Mosca: ‘I droni di Kiev su una residenza di Putin, pronta una rappresaglia’. Lavrov: ‘Rivedremo la posizione negoziale’ – Notizie – Ansa.it

Mosca: ‘I droni di Kiev su una residenza di Putin, pronta una rappresaglia’. Lavrov: ‘Rivedremo la posizione negoziale’ – Notizie – Ansa.it


16:52

Lavrov: ‘Dopo l’attacco a Novgorod rivedremo l’approccio negoziale’

“Data la trasformazione definitiva del criminale regime di Kiev, che è passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, dopo aver annunciato un attacco con droni ucraini sulla residenza di Putin a Novgorod la notte scorsa.

 

16:45

Mosca: ‘I droni di Kiev su una residenza di Putin, pronta una rappresaglia’

Le forze di Kiev hanno tentato un attacco con droni sulla residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sottolineando che Mosca ha già stabilito “i tempi e gli obiettivi per la rappresaglia”. “Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2025, il regime di Kiev ha lanciato un attacco terroristico utilizzando 91 droni a lungo raggio contro la residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod”, ha dichiarato Lavrov, citato da Interfax.

15:01

Putin: ‘Le truppe russe avanzano verso Zaporizhzhia’

Nel corso di una riunione al Cremlino sullo stato delle operazioni militari il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che il raggruppamento di forze Vostok sta avanzando nella regione di Zaporizhzhia. “Le truppe del raggruppamento, dopo aver attraversato il fiume Gaichur, hanno sfondato le difese nemiche e stanno avanzando rapidamente in direzione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato Putin, citato da Tass.

“Gli obiettivi di liberazione del Donbass, delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson vengono svolti gradualmente, in conformità con il piano operativo militare”, ha aggiunto. “Ovviamente, anche i tentativi del nemico di interferire con l’evoluzione della situazione a Kupyansk devono essere fermamente contrastati. So che state adottando le misure necessarie in tal senso”, ha dichiarato Putin.

14:26

Mosca: ‘Le forze di Kiev non avanzano più’

Il capo di stato maggiore dell’esercito russo, Valery Gerasimov, ha affermato che le forze armate ucraine non stanno più conducendo operazioni offensive, ma stanno solo cercando di rallentare l’avanzata delle truppe russe. Nell’ultimo anno, 334 insediamenti sono passati sotto il controllo delle forze armate russe, ha riferito Gerasimov, citato dall’agenzia Tass. Il capo di stato maggiore ha precisato che nel mese di dicembre sono stati “liberati” oltre 700 chilometri quadrati nella zona dell’operazione militare speciale.

12:22

Zelensky, attacchi non corrispondono alla retorica pacifica di Putin con Trump

 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli attacchi della Russia contro l’Ucraina e i messaggi interni di Vladimir Putin sulla guerra non corrispondono alla sua “retorica pacifica” con il leader statunitense Donald Trump. “Da un lato, dice al presidente degli Stati Uniti che vuole porre fine alla guerra e che questo è il suo desiderio”, ha detto Zelensky ai giornalisti. “E dall’altro, comunica apertamente ai media tutti i suoi messaggi di essere pronto e di voler continuare la guerra: ci colpisce con i missili, ne parla apertamente, celebra la distruzione delle infrastrutture civili, dà istruzioni ai suoi generali su dove avanzare e cosa conquistare, e così via”. Zelensky ha aggiunto: “A mio avviso, queste azioni non corrispondono alla retorica apparentemente pacifica che usa nei dialoghi con il presidente degli Stati Uniti”. 

12:20

Zelensky, truppe straniere in Ucraina sono una parte necessaria delle garanzie

 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di considerare la presenza di truppe straniere in Ucraina una parte necessaria delle garanzie di sicurezza per Kiev, nell’ambito di qualsiasi accordo per porre fine alla guerra con la Russia. “Credo che la presenza di truppe internazionali sia una vera garanzia di sicurezza, un rafforzamento delle garanzie di sicurezza che i nostri partner ci stanno già offrendo”, ha detto Zelensky ai giornalisti. 

