Il governatore dello stato messicano di Jalisco, Pablo Lemus, ha annunciato la riattivazione totale delle attività economiche a partire da oggi, martedì 24 febbraio, superata la paralisi causata dalla morte del capo criminale “El Mencho”. Le scuole riapriranno in presenza da mercoledì. In un filmato diffuso in rete, Lemus ha assicurato che il trasporto pubblico “opererà con normalità, incluse le applicazioni digitali di mobilità e quelle di cibo pronto”. Ha poi precisato: “Da martedì i grandi magazzini, i negozi di prossimità, i mercati generali, le banche e i trasporti extraurbani riprenderanno le normali operazioni”. I rifornimenti di carburante sono garantiti e le strade sono in fase di sgombero dai veicoli incendiati, supportate da 2.500 militari federali giunti a rinforzo.
Un’attenzione speciale è dedicata a Puerto Vallarta, il principale polo turistico statale: le autorità hanno dispiegato personale per assicurare il ritorno dei mezzi pubblici e degli approvvigionamenti nella zona alberghiera e per tutta la cittadinanza. Il governatore ha ribadito che continuano “a lavorare affinché questa importantissima destinazione turistica torni il prima possibile alla sua totale normalità”. Se la calma persisterà, il codice di massima allerta verrà presto revocato.
Il mandatario ha concluso chiedendo coesione a tutta la società: “È il momento di recuperare la nostra città e il nostro stato. Dobbiamo mantenerci uniti”.
Intanto la procura generale della Repubblica messicana ha confermato l’identificazione genetica del corpo di Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, fondatore e capo supremo del Cartello di Jalisco Nuova Generazione. Le autorità hanno completato i riconoscimenti e le autopsie sui tre cadaveri recuperati a Tapalpa dopo l’operazione delle forze armate. Durante l’intervento militare è stato sequestrato un ingente arsenale bellico, tra cui lanciarazzi, lanciagranate e fucili, e sono stati arrestati due presunti membri dell’organizzazione criminale. In risposta all’ondata di violenze scoppiata dopo la morte del ricercato, le istituzioni hanno aperto cinquantasette fascicoli di indagine in quattordici Stati, di cui trentasette nel solo territorio di Jalisco. Il titolare della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha chiarito il destino delle spoglie: “Il corpo – ha detto – sarà consegnato ai suoi familiari conformemente ai protocolli legali vigenti in Messico”.
Il Guatemala blinda i confini
Il Guatemala ha annunciato un rafforzamento dei pattugliamenti militari lungo la frontiera con il Messico. La decisione segue la morte di Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, a capo del Cartello Jalisco Nuova Generazione. Il ministero della Difesa Nazionale del Paese centroamericano ha spiegato che l’iniziativa fa parte dell’operazione denominata “Cintura di Fuoco”. In un comunicato, le autorità hanno dichiarato: “A seguito delle informazioni diffuse sulla morte di Nemesio Oseguera Cervantes, l’Esercito del Guatemala ha incrementato le operazioni di monitoraggio, controllo, pattugliamento e sicurezza in settori strategici della zona di frontiera”. La complessa linea di confine, che divide il sud del Messico dai distretti guatemaltechi di San Marcos, Huehuetenango e Petén, è da tempo teatro di scontri per il controllo del territorio tra il gruppo di Jalisco e i rivali del Cartello di Sinaloa. Per prevenire un aggravamento della sicurezza locale, le forze armate locali collaborano attivamente con la difesa messicana.
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