nello Stretto di Hormuz. Il vertice sarà presieduto dalla ministra degli Esteri, Yvette Cooper, come indicato sempre da Starmer. A seguito dell’incontro, i responsabili militari si riuniranno per “esaminare come schierare le nostre capacità e rendere lo Stretto accessibile e sicuro una volta terminate le ostilità”, ha spiegato sir Keir, ribadendo l’impegno a una mobilitazione solo quando le armi avranno taciuto nel Golfo. E ancora: “Devo essere onesto con le persone su questo punto, non sarà facile”.
11:54
Starmer difende Nato da accuse Trump, ‘è l’alleanza militare più efficace’
Il premier britannico Keir Starmer ha definito la Nato come l’alleanza militare “più efficace al mondo”. La sua dichiarazione rappresenta una risposta alle dure accuse del presidente americano Donald Trump agli alleati europei rispetto al mancato o ridotto sostegno nella guerra contro l’Iran.
11:43
Starmer, questa settimana un vertice in Gb con circa 30 Paesi su Hormuz
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier in un intervento a Downing Street.
11:36
Media Iraq, drone colpisce magazzino di petrolio della Castrol a Erbil
A seguito di un attacco di droni, un vasto incendio è divampato oggi nei magazzini petroliferi della Castrol, di proprietà della britannica British Petroleum, a Erbil, in Iraq. Lo riporta l’agenzia di stampa irachena Shafaq rilanciata da Sky News. Una fonte aziendale ha dichiarato all’agenzia di stampa che un drone è precipitato all’interno della struttura, causando ingenti danni e innescando un incendio che ha avvolto grandi quantità di petrolio. Nessun membro del personale del sito è rimasto ferito nell’attacco, ha affermato la fonte. Filmati condivisi sui social media mostrano il tetto di un magazzino a Erbil distrutto da fiamme alte e denso fumo.
11:34
Trump, ‘sto considerando seriamente il ritiro dalla Nato’
Donald Trump sta considerando seriamente il ritiro degli Usa dalla Nato: lo ha detto lo stesso presidente statunitense in un’intervista al Telegraph, definendo l’Alleanza “una tigre di carta” .
10:50
Doha, missile iraniano colpisce petroliera di QatarEnergy
Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che una petroliera noleggiata dalla compagnia QatarEnergy è stata colpita da un missile iraniano nelle acque territoriali del Qatar. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, il Qatar è stato preso di mira da tre missili dall’Iran, due dei quali sono stati intercettati, mentre il terzo ha colpito la petroliera Aqua 1, senza causare vittime. L’imbarcazione, situata a 31 chilometri a nord del polo industriale di Ras Laffan, ha riportato danni al di sopra della linea di galleggiamento, ma non si sono registrati impatti ambientali.
09:46
Houthi rivendicano attacco contro Israele ‘assieme a Iran ed Hezbollah’
Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di averlo condotto congiuntamente con il loro alleato Iran e il gruppo libanese Hezbollah: il terzo attacco di questo tipo da parte degli Houthi da quando sono entrati nella guerra in Medio Oriente.
Gli Houthi “hanno condotto la terza operazione militare…
prendendo di mira obiettivi nemici israeliani sensibili… con una raffica di missili balistici”, ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video. “Questa operazione è stata condotta congiuntamente con i nostri fratelli mujahidin in Iran e Hezbollah in Libano”, ha aggiunto.
09:05
Messaggio di Mojtaba Khamenei a Hezbollah, ‘vi sosteniamo pienamente’
La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, in un messaggio al segretario generale di Hezbollah libanese Sheikh Naim Qassem, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo appoggiato dall’Iran contro Stati Uniti e Israele. “L’Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza”, aggiungeva il messaggio, secondo quanto riportato da Mehr.
08:44
Media Iran, ‘colpita l’ex ambasciata Usa a Teheran’
I media iraniani hanno riferito che l’ex edificio dell’ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International. Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all’incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull’attacco né sull’entità dei danni. L’ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij.
