Mercati con il fiato sospeso, occhi su petrolio e gas – Notizie – Ansa.it

Mercati con il fiato sospeso, occhi su petrolio e gas – Notizie – Ansa.it


Fiato sospeso in vista della riapertura dei mercati in attesa di nuovi sviluppi dopo il flop del primo round di trattativa tra Usa e Iran e le rinnovate minacce del presidente Usa. Gli occhi sono puntati sull’energia con i prezzi di petrolio e gas che hanno ritracciato nelle ultime sedute nella speranza di una schiarita sul conflitto e peso importante durante la settimana avranno anche gli elementi che emergeranno dalle sedute primaverili del Fmi internazionale al via lunedì a Washington.

I meeting del Fondo, rileva l’agenzia Bloomberg, arrivano per il secondo anno consecutivo in mezzo ad una crisi globale, segnata dalle politiche del presidente Usa: nel 2025 quella provocata dai dazi, quest’anno dalla guerra con l’Iran. Su questo fronte è già arrivato nei giorni scorsi l’allarme della direttrice generale dell’Fmi Kristalina Georgieva: una sorta di ‘allacciatevi bene le cinture’ visto che, ha spiegato, dalla guerra in Iran arriverà ‘uno choc di vasta portata’ e ‘cicatrici permanenti per l’economia’. I nuovi dati arriveranno martedì e sicuramente saranno diversi da quelli di inizio anno quando si prevedeva che la crescita mondiale sarebbe stata del 3,3% quest’anno, con espansioni del 2,6% negli Stati Uniti, dell’1,3% nell’eurozona.

    Osservata speciale l’inflazione che, secondo le precedenti previsioni, per l’eurozona avrebbe dovuto aggirarsi intorno al 2%, quest’anno e il prossimo. Occhi puntati quindi sull’andamento dei prezzi energetici. L’annuncio dei negoziati aveva contribuito a moderare i prezzi nelle ultime sedute: i contratti sul greggio del Texas con scadenza a maggio venerdì sera passavano di mano a 96,57 dollari al barile e ancora più bassi erano i valori dei future sul Brent con scadenza a giugno a 95,2 dollari al barile. Nulla a che vedere però con gli acquisti sul petrolio già in transito che hanno raggiunto quotazioni stellari, secondo Bloomberg, con carichi con consegna prevista nelle prossime settimane che sono stati scambiati a prezzi senza precedenti, superiori a 140 dollari al barile.

    L’agenzia cita “i trader di alcune raffinerie asiatiche, che parlando a condizione di anonimato, hanno affermato di non essere più concentrati sul prezzo e di cercare semplicemente di assicurarsi barili di greggio ovunque possibile per garantire la sicurezza energetica”: la spinta inflazionistica è evidente. Sul fronte del gas europeo anche dopo il cessate il fuoco, i contratti europeo sono ancora 40% al di sopra dei livelli pre-conflitto.

Tutti da definire i possibili valori con una chiusura più duratura di Hormuz. In queste ore intanto prende l’avvio una nuova modalità per il mercato europeo con un ampliamento dell’orario delle contrattazioni con le ore di negoziazione che raddoppiano da 10 a 21. Un ampliamento annunciato da tempo ma che arriva particolarmente opportuno data la forte volatilità. Convitato nella prima seduta della settimana infine, anche l’esito delle elezioni politiche ungheresi che potrebbe avere un ruolo rilevante sull’andamento delle piazze europee. 

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