Quella foto non la abbandona mai, è sempre con lui e l’ha mostrata a tutto il mondo dopo la prima esibizione alle Olimpiadi di Milano Cortina. Ha commosso tutti e ha fatto il giro del web, il gesto del pattinatore artistico statunitense, originario della Russia, Maxim Naumov che il 29 gennaio 2025 ha perso i genitori, gli ex campioni del mondo di coppia Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, in un incidente aereo dove sono morte 67 persone.
Naumov
Dopo l’esibizione del corto maschile nel pattinaggio ad Assago le telecamere lo hanno ripreso mentre mostrava la foto che lo ritrae a tre anni, mano nella mano con i suoi genitori, con i pattini ai piedi. Maxim ha alzato gli occhi al cielo, in lacrime, come se volesse indicare che i suoi cari lo proteggono dall’alto, che sono ancora lì con lui, e poi ha baciato commosso l’immagine. Il padre e la madre sono sempre stati di ispirazione per questo atleta di 24 anni che ha trovato la forza di gareggiare alle Olimpiadi. “Mi sono sentito come se fossi guidato da loro, percependo la loro presenza a ogni scivolata sul ghiaccio – ha commentato al termine della sua performance che lo ha visto piazzarsi al 14/o posto -. Non ho potuto fare a meno di sentire il loro supporto, quasi come un pezzo degli scacchi su una scacchiera, da un elemento all’altro”. La foto che ha commosso il mondo Maxim la porta sempre con sè, “ce l’ho nella mia borsa a tracolla, quindi è letteralmente sul mio petto, sul mio cuore”.
I genitori hanno perso la vita nell’incidente vicino all’aeroporto Ronald Reagan di Washington, dove un volo dell’American Airlines partito da Wichita, Kansas, si è schiantato contro un elicottero militare Black Hawk che era in volo sul fiume Potomac, apparso improvvisamente sulla sua rotta. Tra le 67 vittime non solo i genitori, che erano anche allenatori, di Maxim ma diversi pattinatori della nazionale di figura degli Stati Uniti. L’atleta ha dedicato l’esibizione ai suoi genitori che ora lo ispirano, come del resto hanno sempre fatto, e soprattutto gli danno lo forza di andare avanti, “guardate cosa abbiamo fatto”, le sue parole. In gara “non pensavo a eseguire nulla alla perfezione – ha raccontato -. Volevo solo scendere in pista e pattinare con tutto il cuore, dare davvero tutto. Non ho rimpianti dopo la fine di quel programma”.
Naumov
Per lui che ha deciso di esserci, nella competizione più importante anche dopo la vita distrutta dal lutto, il pattinaggio è una forma di resilienza. “È qualcosa che mi permette di continuare ad andare avanti, di continuare a muovermi, di continuare – ha commentato al termine della gara -. Non importa quali ostacoli ti si presentino, il pattinaggio è uno strumento per riuscirci”. Un messaggio di forza e tenacia che arriva da questo giovane atleta a tutti coloro che attraversano un momento difficile. “Tutti possiamo farcela, qualunque cosa la vita ti riservi, se riesci a essere resiliente e a spingerti un po’ più di quanto pensi, puoi fare molto di più – conclude -. Puoi comunque rimanere in piedi. Devi avere quella forza di volontà e fare le cose che ami, ed è esattamente quello che farò”.
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