Le parole di Donald Trump sui soldati alleati in Afghanistan, che si sarebbero tenuti lontani “dalla prima linea”, destano “stupore” e “non sono accettabili”, perché l’amicizia tra Paesi alleati richiede “rispetto”.
Arrivano in serata parole chiare della premier Giorgia Meloni, dopo che analoghe prese di posizione erano state assunte dal ministro della Difesa Guido Crosetto e da quello degli Esteri Antonio Tajani. Sin dal mattino le opposizioni avevano sollecitato la presidente del consiglio – proprio lei e non altri – a “difendere l’onore dei nostri soldati”, analogamente a quanto avevano già fatto ieri il premier britannico Starmer e quello polacco Tusk, ed oggi la premier danese Frederiksen. E le parole ferme di Meloni non hanno del tutto placato le critiche, per il troppo tempo atteso prima di rispondere.
Meloni ha ricordato che “dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la Nato ha attivato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti”, a cui “l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati”, con migliaia di uomini e il comando dell’Ovest del Paese. In quei 20 anni, ha sottolineato Meloni, l’Italia “ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti”. Per questo motivo, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato”, anche perché “Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia” e “l’amicizia necessita di rispetto”.
Ma queste parole, ha commentato l’ex premier Matteo Renzi, “arrivano dopo 36 ore”. Proprio Renzi, sin dal mattino aveva spronato Meloni a “difendere l’onore dei nostri soldati e dei nostri caduti”, e altrettanto aveva fatto un altro ex inquilino di Palazzo Chigi, Giuseppe Conte, così come altri esponenti dell’opposizioni, come Peppe Provenzano (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Carlo Calenda. Indignazione per il “silenzio” di Meloni sui social anche dall’ex ministro della Difesa Arturo Parisi e dal generale Vincenzo Camporini.
Il primo ad intervenire è stato ministro della Difesa Guido Crosetto su X, con “un bel ripasso di storia”, spiegando di aver affidato la propria risposta “ad atti formali”. “La cosa bella dei fatti – ha scritto – è che non si possono cancellare. E sull’impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno”.
Lunedì- secondo La 7 ma la Difesa non conferma – invierà una lettera formale al segretario alla Difesa Usa Hegseth. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha rimarcato che i nostri soldati, “erano in prima linea” visto che tra essi si contano 53 caduti e 713 feriti. “Quindi noi non possiamo che rendere onore a questi nostri militari”.
In realtà nel tardo pomeriggio Trump su Truth aveva oggi fatto una parziale retromarcia sui soldati britannici, ben 457 dei quali sono deceduti a fianco dei commilitoni Usa: “I grandi e molto coraggiosi soldati del Regno Unito saranno sempre al fianco degli Stati Uniti d’America!”. Un dietrofront che in Italia ha aumentato le polemiche per la prudenza di Meloni, che a sera ha fatto sentire la sua voce.
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