Mps-Mediobanca: Giorgetti riferisce alla Camera. ‘Nessuna ingerenza’ – Notizie – Ansa.it

Mps-Mediobanca: Giorgetti riferisce alla Camera. ‘Nessuna ingerenza’ – Notizie – Ansa.it


La decisione di Mps dell’opas su Mediobanca “é stata presa dai manager della banca senese “in maniera autonoma e noi, come azionisti, abbiamo preso atto”. Lo afferma il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti nell’informativa alla Camera sulla vicenda Mps Mediobanca secondo cui il ministero “Non ha esercitato alcuna ingerenza o pressione” nelle “diverse interlocuzioni” con “diversi esponenti del sistema creditizio”. 

Il ministro ha quindi rilevato “l’opportunità di realizzare assetti idonei a garantire un futuro stabile all’istituto” senese “senza alcun tipo di ingerenza o pressione nei confronti degli attori e dei titolari dei diritti di voto. Tale opportunità si poneva, sul piano più generale, in piena coerenza con la convinzione della necessità di rafforzare il sistema bancario nazionale e l’idoneità dei suoi assetti all’esercizio della strategica funzione creditizia per l’economia italiana e, in particolare, e per le peculiarità del suo sistema produttivo. È un indirizzo che, come noto, ho sempre ribadito in ogni occasione di confronto sul sistema finanziario, in primis in sede parlamentare”.

Quindi Giorgetti ha ricordato che l’opas del Monte su Piazzetta Cuccia “é stata realizzata senza alcun esborso di risorse pubbliche”, ed “è avvenuta allorché il Mef aveva dismesso la partecipazione di controllo e pertanto quando la banca era ormai liberata da vincoli più significativi imposti dalla Commissione, in primis il divieto di effettuare nuove acquisizioni”.

“Si è trattato di operazione deliberata dal cda, peraltro all’unanimità, coerente con le finalità di garantire un polo bancario di rilevante struttura, in relazione alla quale il Mef, per la struttura dell’operazione, ha potuto prendere atto dell’intervenuta valorizzazione dell’asset e dell’assenza di oneri a carico della finanza pubblica, votando favorevolmente, nell’assemblea degli azionisti del 17 aprile, alla proposta di aumento del capitale sociale, da liberare mediante conferimento in natura, a servizio dell’ops, approvata da ben oltre l’80% degli aventi diritto, operazione che ha poi visto una altissima adesione da parte dei soci di Mediobanca (le adesioni totali all’offerta hanno raggiunto la quota del 86,3% del capitale sociale di Mediobanca)”. 

“L’acquisizione degli ordini dagli investitori” nell’ultima cessione delle quote Mef in Mps, avvenuta a novembre 2024 “è stata gestita direttamente da Banca Akros e il Mef non ha conosciuto prima della presentazione del “book” (ossia del documento finale sulle offerte) né il numero degli investitori individuati da Banca Akros né la modalità di selezione”, ha dichiarato Giorgetti secondo cui la scelta di nominare Banca Akros (gruppo Banco Bpm) “è stato ragione del fatto che l’offerta garantiva le migliori condizioni per la dismissione delle quote permettendo un maggior introito per le casse dello stato”.

Secondo Giorgetti “all’esito del bookbuilding, Banca Akros ha illustrato al Mef la composizione del book e le caratteristiche degli ordini raccolti. A fronte di ordini raccolti per oltre due volte il book e un premio di oltre il 5% rispetto al prezzo di chiusura del titolo Mps, il Mef, su proposta del bookrunner, ha deciso di esercitare – similarmente a quanto fatto nei precedenti Abb – la facoltà di incremento dell’offerta (portandola dal 7% al 15% del capitale sociale di Mps) e, accogliendo la proposta di Banca Akros, di assegnare le azioni oggetto dell’offerta agli investitori istituzionali che in sede di bookbuilding avevano trasmesso ordini con il prezzo di acquisto più alto”. 

Ogni “deliberazione sulla quota residua del Mef in Mps, pari al 4,86%” “non sarà adottata in una logica di mera cassa ma strategica” vista “la rilevanza del risparmio per la tutela della sicurezza economica nazionale. Resta inteso che il Mef, in coerenza con gli impegni assunti a livello europeo, non presenterà comunque alcuna lista in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione”, ha quindi assicurato il ministro.

