Nasce la Scuola per formare le operatrici di centri antiviolenza – News – Ansa.it

Nasce la Scuola per formare le operatrici di centri antiviolenza – News – Ansa.it


“Ci sono tante donne che vorrebbero aiutare i centri antiviolenza, ma ci vogliono le competenze perché ogni donna ha la sua storia. I problemi sono tanti e nessuno ci aiuta, allora dobbiamo aiutarci tra di noi, tra amiche”. Fiorella Mannoia, presidente onoraria della Fondazione Una Nessuna Centomila, racconta così le ragioni della nascita della prima Scuola nazionale permanente per le operatrici dei Centri antiviolenza, oggi alla Casa internazionale delle donne, a Roma. “Non è più tempo di lavorare da soli – spiega la presidente, Giulia Minoli -, bisogna stare insieme per costruire progetti permanenti, portando dentro pure persone che ci sembrano a una distanza siderale rispetto a noi”.

    L’obiettivo del corso, che sarà gratuito e diviso in otto moduli in formula mista in presenza (alla Casa internazionale delle donne) e da remoto, è quello di fornire una formazione strutturata sui saperi e sulle strategie acquisite in anni di lavoro nei centri antiviolenza, così che le competenze siano uniformate a livello nazionale e vi sia la capacità di rapportarsi con autorevolezza ed efficacia con le istituzioni.

    Il progetto è a cura di Teresa Bruno, Lella Palladino, Delia Saffioti e Giovanna Zitiello. La data di partenza della prima sessione, dedicata alla ‘Matrice culturale e strutturale della violenza maschile contro le donne’, è il 10 ottobre. Seguiranno approfondimenti su informazione, intersezionalità, servizi socio-sanitari e lavoro sociale, aspetti legislativi, lavoro nelle case rifugio e nei centri. E si parlerà pure di violenza verso i bambini e modalità di accoglienza delle vittime della tratta.

    “Le operatrici devono essere pronte a questo – ha spiegato la vicepresidente, Lella Palladino -: ci saranno dei laboratori esperienziali nei quali faranno un lavoro di consapevolezza, perché la violenza impatta fortemente su chi ascolta le storie e chi ci lavora deve saper gestire le reazioni emotive, oltre che capire come parlare con donne con culture diverse dalla nostra”.

    “Vogliamo che sia una scuola permanente perché da quando siamo nate abbiamo cercato di rendere strutturali strumenti che servono per affrontare un problema che nel nostro Paese è a sua volta strutturale”, ha ricordato l’altra vicepresidente della Fondazione, Celeste Costantino. Tra le docenti confermate ci sono insegnanti di università di tutta Italia, rappresentanti di associazioni e collettivi, ma anche la filosofa Mara Gancitano, l’autrice e giornalista Giulia Siviero, la consulente per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour e l’economista Azzurra Rinaldi. “Le donne hanno bisogno di soldi – ha commentato Rinaldi – e quelle che escono da un percorso di violenza ne hanno ancora più bisogno. Una delle cose che dobbiamo potenziare con questa scuola è la capacità di chiedere, e in particolare chiedere soldi senza vergognarci. Non ce lo insegna nessuno”. L’incontro è stato inoltre un’occasione per ricordare il concerto di raccolta fondi della Fondazione, che quest’anno sarà a piazza del Plebiscito, a Napoli, il 25 settembre. “Abbiamo scelto di andare a Sud – ha detto Mannoia – magari la prossima volta scenderemo ancora di più. E abbiamo voluto che un’ala della piazza fosse dedicata alle operatrici. Glielo dobbiamo”.
   

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