“Vedo in giro tanta agitazione, noi dobbiamo restare tranquilli”. Roberto Mancini, oltre che quelli di ct e scopritore di talenti, ai primi passi della sua nuova avventura azzurra deve vestire i panni del domatore di leoni. I ruggiti sono quelli dei tifosi senza più pazienza (“i fischi e l’insofferenza ci stanno, sta a noi cambiare il loro sentimento”), e ancora più in lontananza di chi si prepara a commissariare la Figc. Con una sconfitta gia’ in tasca, un girone di Nations League difficilissimo che propone domani la Turchia nello stadio rovente di Bursa e poi la Francia a Parigi, prima di una quarta partita contro i turchi a Bologna, la sfida di domani sa gia’ di spareggio per evitare il rischio quarto posto e retrocessione, che avrebbe echi non solo tecnici.
“Ma le critiche non mi condizionano – assicura il tecnico, che ha portato 23 dei 33 giocatori convocati lasciando a Coverciano tra gli altri Barella, Mancini e Maldini – I giovani hanno bisogno di tempo per crescere, la situazione e’ diversa rispetto al mio primo mandato perche’ sono diversi i giocatori, meno palleggiatori. Ma anche prima dell’Europeo non c’era fiducia verso l’Italia…”. Ai cronisti locali che chiedono dove sia finita la nazionale con quattro Mondiali in bacheca, Mancini ammette “che non abbiamo più la generazione dei Baggio, dei Del Piero, dei Totti”, e che ora serve solo “il tempo per costruire una nazionale competitiva”. L’altra curiosita’ turca e’ per il caso City, tra le cui violazioni finanziarie ci sarebbe anche un doppio contratto all’allora tecnico Mancini.
“Non e’ stato giudicato colpevole, e quello non e’ un mio problema”, taglia corto il commissario tecnico azzurro. Contro una Turchia allenata dall’ex compagno di attacco Samp, Vincenzo Montella, e priva di Yildiz e Calhanoglu, anche Mancini fara’ cambi. “A questi livelli non si puo’ pensare di giocare quattro partite cosi’ ravvicinate: non faremo modifiche tattiche, ma avremo l’occasione per vedere altri giocatori”. Della scelta di Kean attaccante esterno resta convinto (“e’ l’unico che lo puo’ fare”) ma la fatica di venerdì’ potrebbe pesare. “Moise ha giocato poco in questo inizio stagione, siamo a sole 48 ore dalla partita dell’Olimpico e non so se domani sara’ in grado di giocare”.. Rientra Bastoni, alla prima azzurra dopo l’espulsione di Zenica (“lo vedo bene”) e al centro della difesa potrebbe fare coppia con Scalvini. A centrocampo, con Frattesi in rampa per la linea a tre c’e’ Mandragora.
“Non avverto pressione, è una partita di calcio… – spiega Mancini – Dobbiamo ripartire dalla mezzora del secondo tempo col Belgio, una squadra forte che per lungo tempo e’ stata in testa al ranking Fifa ed e’ uscita dal Mondiale perdendo all’ultimo minuto con la Spagna. Potevamo pareggiare, poi hanno vinto meritatamente”. Ma come dice Tonali, “siamo onesti, non siamo nel nostro momento migliore. Questa Italia non ha la stella che cambia la partita in 5′, ma e’ viva, non e’ ancora sottoterra: non possiamo aver smarrito qualita’ dal giorno alla notte, solo dobbiamo dare tempo ai giovani, lasciarli giocare con leggerezza: per favore lasciate stare loro, se ci sono colpe da dare, le prendiamo noi ‘anziani'”. Il tempo e’ la variabile, vista la pazienza che scarseggia e le minacce ‘politiche’: “Ne servira’ – ammette Mancini – e non ne abbiamo avuto tanto, finora. Gia’ da domani servira’ aumentare pressing e aggressività”. I criteri per scegliere un’Italia migliore, domani. “Se rigioca Romano? Per me a Roma ha fatto una gran partita, l’errore ci sta, lo fanno anche giocatori esperti. Non decido sulla base delle critiche, semmai sul fatto che siamo ad appena due giorni da una partita giocata. Ma lui in nazionale avra’ un grande futuro”. Quello dell’Italia, invece, e’ domani a Bursa.
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