Il gigante dei social media Meta ha annunciato una significativa riduzione delle sue politiche di moderazione dei contenuti, inclusa la cessazione del suo programma di fact-checking di terze parti negli Stati Uniti.
“Ci libereremo dei fact-checker e li sostituiremo con note della comunità simili a X (ex Twitter), a partire dagli Stati Uniti”, ha affermato il fondatore e Ceo di Meta Mark Zuckerberg in un post sui social media. Una svolta che i media legano alla nuova amministrazione Trump.
“I fact checker – ha spiegato Zuckerberg in un video che annuncia la svolta – sono stati troppo politicamente di parte e hanno distrutto più fiducia di quanta ne abbiano creata”.
“Quello che è iniziato come un movimento per essere più inclusivi è stato sempre più utilizzato per mettere a tacere le opinioni ed escludere le persone con idee diverse, ed è andato troppo oltre”, ha proseguito. Zuckerberg, tuttavia, ha riconosciuto che il “compromesso” nella nuova politica di Meta potrà comportare che sulla piattaforma appariranno più contenuti dannosi.
“Lavoreremo col presidente Trump per respingere i governi di tutto il mondo che se la prendono con le società americane e premono per una censura maggiore”, ha dichiarato ancora Zuckerberg nel video, accusando tra l’altro l’Europa di avere “un sempre crescente numero di leggi che istituzionalizzano la censura e rendono più difficile realizzare qualsiasi innovazione lì”. Zuckerberg ha accusato anche l’amministrazione Biden di pressioni per la censura.
“Gli Usa hanno le più forti protezioni costituzionali al mondo per la libera espressione”, ha sottolineato poi esplorando poi le altre aree geografiche del mondo. “I Paesi latino americani – ha affermato – hanno tribunali segreti che possono ordinare alle aziende di eliminare cose silenziosamente. La Cina ha censurato le nostre app impedendone persino il funzionamento nel Paese. L’unico modo in cui possiamo respingere ciò in questo trend globale è col sostegno del governo Usa”.
“Ed è per questo – ha proseguito – che è stato così difficile negli ultimi quattro anni, quando persino il governo Usa ha premuto per la censura andando contro di noi ed altre compagnie Usa. Ha incoraggiato altri governi ad andare oltre”. “Ma ora abbiamo l’opportunità di ripristinare la libertà di espressione e sono emozionato nel coglierla”.
Il neo-nominato chief of global affairs di Meta Joel Kaplan, uomo vicino ai repubblicani, ha detto a Fox che le partnership di Meta con fact checker di terze parti erano “ben intenzionate all’inizio, ma c’è stato semplicemente troppo pregiudizio politico in ciò che scelgono di verificare e come”. Nel nuovo cda è entrato un altro esponente di destra, Dana White, patron della Ultimate Fighting Championship (Ufc) che organizza eventi di arti marziali miste e storico alleato di Donald Trump.
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