Il ministro ha sottolineato quindi che “con le successive cessioni delle azioni” di Mps da parte del Mef, “effettuate in ottemperanza agli impegni assunti nei confronti della Commissione europea di perdita del controllo”, “ha realizzato introiti complessivi pari a circa 2,6 miliardi, a fronte di un investimento nel 2022 di 1,6 miliardi circa, mantenendo una quota di partecipazione residua attualmente valorizzabile, alle attuali quotazioni di mercato, in circa 1,2 miliardi”.

Dopo l’aumento di capitale dell’autunno 2022 (sottoscritto dal Mef per 1,6 miliardi e per 900 milioni dal mercato), e l’attuazione del piano di rilancio, “il valore del titolo si è progressivamente incrementato da un minimo di 1,95 euro per azione ad ottobre 2022 sino ai 5,52 euro per azione in occasione dell’ultima cessione di novembre 2024, per giungere ad una quotazione attuale superiore agli 8 euro”.

“Tale circostanza ha consentito al Mef – ha sottolineato Giorgetti – di poter realizzare le operazioni di cessione del controllo in un contesto di valore crescente del titolo,
beneficiando di proventi da dismissione crescenti. Come noto, gli introiti sono andati a riduzione del debito, come previsto dalla normativa”.

“Mi preme evidenziare un elemento assai importante sulla legittimità della procedura: la stessa Commissione europea con nota del 21 ottobre 2025, a seguito di una approfondita istruttoria attivata sulla base di un esposto di Mediobanca, ha concluso nel senso che la procedura di dismissione è stata aperta, trasparente e competitiva”, ha proseguito il titolare dell’Economia.

Giorgetti ha ricordato le varie fasi di cessioni delle azioni che hanno portato il Mef dal 67 all’attuale 4,86%. “Concludendo la fase di uscita dal controllo della banca – ha detto – il ministero ha ottemperato agli impegni assunti nei confronti della Commissione europea e in tale ottica le stesse dimissioni di 5 dei componenti del Cda tratti dalla lista Mef rappresentano un comportamento coerente con i suddetti obblighi di perdita del controllo”.

“Va sottolineato – ha quindi aggiunto – che nessuna delle offerte ha determinato l’acquisto di una partecipazione di controllo, ipotesi nella quale il premio da pagare sarebbe dovuto essere ben maggiore ed adeguato alla acquisizione di una posizione di controllo. Esulano ovviamente dalla procedura e dalle competenze del Mef eventuali successive acquisizioni di azioni autonomamente effettuate sul mercato di parte dei singoli soggetti”.

 

L’informativa del ministro dell’Economia

Lega, ‘su Mps nessuna svendita, operazione di successo’

“Mps è stato negli anni un problema sistemico”, “lo stato è intervenuto quando il mercato non era più in grado di farlo”. “Il successo dell’operazione di Mps non è stato solo entrare nel capitale ma saper uscire e farlo bene”. Lo ha detto Giulio Centemero (Lega) nell’Aula della Camera dopo l’intervento del ministro Giancarlo Giorgetti. “Non c’è stata alcuna svendita, lo dicono i numeri”, ha aggiunto. “Le autorità di vigilanza hanno escluso l’esistenza di un concerto” e “il Mef non è oggetto di indagine. Questi sono i fatti”. 

FdI: ‘Mps era sull’orlo del fallimento, noi l’abbiamo risanata’

“Mps era sull’orlo del fallimento” e “anche per una cattiva gestione derivanti anche da ingerenze di un partito politico che in Toscana aveva e ha un ruolo importante. Se siamo qui è perché abbiamo dovuto risanare una banca”.

Lo ha detto Marco Osnato, responsabile economia di FdI, nell’Aula della Camera dopo l’informativa del ministro Giancarlo Giorgetti. “Le cose negli ultimi anni sono state fatte per bene” e “sappiamo anche che il Mef non è oggetto di accertamento”. “A noi interessa solo che abbiamo restituito i soldi agli italiani, che qualcuno aveva fatto perdere”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link