Lo strappo non è riuscito, e il Baden-Wuerttemberg resta, sia pure per un soffio, nelle mani dei Verdi, che lo governano da 15 anni. Una scottatura per Friedrich Merz, che avrebbe voluto inaugurare la serie delle 5 elezioni amministrative previste quest’anno, con un successo, mancato invece dal giovane candidato Manuel Hagen. Nell’altro campo, c’è la vittoria personale di Cem Oezdemir, il volto indiscusso dell’integrazione della comunità turca in Germania, che diventerà governatore, nel Land del sudovest che inventò l’automobile e vive oggi il complesso di finire come Detroit. In questo contesto, vola l’ultradestra di Afd, che ha raddoppiato i suoi consensi, senza tuttavia riuscire a sfondare la soglia del 20%.
“Siamo un partito popolare anche nel sudovest”, ha esclamato il leader Tino Chrupalla in tv, affermando che i populisti siano “i veri vincitori della serata”. Alternativa è in effetti la terza forza del Land, e il primo partito di opposizione, dal momento che Verdi e Cdu torneranno a governare insieme, come nell’esecutivo regionale uscente di Winfried Kretschmann, al timone per 15 anni e da oggi in pensione. I media tedeschi hanno rivelato però anche le forti critiche all’interno di Afd sul candidato Markus Frohnmaier, rimasto sotto le ambizioni del partito che a livello federale oscilla fra il 23 e il 26%, alternandosi alla vetta dei sondaggi nazionali con i conservatori del cancelliere. I due sfidanti principali, Hagel e Oezdemir, si sono contesi l’eredità di Kretschmann in una campagna infiammatasi alla fine, per un video che ha messo in difficoltà il democristiano: tradito dagli apprezzamenti su una alunna dagli “occhi di cerbiatta”, dopo la visita ad una scuola fatta da consigliere regionale 8 anni fa. Il testa a testa, prolungatosi fino a tarda sera, per un progressivo assottigliamento della distanza, è stato vinto dagli ecologisti per un soffio: per le proiezioni delle 21.45, pubblicate dalla Zdf, i Verdi hanno raggiunto il 30,3% (-2,3%), mentre la Cdu si fermerebbe al 29,7 (+5,6%).
Netta invece l’ascesa di Afd, che arriverebbe al 18,8%, raddoppiando con un progresso di 9,1 punti. Storica sconfitta invece per i socialdemocratici, con il 5,5% (-5,5 punti) che li vede di poco sopra la soglia di sbarramento. Fuori dal parlamentino finiscono i liberali, con un disastroso 4,4% (-6,1) e la Linke, data al 4,4 (-0,8). “Stoccarda conosce la paura del futuro”, aveva ammesso in campagna elettorale Hagel, riferendosi alla crisi economica che pesa sull’umore dell’elettorato in una regione ricca e a forte vocazione industriale. Uno studio citato dalla Sueddeutsche Zeitung in questi giorni mette in chiara luce il problema: entro il 2030 potrebbero andar persi 66 mila posti di lavoro. E del resto Bosch, Porsche e Mercedes hanno già avviato dolorosi percorsi di risanamento. Un declino di cui approfitta l’ultradestra, che da sempre raccoglie e amplifica le ansie della gente legate al cambiamento, e che in questi giorni è stata aiutata dalla sentenza favorevole del tribunale di Colonia. Rispondendo a un ricorso di urgenza di Alternativa, i giudici hanno stabilito infatti che la classificazione di “estremisti”, certificata dai Servizi interni, non sussista. Accento svevo, cittadino tedesco da quando ha 18 anni, Cem Oezdemir, che diventerà governatore, è figlio di un Gastarbeiter turco e al tema dell’integrazione (oltre al clima) ha dedicato buona parte della sua vita politica. Nato nel Baden-Wuerttemberg, 61 anni, due figli, è deputato dal 1994, è stato leader dei Verdi nel 2008 e ministro dell’Agricoltura di Olaf Scholz. Con lui, figura di riferimento federale, anche i colleghi di partito hanno un problema: è l’unico a tenere alti gli ecologisti in un momento di crisi nera.
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