Forse Melania, forse il presidente Trump: per la finale del torneo olimpico di hockey, in programma domenica pomeriggio, a Milano l’ipotesi della presenza del presidente degli Stati Uniti o della first lady e sua consorte ha comunque allertato le forze dell’ordine anche se, in assenza di conferme da Washington, non è stato messo in atto un piano ad hoc. Il suo arrivo, al momento, è infatti soltanto una ipotesi, e molto dipende anche dai risultati della squadra a stelle e strisce.
Se gli Usa arriveranno in finale, e, come scritto dall’ANSA nei giorni scorsi, Trump vorrà essere presente, potrebbe atterrare a Malpensa con l’Air Force One o scegliere un aereo più piccolo, come quello con cui ha volato Vance, così da poter sfruttare la pista di Linate, più vicina all’Arena Santa Giulia dove è prevista la partita.
Le forze dell’ordine, secondo quanto si apprende, sono allertate, anche se non esiste un vero e proprio piano sicurezza per Trump, nei giorni scorsi rappresentato alle Olimpiadi dal suo vice, J.D. Vance. Il numero due della Casa Bianca ha seguito la cerimonia di Apertura dei Giochi, ricevendo i fischi del pubblico quando è stato inquadrato sui maxi schermi dello stadio di San Siro. Accompagnato dalla moglie e dai figli, ha ricevuto in dono anche una maglia personalizzata della nazionale Usa di hockey. Nei giorni scorsi, ad assistere a un match a Santa Giulia è arrivato anche il capo dell’Fbi Kash Patel.
“Trump qui a Milano per la finale di hockey? E’ una domanda da fare direttamente alla Casa Bianca…”. Il portavoce del Cio, Mark Adams, risponde così ai giornalisti che nel consueto briefing quotidiano gli chiedono se il Comitato olimpico internazionale sia a conoscenza dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti. Il Cio, taglia corto Adams, “non è a conoscenza di quali siano i movimenti dei capi di Stato e di governo”.
In attesa che il Presidente Trump sciolga la riserva su una sua possibile presenza a Milano per tifare l’hockey a stelle e strisce, la Casa Bianca ha annunciato la delegazione presidenziale che parteciperà alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali il 22 febbraio a Verona. A guidarla sarà T.H. Linda McMahon, segretario all’Istruzione degli Stati Uniti; con lei ci saranno T.H. Tilman J. Fertitta, ambasciatore degli Usa in Italia e Repubblica di San Marino e Ryan Suter, medaglia olimpica invernale 2010 e 2014 con la squadra maschile di hockey. Gli altri componenti della delegazione presidenziale sono Lauren Fertitta, coniuge dell’ambasciatore, Kelly Loeffler, amministratore della U.S. Small Business Administration, Meredith O’Rourke, consigliere senior del Presidente Donald J. Trump, Bob Book, presidente di Book Capital Enterprises, Neil Book, presidente di Jet Support Services, Trish Duggan, fondatrice di Imagine Museum e Diane Hendricks, fondatrice di ABC Supply.
A Verona nessuna conferma sulla possibile presenza del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina, in programma la sera di domenica 22 febbraio in Arena. “Siamo in costante contatto e monitoraggio con la Prefettura e la Questura – ha riferito il comandante della Polizia locale, Luigi Altamura -, ovviamente se dovesse succedere il piano sicurezza sarà ulteriormente rafforzato”. Intanto, a cinque giorni dalla cerimonia e per rispondere alle esigenze di massima sicurezza, come da indicazioni del Prefetto e in coordinamento con la Fondazione Milano Cortina 2026, cui è affidata l’organizzazione dell’iniziativa, arrivano gli ultimi provvedimenti. La Polizia locale scaligera sta ricevendo supporto con agenti da Bologna, Vicenza e dai Comuni della provincia, che stanno contribuendo a potenziare i servizi di viabilità. Durante la giornata della cerimonia olimpica saranno impegnate 614 persone tra protezione civile e volontari. “L’amministrazione – ha esordito l’assessora comunale ai Grandi eventi, Stefania Zivelonghi – sta seguendo con grande attenzione tutta l’organizzazione legata alle cerimonie, garantendo il supporto necessario sia allo svolgimento degli eventi in capo alla Fondazione, sia agli aspetti di sicurezza, in stretto coordinamento con le forze dell’ordine. Tra le attività più rilevanti rientra la gestione della cosiddetta ‘zona gialla’, che richiede un lavoro puntuale e costante”.
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