Mps critica Intesa, ma Lovaglio non ha un piano B – Notizie – Ansa.it


Nessun colpo di scena nel cda di Mps, che si è limitato a rivalutare l’offerta di Intesa Sanpaolo dopo che la banca guidata da Carlo Messina ha ritoccato la sua offerta di 25 centesimi, subordinandola alla bocciatura del piano alternativo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e coagulando attorno a sé un consenso tra i soci sufficiente a bloccarne l’approvazione nell’assemblea del prossimo 29 ottobre.


All’esito del consiglio straordinario, riunitosi alle 18 e durato circa tre ore, il comunicato emesso da Mps non contiene alcuna indicazione di nuove operazioni che possano contrastare l’offerta di Intesa né annuncia un rinvio dell’assemblea, che dunque si terrà a fine mese e nella quale la doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, insieme al dividendo da 4 miliardi, è destinata a infrangersi contro l’opposizione di almeno un terzo della compagine azionaria, sufficiente a decretarne la bocciatura.
Il board si è limitato ad effettuare alcune “considerazioni preliminari” in merito all’Opas dopo che Ca’ de Sass ha alzato di 25 centesimi il corrispettivo e subordinato la sua prosecuzione alla bocciatura del piano di Lovaglio.
Considerazioni che hanno visto il cda dividersi ancora una volta, con la minoranza che ha espresso la propria contrarietà rispetto ai contenuti del comunicato.
Nella nota Mps ha confermato che il progetto con Bpm e Banca Generali “valorizza l’identità e l’integrità” di Siena, “presenta un solido razionale industriale ed economico ed è stato concepito per accrescere il valore per gli azionisti attraverso una maggiore scala, la diversificazione delle fonti di ricavo e la loro partecipazione significativa al capitale e al valore futuro del gruppo risultante”. Viceversa il piano di Intesa “prevede, con la disaggregazione di Mps, l’allocazione delle sue attività tra distinti perimetri proprietari e industriali”, per l’effetto della cessione di metà della rete a Unipol, “e dipende, per la propria configurazione finale, da ulteriori passaggi, decisioni e autorizzazioni”, inclusa quella dell’Antitrust, che sull’Opas ha aperto un’istruttoria.
In merito all’aut aut di Intesa, che ha chiesto la bocciatura del piano di Lovaglio pena un suo passo indietro, il cda rileva come tale richiesta – accompagnata da un rilancio che che non impedisce al premio offerto da Ca’ de Sass di restare “inferiore” alla media delle offerte nel settore bancario – non offra “alcuna certezza sul completamento dell’offerta”.
Il riferimento è, da un lato, al fatto che Intesa si è solo riservata di ritirare la sua offerta in caso di approvazioni di altri tre punti all’ordine del giorno, tra cui della fusione con Mediobanca. Il comunicato “chiarisce quindi soltanto alcune delle circostanze al ricorrere delle quali l’offerente farà certamente venir meno l’offerta” di Intesa ISP “senza assicurare che essa sarà completata in caso di approvazione da parte dell’assemblea di Mps delle ulteriori delibere assembleari”.
“Agli azionisti di Mps viene pertanto chiesto di assumere decisioni rilevanti per il futuro della banca in un contesto di perdurante incertezza e prima della pubblicazione del Documento di Offerta” di Intesa, pubblicazione “subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, inclusa” quella dell’Antitrust nonché prima che Mps si sia potuta “esprimere” formalmente con il comunicato dell’emittente.
“Il rischio – afferma Mps – è che gli azionisti rinuncino quindi al progetto industriale promosso da MPS, senza disporre del necessario compendio informativo relativamente all’Offerta ISP e senza avere la certezza che essa venga successivamente completata”.
In assenza di misure alternativa da parte di Mps c’è solo la promessa che il cda e il management “continueranno a lavorare nell’interesse della Banca e di tutti i suoi azionisti, valutando e perseguendo ogni iniziativa idonea a tutelare e massimizzare il valore della loro partecipazione”.

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