Midterm, il carrello della spesa e il caro-pieno decidono il voto degli americani – USA Midterm 2026 – Ansa.it

Midterm, il carrello della spesa e il caro-pieno decidono il voto degli americani – USA Midterm 2026 – Ansa.it


Il carrello della spesa sempre più costoso e la benzina alle stelle. Il carovita svuota i portafogli degli americani ed è motivo di forte insoddisfazione degli elettori, pronti a presentare il conto al partito repubblicano e alla Casa Bianca. A condizionare il voto, però, c’è anche la crescente rabbia nei confronti dei data center e dell’intelligenza artificiale, dipinti invece da Donald Trump come motore di crescita e di ricchezza del Paese. Le sue spiegazioni, però, non convincono: oltre il 65% degli elettori non vuole i data center all’interno delle sue comunità e un 57% ritiene l’IA negativa per la società, soprattutto per l’impatto sul mercato del lavoro. Il boom dell’IA, o ‘super intelligenza’ come il presidente l’ha rinominata, sta aiutando la crescita economica grazie ai significativi investimenti di Big Tech ma, allo stesso, tempo sta alimentando un’inflazione già alta a causa dei dazi e della guerra in Iran. 

 

I prezzi al consumo non solo restano elevati ma continuano a correre. A settembre sono saliti al 3,7%, superando le attese e costringendo la Fed all’angolo. Dopo il rialzo dei tassi di interesse in settembre, un altro aumento del costo del denaro è dato per scontato entro la fine dell’anno per cercare di contenere l’inarrestabile galoppata dell’inflazione, che ha proiettato al centro delle midterm quella che viene definita ‘affordability’, cioè la capacità di arrivare alla fine del mese. I rincari di tutti i generi, dagli alimentari ai biglietti aerei, stanno impoverendo la classe media americana, solo in parte aiutata dal taglio delle tasse di Trump. Con il Big Beautiful Bill le imposte sono infatti scese di più per i Paperoni americani, con le famiglie costrette a sbarcare il lunario sempre più con difficoltà. Il provvedimento fiore all’occhiello del presidente ha avuto invece un impatto forte sui conti pubblici, contribuendo a far schizzare il debito oltre i 40.000 miliardi di dollari e mettendo in difficoltà i repubblicani, partito che per tradizione cavalca il rigore fiscale. Prima di tornare alla Casa Bianca, Trump aveva assicurato che avrebbe rimesso in ordine le finanze americane dopo anni di spese folli dei democratici. 

 

Le sue ricette, però, non hanno risolto il problema e anche l’idea dell’amministrazione di puntare tutto sulla crescita per sistemare i conti non convince. Fra i primi a sollevare i dubbi è stato il Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale la crescita da sola non sarà sufficiente a far scendere il disavanzo e serviranno delle misure per favorire l’aggiustamento. Per cercare di calmierare i prezzi, Trump di recente ha annunciato un accordo sul diesel con la Russia e ha rimosso alcuni dei dazi imposti al Canada, oltre a favorire le importazioni di petrolio dal Venezuela. Misure annunciate in extremis che però non sono riuscite a ridurre in modo significativo i prezzi.

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