In via Borgonuovo le bandiere sono a mezz’asta e i giornalisti assiepati davanti alla sua abitazione parlano sottovoce in segno di rispetto. È una Milano addolorata quella che si prepara a dare l’ultimo saluto a Giorgio Armani. Sabato all’Armani/Teatro, dalle 9, sarà allestita la camera ardente; lunedì, giorno dei funerali che si svolgeranno in forma privata, sarà invece lutto cittadino per chi, nato a Piacenza 91 anni fa, ha saputo più di altri interpretare la milanesità per portarla in tutto il mondo. È lì, tra le vie più eleganti del centro, che il re della moda ha trascorso lavorando, come fatto sin da giovanissimo, gli ultimi giorni della sua lunga esistenza, “dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”.
Ed è sempre lì che oggi il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione dai collaboratori, “si è spento serenamente, circondato dai suoi cari”, dicono in una nota i dipendenti e la sua famiglia, che nel tardo pomeriggio ha ricevuto la visita del parroco della vicina chiesa per una preghiera e una benedizione.
Se è vero, come sosteneva lo stilista, che “l’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”, Armani resterà a lungo nella memoria dei milanesi. Quelli che lo salutavano quando, ancora pochi anni fa, sistemava i manichini delle sue vetrine e lui ricambiava con un sorriso cortese. “Era un uomo pieno di talento e di interessi, capace di portare nelle sue creazioni lo stile sobrio ed elegante della sua personalità, misurato, mai eccessivo”, sottolinea il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, secondo cui “a Milano mancheranno il suo sguardo creativo, la sua partecipazione attiva e il suo sostegno alla vita della nostra città”.
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Come quando durante la pandemia da Covid, nel 2020 a pochi giorni dalla festa più amata dai milanesi, Sant’Ambrogio, affisse su cartelloni pubblicitari e pensiline della metropolitana il messaggio “io ci sono per voi, per Milano, con sentimento”. Una dichiarazione d’amore per esprimere vicinanza alla sua città e ai suoi concittadini, che ora in tanti lo ricordano in via Borgonuovo con un fiore, il capo chino e lo sguardo di chi sa di avere perso uno di loro. Non lontano il teatro della Scala che questa sera gli ha dedicato un minuto di silenzio, “doveroso momento di ricordo di un grande milanese – ha detto Sala – simbolo della Milano migliore”, Famoso in tutto il mondo, celebrato dalle star e imitato da molti stilisti per i quali è stato un vero e proprio maestro, Armani è rimasto sempre “fedele alle sue radici”, come lo ricorda il presidente della Regione Attilio Fontana, secondo cui con la sua morte la Lombardia perde “un autentico pilastro”. Alla sua lungimiranza si deve la celebre Settimana della Moda che due volte all’anno trasforma la metropoli nella passerella dei più importanti brand internazionali, ma anche l’evoluzione della Camera della Moda, con cui ha contribuito ad affermare Milano come la capitale mondiale dal settore. “Milano è il centro del mio mondo, mi ispira da sempre” ha detto del resto lo stilista in più di una occasione, mostrando un affetto che i suoi luoghi stanno ora ricambiando con gli interessi.
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