Mosca gela Trump, ‘nessuna sanzione ci fermera” – Notizie – Ansa.it

Mosca gela Trump, ‘nessuna sanzione ci fermera” – Notizie – Ansa.it


“Nessuna sanzione potrà costringere la Federazione Russa a cambiare la sua posizione”. Il Cremlino fa sfoggio di sicurezza e rispedisce al mittente le minacce Usa di “far crollare” l’economia russa, derubricando le misure promesse da Donald Trump come irrilevanti: “Il numero senza precedenti di sanzioni introdotte contro il nostro Paese in quasi quattro anni non ha avuto alcun effetto”, è la lettura del portavoce Dmitri Peskov. Ma stavolta Bruxelles e Washington sembrano intenzionate a fare squadra per dare una spallata a uno dei pilastri del Pil russo: il petrolio e il gas.

 

“Non sono contento di quello che sta accadendo in Ucraina”, ha infatti ribadito il tycoon all’indomani dell’attacco senza precedenti sulla capitale ucraina Kiev, dove un missile Iskander ha colpito la sede del governo. Tuttavia, Trump si è detto fiducioso che un accordo “si troverà: dobbiamo farlo”. E nei prossimi giorni “parlerò con Putin”, ha annunciato. Secondo Peskov, il presidente americano cade nel gioco di Ucraina ed Europa che “stanno facendo tutto il possibile per attirare Washington nella loro orbita e imporre sanzioni” contro la Russia, che finora si sono “rivelate assolutamente inutili per esercitare pressione su Mosca”. Se da una parte è vero che le misure non abbiano finora posto un freno sostanziale alla campagna militare di Vladimir Putin per soggiogare l’Ucraina, dall’altra il ministro russo dello Sviluppo Economico, Maxim Reshetnikov, ha delineato a giugno un quadro poco roseo per la Russia “sull’orlo di una transizione verso la recessione”.

 

Mentre subito dopo l’accelerata di Trump sulle nuove sanzioni contro Mosca, il rublo russo ha raggiunto il suo minimo storico nei confronti del dollaro dal 30 luglio scorso, mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un incremento. Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha promesso che stavolta le sanzioni Ue saranno coordinate con gli Usa, mentre l’inviato di Bruxelles David O’Sullivan si recava a Washington proprio a questo scopo: “Stiamo lavorando al 19/o pacchetto in stretta cooperazione con Washington”, ha affermato Costa, sottolineando che saranno necessarie anche “misure secondarie ai Paesi che acquistano gas e petrolio da Mosca”. Un tema spinoso per il Vecchio Continente, dove alcuni Stati continuano a fare affidamento sulle fonti energetiche russe, come Ungheria e Slovacchia, finora apertamente opposte ai piani Ue di eliminare gradualmente petrolio e gas russi. Il segretario all’energia Usa Chris Wright ha detto chiaramente, intervistato dal Financial Times, che se i Paesi europei vogliono ulteriori sanzioni americane contro Putin, dovrebbero prima abbandonare le fonti russe e acquistare gnl e altri combustibili fossili dall’alleato americano, come oltretutto previsto nell’accordo sui dazi siglato da von der Leyen e Trump in Scozia.

 

L’Ue ha fornito pochi dettagli sulla missione di O’Sullivan negli Stati Uniti. Se si dovesse riuscire a coordinare un pacchetto tra Europa e Usa, sarebbe la prima volta dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il tycoon ha intanto riferito che nei prossimi giorni alcuni leader europei si recheranno separatamente a Washington a parlare proprio della guerra in Ucraina. La speranza per l’Europa – e per il governo di Zelensky – è che il presidente americano passi finalmente dalle parole ai fatti sulle sanzioni, mentre sullo sfondo resta l’attesa per un chiarimento definitivo sul ruolo americano nelle garanzie di sicurezza per Kiev. Il “piano imperialista” di Putin “non si concluderà con la conquista dell’Ucraina: sarà solo l’inizio”, è la visione del cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui lo zar non è interessato alla pace. La guerra infatti prosegue senza sosta sul terreno: all’indomani dell’attacco record con 823 droni e missili russi su tutta l’Ucraina, Kiev ha riferito che 143 Uav sono stati lanciati contro le città del Paese nella notte tra domenica e lunedì, portando con sé l’ennesimo bilancio di morte e distruzione, alle porte di un autunno che si preannuncia difficile per l’Ucraina.

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