Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha duramente criticato il presidente francese Emmanuel Macron in una lettera, per la sua decisione di riconoscere uno Stato palestinese. “Il vostro appello per uno Stato palestinese getta benzina sul fuoco antisemita. Non è diplomazia, è appeasement. Premia il terrore di Hamas, rafforza il rifiuto di Hamas di liberare gli ostaggi, incoraggia coloro che minacciano gli ebrei francesi e alimenta l’odio per gli ebrei che ora infesta le vostre strade”, ha scritto Netanyahu nella lettera.
“L’analisi secondo la quale la decisione della Francia di riconoscere lo Stato di Palestina da settembre spiegherebbe l’aumento delle violenze antisemite in Francia è sbagliata, indegna e non rimarrà senza riposta”: questo il commento dell’Eliseo alla lettera del premier israeliano a Macron. Il quale, annuncia la presidenza, “risponderà al premier israeliano per posta, prima di qualsiasi comunicazione pubblica a mezzo stampa”.
“Le violenze contro la comunità ebraica sono inammissibili – fa sapere l’Eliseo -. Per questo, al di là delle condanne, il capo dello Stato ha sistematicamente chiesto a tutti i governi, dal 2017, e ancor più dopo gli attentati terroristici del 7 ottobre 2023, la massima fermezza nei confronti degli autori di atti antisemiti. La Repubblica protegge e proteggerà sempre i suoi compatrioti di confessione ebraica. Il periodo esige gravità e responsabilità, non amalgama e manipolazioni”. “Secondo l’impegno del presidente della Repubblica fin dal 2017 – continua l’Eliseo – la Francia dello spirito dei Lumi resta fedele ai principi che la animano dalla Rivoluzione. Recentemente, è ancora in nome di questa battaglia infaticabile contro l’antisemitismo che il presidente della Repubblica ha deciso che, dal 2026, per il 120/o anniversario del riconoscimento dell’innocenza del capitano Dreyfus, la data del 12 luglio venga iscritta nel calendario delle commemorazioni nazionali”.
Israele insiste nella richiesta del rilascio di tutti gli ostaggi di Gaza. Lo ha riferito una fonte del governo Netanyahu. “La politica di Israele è coerente e non è cambiata. Israele chiede il rilascio” di tutti gli ostaggi “in conformità con i principi stabiliti dal governo per porre fine alla guerra”, ha affermato la fonte quando le è stato chiesto della nuova proposta dei mediatori per una tregua a Gaza, che include un rilascio parziale degli ostaggi detenuti nel territorio palestinese, e che Hamas ha accettato. “Siamo nella fase decisiva finale contro Hamas e non lasceremo indietro nessun ostaggio”, ha aggiunto la fonte.
L’agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che dall’alba di oggi almeno 25 civili sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani su varie zone della Striscia di Gaza: tra le vittime ci sono otto persone che aspettavano gli aiuti umanitari. Altre tre persone sono morte per malnutrizione nella Striscia di Gaza: lo ha annunciato il direttore generale del ministero della Salute palestinese gestito da Hamas, Munir al-Barsh, come riporta Al Jazeera. Il dato porta il totale dei decessi legati alla fame a Gaza a 266, tra cui 122 bambini, secondo il ministero.
La proposta per un cessate il fuoco a Gaza, accettata ieri da Hamas, riprende quasi integralmente un precedente piano approvato da Israele: lo ha dichiarato oggi il Qatar, mediatore nel conflitto. Hamas ha dato “una risposta molto positiva, riprendendo quasi integralmente” un piano “precedentemente accettato da Israele” su una tregua nella Striscia di Gaza, associata alla liberazione degli ostaggi trattenuti nel territorio palestinese, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari.
Una nave con 1.200 tonnellate di generi alimentari destinati alla Striscia di Gaza si sta avvicinando al porto di Ashdod, nel sud di Israele, riporta il Times of Israel. La nave, battente bandiera panamense, è salpata da Cipro ieri.
Netanyahu ha definito oggi il suo omologo australiano, Anthony Albanese, un “politico debole”, sullo sfondo di tensioni diplomatiche tra i due Paesi dopo che Canberra ha dichiarato che riconoscerà lo Stato palestinese. “La storia ricorderà Albanese per quello che è: un politico debole che ha tradito Israele e abbandonato gli ebrei australiani”, si legge in un post pubblicato sull’account ufficiale X dell’ufficio di Netanyahu.
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