Nel 2024 nel mondo oltre 172mila nuovi casi di lebbra, ‘lotta allo stigma’ – Sanità – Ansa.it

Nel 2024 nel mondo oltre 172mila nuovi casi di lebbra, ‘lotta allo stigma’ – Sanità – Ansa.it


Nel 2024 si sono registrati nel mondo oltre 172mila nuovi casi di lebbra: bambini e donne sono tra i più colpiti. In occasione della 73/ma Giornata mondiale dei malati di lebbra, che si celebra domenica 25 gennaio, l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau Ets (Aifo), che da oltre 60 anni è in prima linea per la lotta alla malattia e allo stigma ancora presente e per garantire il diritto alla cura, accende i riflettori su questa patologia che rappresenta ancora una minaccia in vari Paesi, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sottolinea come “gli sforzi per eliminare la lebbra hanno portato a una riduzione del numero di nuovi casi in molte aree e dei 188 paesi o territori che hanno inviato dati nel 2024, 55 hanno segnalato zero casi”.
    Nonostante i progressi compiuti, spiega l’Oms in una nota, sempre nel 2024 sono stati rilevati e segnalati 172.717 nuovi casi in tutto il mondo: “Molti partner, tra cui aziende farmaceutiche come Novartis – sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità – hanno sostenuto con convinzione gli sforzi per eliminare la lebbra. L’Oms collabora con Novartis dal 2000 per fornire gratuitamente terapia multifarmaco Mdt e clofazimina a tutti i pazienti affetti da lebbra nel mondo.
    Questa partnership rimane uno dei programmi di donazione di farmaci più duraturi nel settore sanitario globale”. In occasione del 25° anniversario di partnership, l’Oms e Novartis hanno prorogato il Memorandum d’Intesa per altri 5 anni (2026-2030): “L’estensione prevede la fornitura continua di Mdt e include anche finanziamenti per l’approvvigionamento e la distribuzione di rifampicina, altro componente fondamentale della Mdt per il trattamento della lebbra, in dose singola per la profilassi post-esposizione”.
    Per la Giornata mondiale, Aifo sarà presente nelle piazze e parrocchie d’Italia grazie a centinaia di volontari per informare, sensibilizzare e per la raccolta di donazioni con la distribuzione di prodotti solidali. Oggi la lebbra si trova nella lista delle Malattie Tropicali Neglette dell’Oms.
    Nonostante la graduale e progressiva diminuzione del numero delle persone diagnosticate annualmente negli ultimi due decenni, i malati di lebbra, afferma Aifo, “sono ancora emblema di un isolamento che spesso li condanna alla povertà e alla disabilità”. In relazione alle recenti notizie di casi di lebbra in Europa, Aifo sottolinea che “in Italia e in Europa non c’è alcuna emergenza ma la lebbra, considerata una malattia rara, può presentarsi in ogni parte del territorio come patologia di importazione, legata ai flussi e spostamenti delle popolazioni o diagnosticata in italiani che hanno soggiornato in Paesi endemici (circa dieci nuove diagnosi ogni anno nel nostro territorio)”. Secondo l’ultimo rapporto annuale sull’andamento della lebbra nel mondo pubblicato dall’Oms, nel corso del 2024 sono stati registrati in totale 172.717 casi globali di lebbra con una diminuzione del 5,5% rispetto all’anno precedente. La concentrazione delle persone diagnosticate è soprattutto in tre Paesi: India, Brasile e Indonesia. Tra i nuovi casi il 5,4% sono bambini/e (minori di 15 anni), mentre il 40,2% dei casi globali si riscontrano tra le donne. “Il cammino verso un mondo senza lebbra presuppone azioni integrate verso l’obiettivo Tre Zeri: zero trasmissione, zero disabilità e zero discriminazione. A questi si affianca il ruolo centrale dell’inclusione delle persone colpite dalla malattia, elemento imprescindibile per superare stigma ed esclusione sociale”, afferma il presidente di Aifo, Antonio Lissoni. 
   

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