11:52

Il Cremlino: ‘Non commentiamo pubblicamente i punti del piano di pace’

 Il Cremlino ritiene “sconsigliabile” commentare pubblicamente i punti in discussione nel piano di pace per l’Ucraina. Lo ha dichiarato il ;;portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov in risposta a una domanda relativa alla posizione di Mosca sulle proposte di istituire una zona economica libera nella regione del Donbass controllata dall’Ucraina e sull’idea di gestire congiuntamente la centrale nucleare di Zaporizhia. “Attualmente riteniamo sconsigliabile commentare singoli punti in discussione o rilasciare dichiarazioni pubbliche”, ha dichiarato Peskov, citato da Interfax. 

12:12

Zelensky, ‘i territori e la centrale di Zaporizhzhia restano questioni irrisolte’

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la centrale di Zaporizhzhia e i territori sono i punti ancora da risolvere per completare gli accordi di pace. Lo riporta Rbc Ucraina.
Secondo il presidente ucraino, il documento attualmente in preparazione, composto da 20 punti, è pronto al 90% circa.
“Restano due questioni. La centrale nucleare di Zaporizhzhia, come funzionerà. E la questione dei territori”, ha spiegato sottolineando che è proprio a causa della mancanza di accordi su questi punti che la piena finalizzazione del documento non è ancora possibile. Allo stesso tempo, il leader ucraino ha sottolineato che la questione delle garanzie di sicurezza è già stata pienamente concordata. “Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza, tutto è pronto al 100%. Stiamo solo discutendo alcuni dettagli riguardanti il ;;periodo di validità delle garanzie”, ha aggiunto. 

11:07

Il Cremlino, Putin e Trump non hanno discusso tregue per il Natale ortodosso

 Il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov ha negato che i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump abbiano discusso la possibilità di dichiarare una tregua per il Natale ortodosso, il 7 gennaio. Lo scrive l’agenzia russa Interfax. “No”, ha replicato il portavoce del Cremlino alla relativa domanda in merito ai contenuti della telefonata tra i capi di Stato, avvenuta ieri. 

11:17

Peskov, ‘d’accordo con Trump, colloqui in fase finale’

Il Cremlino ha dichiarato di concordare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul fatto che i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina siano nella fase finale. Alla domanda dei giornalisti se Mosca condivida la valutazione di Trump dopo i colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha risposto: “Certamente”. 

11:09

Peskov, Kiev deve ritirare le truppe dai confini amministrativi del Donbass

La decisione coraggiosa e responsabile di Kiev sul Donbass, di cui ha parlato ieri il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, è il completo ritiro delle forze armate ucraine oltre i confini amministrativi delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk.
Lo ha sottolineato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov durante un briefing. Lo scrive la Tass. “Certo, si tratta di un ritiro delle forze armate” ucraine “dal Donbass oltre i confini amministrativi”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino. 

10:35

Zelensky vuole incontro consiglieri Usa-Kiev-Europa in Ucraina nei prossimi giorni

Il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di voler ospitare a Kiev un incontro con funzionari europei e americani nei “prossimi giorni” per lavorare sui documenti per porre fine alla guerra con la Russia.
“Vogliamo che questo incontro abbia luogo e credo che faremo tutto il possibile affinché si svolga in Ucraina”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti il ;;giorno dopo aver incontrato Donald Trump, aggiungendo che l’incontro si sarebbe svolto “a livello di consiglieri”. 

10:32

Zelensky, legge marziale revocata quando finirà la guerra e avremo garanzie

 – La legge marziale in Ucraina potrà essere revocata solo con la fine della guerra e dopo aver ricevuto reali garanzie di sicurezza, che renderanno impossibile una nuova aggressione da parte della Russia. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo alle domande dei giornalisti.
“Vogliamo tutti che la guerra finisca. E allora finirà la legge marziale. Ma la legge marziale finirà quando in Ucraina saranno assicurate garanzie di sicurezza. Senza di esse, questa guerra non sarà mai finita”, ha sottolineato il presidente citato da Rbc Ucraina. 