08:39
Iran International, ‘Pezeshkian in stallo, decidono tutto i pasdaran’
Le crescenti tensioni tra l’amministrazione Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il presidente in una “completa situazione di stallo politico”, con le Guardie Rivoluzionarie che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave. E’ quanto riferito a Iran International da fonti informate, secondo le quali inoltre il presidente avrebbe richiesto un incontro, negatogli, con la guida suprema Mojtaba Khamenei. Ma anche nella cerchia ristretta del nuovo leader religioso ci sarebbero forti tensioni. Secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato le nomine e le decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezeshkian di nominare un nuovo ministro dell’intelligence giovedì scorso sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito a Iran International da fonti a conoscenza della situazione. Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Si dice che Vahidi abbia insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili debbano essere selezionate e gestite direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie fino a nuovo ordine. Nel sistema politico iraniano tradizionalmente i presidenti nominano i ministri dell’intelligence solo dopo aver ottenuto l’approvazione della Guida Suprema, che detiene l’autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei incerte nelle ultime settimane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) sta di fatto impedendo al presidente di promuovere il proprio candidato preferito, consolidando ulteriormente la propria presa sull’apparato di sicurezza statale.
08:38
Media Iran, ‘colpita l’ex ambasciata Usa a Teheran’
I media iraniani hanno riferito che l’ex edificio dell’ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International. Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all’incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull’attacco né sull’entità dei danni. L’ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij. Secondo quanto riporta la Afp, attacchi aerei avvenuti nelle prime ore di oggi hanno colpito la zona vicino all’ex ambasciata statunitense a Teheran, danneggiando alcune pareti dell’edificio. Altre immagini diffuse dall’agenzia di stampa Mehr mostrano le conseguenze degli attacchi nel centro di Teheran, con negozi danneggiati, finestre distrutte e detriti sparsi nella zona circostante l’edificio. Il muro dell’ex ambasciata, trasformata in un museo noto come ‘Tana delle Spie’, appare danneggiato nelle immagini.
07:42
Sirene antimissili a Tel Aviv e nel centro d’Israele
Le sirene sono suonate a Tel Aviv e nel centro d’Israele per la seconda volta nel giro di pochi minuti, a causa di missili lanciati dall’Iran. Si sono sentite forti deflagrazioni a Tel Aviv. Lo constata l’ANSA sul posto.
07:34
Wsj, Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz
Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz, hanno affermato funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal. Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata Usa, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari. Lo stato del Golfo, scrive ancora il Wall Street Journal, ha avviato un’iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Usa e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno affermato i funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha osservato che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l’economia globale nella morsa dello Stretto.
06:45
Israele, intercettato un missile lanciato dallo Yemen
L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di intercettato un missile lanciato dallo Yemen, da dove i ribelli Houthi filoiraniani, hanno recentemente lanciato attacchi contro lo Stato ebraico. “L’esercito ha rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il territorio israeliano”, si leggeva in un comunicato pubblicato su Telegram prima che con un secondo messaggio venisse revocata l’allerta “in tutte le aree del Paese” pochi minuti dopo. Secondo i media locali, il proiettile è stato intercettato e non si sono registrati feriti.
09:47
Casa Bianca, Trump terrà stasera un discorso sull’Iran
Il presidente americano Donald Trump terrà un discorso sull’Iran questa sera alle 21 ora locale, le 3 della mattina di giovedì in Italia. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca in un post sui social media.
00:18
Usa, prime missioni dei bombardieri B-52 sull’Iran
Gli Stati Uniti hanno iniziato a far volare bombardieri B-52 sopra l’Iran. Lo ha riferito il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in un briefing pubblico al Pentagono, come riporta il Guardian. “Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma”, ha detto Caine.
00:08
VIDEO – Trump, ‘la guerra in Iran finirà in 2-3 settimane’
Donald Trump ha detto di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà “in 2-3 settimane”. “Finiremo il lavoro”, ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto. “Quando lascerò l’Iran i prezzi della benzina calerano. Lo farò molto presto”. “La benzina sale ma l’Iran non ha l’arma nucleare”, ha aggiunto. Donald Trump ha ribadito che l'”Iran vuole l’accordo
Video Trump: ‘La guerra in Iran finira’ in 2-3 settimane’
più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti”.
