Messaggi compromettenti di Andrea, Buckingham Palace sapeva da 6 anni – Notizie – Ansa.it

Messaggi compromettenti di Andrea, Buckingham Palace sapeva da 6 anni – Notizie – Ansa.it


L’ombra di un insabbiamento consapevole si addensa sempre più pesantemente sulla monarchia britannica in relazione ai sospetti misfatti dell’ex principe Andrea, già figlio prediletto della scomparsa regina Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III.

Bersaglio d’indagini ormai esplosive sulle frequentazioni con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein e su tutta una serie di non meno imbarazzanti dossier collaterali. Indagato ufficialmente da alcuni mesi per il sospetto reato di ‘cattiva condotta nell’esercizio di un ufficio pubblico’ (e sottoposto a febbraio persino a un fermo di polizia senza precedenti di alcune ore), l’ex duca di York – ridotto all’appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor dopo esser stato privato tardivamente d’ogni titolo reale residuo – è in queste ore al centro di nuove rivelazioni shock.

A diffonderle è la Bbc. Riguardano un archivio di ben 30.000 email, contenente in parte informazioni su anni di chiacchierate attività e transazioni finanziarie dell’ex principe, che – come si è scoperto adesso – fu consegnato a Buckingham Palace già nel 2020: ossia sei anni fa, ben prima dell’avvio delle investigazioni attuali seguite alla ri-esplosione dello scandalo, quando Elisabetta era ancora viva e regnante.

La documentazione, rende noto la Bbc, venuta a conoscenza dei fatti dopo essersi rivolta alla giustizia del Regno a conclusione di una controversia legale sull’accessibilità al fascicolo, venne trasmessa da un tribunale in copia, “nel maggio 2020”, al Lord Ciambellano, il più alto funzionario della Casa Reale, quando Andrea era stato appena costretto a rinunciare a ogni ruolo pubblico di rappresentanza ufficiale della monarchia. Ma rimasero custodite nei cassetti della corte. Senza alcuna conseguenza o segnalazione nota alla polizia, pare. Le email, a quanto risulta, erano state sottratte da un contatto d’affari personale dell’allora duca di York.

Sui contenuti, il palazzo oppone al momento uno scarno no comment, trincerandosi dietro il rispetto dell’azione giudiziaria: “Poiché è in corso un’indagine di polizia riguardante il signor Mountbatten-Windsor, non è possibile rilasciare commenti su questi fatti”. L’indagine, in effetti, si compone di vari filoni. Compreso quello portato avanti dalla Thames Valley Police che nei giorni scorsi non ha escluso di poterlo allargare anche al sospetto di reati sessuali, alla luce di accuse recenti lanciate in particolare da una vittima del giro di Epstein, la quale ha raccontato d’essere stata condotta a suo tempo, giovanissima, nella ex residenza di Andrea adiacente al castello di Windsor per fare sesso con lui.

Ma le email in questione, secondo la Bbc e altri media, si riferiscono alle opache relazioni d’affari che l’ex principe è accusato d’aver intrattenuto per anni con amici e sodali d’affari (suoi e in alcuni casi anche della sua ex moglie Sarah Ferguson). E soprattutto alla sospetta condivisione indebita d’informazioni governative riservate, già sfociate nell’accusa di ‘cattiva condotta’ (sostanzialmente abuso d’ufficio): informazioni ottenute svolgendo fra il 2001 e il 2011 l’incarico di emissario commerciale internazionale del governo britannico.

Un ruolo conferito in origine ad Andrea dalla compagine di Tony Blair non senza pressioni esplicite fatte sul gabinetto a nome di sua madre. Come certificato da un memo consegnato al Parlamento di Westminster pochi giorni fa. Ennesimo anello di una catena d’intrecci malsani che minaccia di soffocare non solo la memoria di Elisabetta II, nel pieno delle celebrazioni solenni del suo centenario, caduto il mese scorso, ma pure l’immagine di chi, Carlo in primis, “non poteva non sapere”. E, con essa, il futuro – affidato all’inquieto erede al trono William – di un’istituzione monarchica lontana dai suoi picchi di popolarità.

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