10:29

Zelensky, ‘Trump e Putin hanno esaminato tutti i 20 punti del piano di pace’

 Nella loro telefonata prima dell’incontro con Volodymyr Zelensky, Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto una lunga conversazione durante la quale sono stati discussi in dettaglio tutti i 20 punti del piano di pace.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino parlando con i giornalisti all’indomani dei colloqui a Mar-a-Lago con il presidente Usa. Lo scrive Rbc Ucraina.
Secondo Zelensky, Trump ha confermato di aver esaminato il documento punto per punto e che si trattava del piano concordato in precedenza dalle parti. “Trump mi ha detto di aver esaminato tutti i 20 punti del piano, punto per punto. L’ho ringraziato per questo, perché è importante che siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e che discutiamo di questo documento, non di un altro”, ha detto Zelensky.
Il leader americano ha annunciato la disponibilità di Putin, ma la parte ucraina sta prendendo tali dichiarazioni con cautela, ha poi evidenziato il presidente ucraino. “Non è la prima volta che Putin dice una cosa e ne fa un’altra. Per noi è importante che le sue parole siano coerenti con le sue azioni”, ha sottolineato.
Trump e il Cremlino hanno riferito che dopo i colloqui con Zelensky, ci sarebbe stata un’ulteriore telefonata tra il presidente americano e il leader russo, di cui tuttavia al momento non sono giunte notizie. 

10:01

Zelensky, nel piano garanzie di sicurezza Usa per 15 anni prolungabili

 Volodymyr Zelensky ha riferito che il piano di pace per l’Ucraina prevede attualmente garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per 15 anni estendibili, sottolineando che Kiev vorrebbe che raggiungessero un periodo di “30-40-50 anni”.
“Ieri abbiamo confermato con il presidente degli Stati Uniti che avremo forti garanzie di sicurezza dagli Usa. In realtà, non è per sempre, nei documenti si parla di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie di sicurezza”, ha detto Zelensky citato da Rbc Ucraina. “Gli ho detto che abbiamo già una guerra in corso che dura da quasi 15 anni. Pertanto, vorrei davvero che le garanzie fossero più lunghe. E gli ho detto che vorremmo davvero considerare la possibilità di 30-40-50 anni.
Questa sarebbe una decisione storica da parte del presidente Trump” che “ha detto che ci avrebbe pensato”. 

09:45

‘Vertice Florida potrebbe aver aperto la strada a una telefonata Zelensky-Putin’

I colloqui di domenica tra il presidente Donald Trump e Volodymyr Zelensky potrebbero aprire la strada alla prima telefonata tra il leader ucraino e il presidente russo Vladimir Putin in oltre cinque anni. Lo riporta Fox News citando una fonte a conoscenza dei colloqui.
Mentre l’incontro di Mar-a-Lago è stato presentato come un passo avanti negli sforzi di pace con Trump al timone, la fonte ha anche descritto come ottenere una telefonata diretta Zelenskyy-Putin sarebbe una “vittoria diplomatica” per il presidente. “Se Putin avesse partecipato alla telefonata domenica, questo sarebbe stato il più grande risultato nella preparazione dei colloqui di pace e il primo vero passo nel processo di pace”, ha dichiarato la fonte a Fox News.
“L’unica difficoltà che hanno è che Putin si è rifiutato di parlare con Zelensky da luglio 2020, quando hanno parlato dello scandalo Wagner e del fallito tentativo di arrestare i mercenari russi del gruppo”, ha spiegato la fonte, riferendosi a una fallita operazione dell’intelligence ucraina per attirare i combattenti di Wagner in Bielorussia e intercettarli durante un viaggio da Minsk a Istanbul.
“In seguito, Zelensky ha ripetutamente cercato di parlare con Putin, ma lui ha rifiutato”, ha sottolineato la fonte. “Ci sono state finestre di opportunità per un dialogo nell’agosto e nel settembre 2024, ma sono naufragate di nuovo quando l’Ucraina ha invaso la regione di Kursk”.
Anche prima che le comunicazioni si interrompessero del tutto, i rapporti tra i due leader erano tesi, ha spiegato la fonte: “Prima di quel momento nel 2020, le telefonate tra Zelensky e Putin non erano mai state amichevoli, e c’era sempre tensione tra loro. Durante i colloqui, Putin era sempre taciturno e Zelensky cercava di stabilire un rapporto”. Secondo quanto riferito, il leader ucraino “si è sempre comportato in modo condiscendente nei confronti di Putin e ha finto di essere di buon umore, quasi come se stesse recitando una parte”.
“Parlava molto e leggeva dai suoi appunti, temendo di dimenticare qualcosa”. E “quando Putin rimaneva in silenzio, Zelensky chiedeva sempre educatamente: ‘Cosa ne pensi, Vladimir Vladimirovich?'”, ha raccontato. Ma lo zar “non era mai loquace”. 



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