Mosca espelle l’addetto militare italiano, Tajani: ‘Plateale ritorsione’ – Notizie – Ansa.it

Mosca espelle l’addetto militare italiano, Tajani: ‘Plateale ritorsione’ – Notizie – Ansa.it


Prima la convocazione dell’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, e poche ore dopo l’espulsione dell’addetto militare e di un suo collaboratore.
Come aveva promesso, la Russia ha risposto in modo simmetrico all’allontanamento da parte dell’Italia di due addetti militari russi all’inizio del mese, accusati di spionaggio contro Roma.


Una mossa ‘teeth for teeth’ – dente per dente – che aumenta la tensione diplomatica tra i due Paesi, ampiamente testimoniata dagli attacchi al presidente Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni.
A rendere nota la decisione – poi confermata dal ministero degli Esteri russo – è stato il ministro degli esteri Antonio Tajani con un post molto duro su X: ‘La Federazione russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca con un suo collaboratore. Si tratta di un atto di plateale ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, loro sì colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”.
Nel mirino è finito il capitano di vascello Vittorio Parrella, che nel 2022 subentrò all’attaché per la difesa Roberto Vannacci, prima di diventare uno dei suoi principali testimoni d’accusa nell’inchiesta per peculato e truffa, conclusasi con il proscioglimento del generale. Anche Vannacci era stato espulso da Mosca insieme a una ventina di membri diplomatici italiani come misura di ritorsione per la cacciata di 30 diplomatici russi da Roma per l’invasione dell’Ucraina.
Questa volta la contromisura è in relazione all’espulsione di due addetti militari russi, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, decisa dalla Farnesina il 9 luglio dopo che la polizia aveva annunciato l’arresto di due ex agenti dell’intelligence italiana, accusati di aver fornito a Mosca segreti sugli aiuti militari a Kiev. In particolare, secondo l’accusa, avrebbero rivelato dettagli sul sistema di difesa aerea italo-francese Samp/T, la cui consegna all’Ucraina è prevista per quest’anno, e sui missili franco-italiani Aster già inviati a Kiev. Gli agenti russi avrebbero inoltre richiesto informazioni su una missione Nato in Bulgaria e sull’azienda italiana Avio, produttrice di motori per droni e missili supersonici.
In quell’occasione Tajani convocò anche l’ambasciatore di Mosca a Roma, Aleksei Paramonov, che reagì in modo provocatorio.
Mosca “continua a usare la guerra ibrida per attaccare l’Occidente e l’Italia”, accusò il capo della diplomazia italiana, definendo tali azioni “gravi e inaccettabili”. “La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole ma si tratta di vendette. Dovrebbero dimostrare che coloro che espelleranno sono delle spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è politica”, aveva aggiunto. Mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva dichiarato che il caso rappresenta ‘solo la punta dell’iceberg’ nella cosiddetta ‘guerra ibrida’ russa in Europa, nell’ambito della sua invasione dell’Ucraina.

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