Una nuova pioggia di missili russi si è abbattuta su Kiev, e quasi nessuno è stato intercettato a causa della carenza di difese anti-balistiche ucraine. Nel bombardamento è stata danneggiata anche l’ambasciata lituana e sono state uccise almeno nove persone, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, che è tornato a chiedere agli Usa nuovi missili per i sistemi Patriot. E questo il giorno dopo che Donald Trump ha frenato bruscamente sulla promessa fatta all’inizio di luglio di concedere a Kiev le licenze per produrre in loco i vettori necessari a difendere le città ucraine.
Secondo il presidente ucraino, sono stati colpiti sette distretti della capitale e sono stati danneggiati 18 edifici, tra i quali appunto l’ambasciata della Lituania e una scuola.
Oltre ai nove uccisi, le autorità locali parlano anche di una trentina di feriti. Un’altra persona è morta e tre sono rimaste ferite nella regione circostante. Raid sono segnalati anche sulle regioni di Dnipro, Sumy, Kharkiv e Poltava.
Come d’abitudine, il ministero della Difesa russo ha affermato che nei raid sono stati presi di mira obiettivi militari, in particolare dell’industria degli armamenti e centri logistici. Nella lunga lista di bersagli resa pubblica dal dicastero, figurano siti per la produzione di componenti di droni e di missili da crociera Fp-5 Flamingo.
L’Ucraina non rende mai noti i danni subiti dalle sue installazioni militari. Ma che i siti colpiti siano civili o militari, quello che impressiona è l’altissimo grado di penetrazione dei vettori russi, che conferma la grave carenza nelle difese denunciata da Zelensky. Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte tra venerdì e sabato solo due dei 35 missili russi sono stati intercettati, insieme a 154 droni su 185. E questo “semplicemente perché – ha scritto Zelensky sui social – non ci sono missili per i sistemi Patriot. Ed è proprio questa carenza di sistemi di intercettazione contro i missili balistici che incoraggia la Russia a compiere attacchi del genere contro la vita delle persone”. “È molto importante – afferma ancora il leader ucraino – che i nostri partner ascoltino che questi sistemi sono necessari, non in qualche magazzino per possibili scenari futuri, ma qui e ora”.
Secondo un conteggio dell’agenzia Afp sulla base delle informazioni dell’Aeronautica di Kiev, in luglio la Russia ha lanciato un numero record di missili contro l’Ucraina, vale a dire 376, più del doppio rispetto a giugno. Contemporaneamente le forze ucraine hanno notevolmente intensificato gli attacchi in profondità nel territorio russo contro obiettivi civili, in particolare raffinerie ma anche magazzini della società del commercio online Wildberries. Anche nella giornata odierna, gli attacchi di droni ucraini hanno provocato chiusure temporanee di otto aeroporti di varie regioni russe. Mentre l’ente statale per l’energia atomica, Rosatom, ha reso noto che nel Mar Nero un attacco di droni ucraini ha provocato l’affondamento di una portacontainer di sua proprietà, la Yanina. Il direttore della Rosatom, Alexei Likhachev, ha affermato che “si trattava di una normale e pacifica nave che navigava in acque internazionali e trasportava merci civili, da alimenti surgelati a materiali edili e di finitura”. Tutti i 17 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo.
Le autorità filorusse della parte della regione ucraina di Zaporizhzhia sotto il controllo delle forze di Mosca hanno riferito inoltre che in un attacco di droni è stato colpito un autobus che trasportava operai di ritorno dal lavoro nella miniera di ferro di Dniprorudno. Il bilancio fornito è di un morto e 12 feriti. Mentre nella città portuale di Sebastopoli, nella Crimea annessa alla Russia, una donna è rimasta uccisa e altre due persone ferite in un altro raid delle forze di Kiev, secondo il governatore.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
