Merz vara un nuovo servizio militare: ‘La Russia è la maggiore minaccia’ – Notizie – Ansa.it

Merz vara un nuovo servizio militare: ‘La Russia è la maggiore minaccia’ – Notizie – Ansa.it


 Il governo di Friedrich Merz ha varato la riforma del servizio militare in Germania. Ma dopo un mare di polemiche interne, la leva resta per ora non obbligatoria, nella speranza che i volontari bastino. E la Repubblica federale punta ad aumentare in modo consistente il numero di soldati e riservisti per contrastare innanzitutto la minaccia russa, come ribadito dal cancelliere.

 

Per adempiere alle aspettative della Nato serviranno almeno 80 mila militari effettivi in più. E il tentativo di invogliare i giovani è visibile da tempo. A partire dai manifesti della Bundeswehr che, disseminati nella capitale, cercano di parlare soprattutto alle ragazze. E anche l’aumento del compenso per i giovanissimi che sceglieranno di farsi addestrare va in questa direzione: chi sceglierà di affrontare il servizio militare in Germania potrà contare su 2.300 euro netti, con vitto e alloggio gratis, ha rimarcato il ministro della difesa Boris Pistorius. Il nuovo disegno di legge, che dovrà essere approvato dal Bundestag, è stato sottoscritto nel corso di un consiglio dei ministri speciale, che si è tenuto eccezionalmente al ministero della Difesa. Nella stessa occasione è stato istituto il Consiglio di Sicurezza: “Se ne parlava da trent’anni – il commento di Merz – questo esecutivo ha realizzato il progetto in quattro mesi”. “La Russia è e resterà a lungo la più grande minaccia per la libertà, la pace e la stabilità in Europa. A questa minaccia il governo federale intende rispondere con decisione”, ha scandito il Kanzler. “Se dovesse servire una svolta la faremo”, ha aggiunto, liquidando le critiche di chi avrebbe voluto un passo ulteriore subito. Sulla leva del resto lo scontro è aperto da mesi. I conservatori avrebbero voluto reintrodurre l’obbligatorietà, ma hanno dovuto fare i conti con gli alleati socialdemocratici, che fra l’altro esprimono il ministro del settore. E la riforma di Pistorius prevede che il servizio militare resti volontario finché sarà possibile: se la situazione dovesse richiederlo e i volontari non fossero sufficienti scatterà l’obbligatorietà.

 

L’Unione di Cdu e Csu avrebbe preferito un meccanismo automatico più vincolante, con un tetto chiaro, che però per ora non è passato. Tutti i giovani di sesso maschile fra i 18 e i 25 anni saranno tenuti comunque a compilare un formulario, per censire disponibilità ed idoneità. Le ragazze, invece, potranno rispondere se lo vorranno. La Bundeswehr conta oggi 180 mila unità, e dovrebbe arrivare a 260 mila. Inoltre l’obiettivo è quello di raggiungere i 200 mila riservisti già entro il 2030. La leva obbligatoria, ancorata nella costituzione a partire dal 1956 in piena guerra fredda, fu disattivata dal governo Merkel per mano dell’allora ministro della Csu Karl-Theodor zu Guttenberg. La situazione della politica della sicurezza non giustificava che si andasse avanti, spiegò come ricorda Faz, decretandone la fine nel marzo 2011. Dall’aggressione russa all’Ucraina del 2022 le cose sono cambiate. La Germania non ha solo bisogno di risorse umane nel suo esercito – un confronto col passato fa capire la dimensione della questione: dal 1966 al 1991 i soldati arrivarono a essere 450 mila – a mancare sono anche armi e munizioni secondo gli esperti. Sulla Bild il numero uno dell’associazione dei riservisti ha fatto presente che neppure i fucili bastano per tutti. A muoversi ad ogni modo non sono solo le istituzioni. Alla presenza del segretario generale della Nato Mark Rutte, Rheinmetall ha inaugurato una fabbrica di munizioni a Unterluess, in Bassa Sassonia, destinata ad essere la maggiore d’Europa. E l’ad Armin Papperger immagina strutture del genere in altri Paesi, per creare “un ecosistema di difesa paneuropeo”.

   

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