Netanyahu dà il via libera alla squadra negoziale per la fase 2 – Medio Oriente – Ansa.it

Netanyahu dà il via libera alla squadra negoziale per la fase 2 – Medio Oriente – Ansa.it


Se il piano di Trump per il trasferimento dei palestinesi da Gaza si materializzasse, “sto rapidamente promuovendo l’istituzione di un’amministrazione di immigrazione volontaria per consentire a coloro che desiderano lasciare Gaza di farlo tramite il porto di Ashdod o l’aeroporto di Ramon“. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, citato dal Times of Israel.

   Il ministro ha affermato che la prima fase della tregua “è completa” e che Israele “punta a riportare indietro tutti” gli ostaggi ancora a Gaza. “Il modo più efficace per garantire ciò è che Hamas sappia che l’Idf è pronta a tornare in guerra”, ha detto. 

   La squadra negoziale israeliana andrà al Cairo dopo l’approvazione del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo riferisce l’ufficio del premier, come riporta Haaretz.

   Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha affermato che “la nostra delegazione andrà al Cairo e vedranno se abbiamo un terreno comune su cui negoziare”.

   “Abbiamo detto che siamo pronti ad estendere il quadro della fase uno in cambio del rilascio di altri ostaggi“, dice Sa’ar in una conferenza stampa a Gerusalemme dopo l’incontro con il suo omologo ceco Jan Lipavsky, come riporta il Times of Israel. “Se è possibile, lo faremo. Sarà meglio parlarne a lungo dopo il ritorno della delegazione dal Cairo”. 

   Israele “non ha altra scelta” se non quella di avviare i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza, poiché la prima fase scade sabato: lo ha affermato Hamas su Telegram.

   “Non ha altra scelta che avviare i negoziati per la seconda fase”, si legge in un comunicato stampa diffuso dopo l’ultimo scambio di ostaggi e detenuti nella notte tra mercoledì e giovedì. Il gruppo si è inoltre assicurato che Israele non possa avere “false scuse” per far deragliare il processo.

   Hamas ha dichiarato che l‘unico modo in cui gli ostaggi rimasti saranno liberati è attraverso l’impegno all’accordo di cessate il fuoco. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui il gruppo palestinese ha affermato di rispettare l’accordo per la tregua a Gaza ed è pronto ad avviare i colloqui per una seconda fase. “Abbiamo imposto la sincronizzazione del processo di consegna dei corpi dei prigionieri nemici con il rilascio dei nostri eroici prigionieri”, continua la dichiarazione pubblicata su Telegram.

   Un funzionario israeliano ha inviato una dichiarazione ai media israeliani affermando che l’Idf non si ritirerà dal corridoio Filadelfia, la zona cuscinetto tra Egitto e Gaza, nonostante l’accordo di cessate il fuoco imponga all’esercito di abbandonare il tratto di confine al termine della prima fase. “Non lasceremo il Philadelphia Corridor. Non permetteremo agli assassini di Hamas di aggirarsi di nuovo per i nostri confini con pick-up e armi, e non permetteremo loro di riarmarsi tramite il contrabbando”, afferma il funzionario israeliano, sostenendo che Hamas stava usando la rotta per introdurre le armi nella Striscia.

   L’affermazione di Israele che resterà nel corridoio Filadelfia tra Egitto e Gaza “viola l’accordo”. Lo afferma Hamas, come riporta Haaretz.     

   Il governo israeliano ha affermato che tre degli ostaggi restituiti oggi da Hamas “sono stati assassinati” durante la prigionia a Gaza e uno è stato ucciso il 7 ottobre. Gli ostaggi Ohad Yahalomi, Tsachi Idan e Itzhak Elgarat sono stati assassinati durante la prigionia di Hamas, mentre Shlomo Mantzur è stato ucciso il 7 ottobre e il suo corpo è stato portato prigioniero a Gaza, ha affermato l’ufficio del primo Ministro in una dichiarazione.

   Hamas ha consegnato ieri notte alla Croce Rossa le bare con i corpi di 4 ostaggi israeliani: si tratta delle salme d Itzik Elgarat, Tsahi Idan, Shlomo Mantzur e Ohad Yahalomi. Da parte sua, 

   Israele ha liberato oggi 643 palestinesi detenuti nelle sue carceri in cambio della restituzione dei corpi di quattro ostaggi israeliani trattenuti a Gaza, e deve ancora rilasciarne altri 46, donne e minori, per concludere lo scambio, ha riferito un’ong per la difesa dei prigionieri palestinesi. Una fonte della sicurezza egiziana del valico di Rafah, contattata per telefono, ha precisato che i detenuti sono arrivati in Egitto a bordo di “tre autobus” provenienti dal valico di Kerem Shalom, sono stati presi in carico dalle autorità egiziane e trasferiti al Cairo. Secondo la stessa fonte, i cosiddetti “prigionieri palestinesi esclusi” appena rilasciati “hanno il diritto e la libertà di determinare la destinazione e il paese dove andranno”, scegliendo se rimanere “in Egitto” o partire per “paesi arabi e stranieri”.

     “Il servizio carcerario israeliano ha completato il settimo rilascio dei terroristi imprigionati, in conformità con l’accordo” di tregua “sulla restituzione degli ostaggi”, si legge in una nota dell’amministrazione penitenziaria israeliana. In totale “643 terroristi sono stati trasferiti da diverse carceri del Paese”, ha aggiunto la stessa fonte.

   Con l’identificazione dei corpi di tutti e quattro gli ostaggi dell’ultimo scambio di prigionieri, Israele ha ricevuto tutti i 33 rapiti che dovevano essere consegnati nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco. Venticinque sono tornati vivi, mentre otto sono deceduti, ricorda il Times of Israel sottolineando che ogni futuro rilascio degli ostaggi dipenderà dal raggiungimento di ulteriori intese con Hamas.

   Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato di condividere “il dolore immenso” della famiglia dell’ostaggio franco-israeliano Ohad Yahalomi, di cui è stata annunciata poche ore fa la morte, ed ha aggiunto che “la barbarie di Hamas deve finire”. “La Francia ha perso 50 dei suoi figli nell’infamia del 7 ottobre”, ha scritto Macron su X sull’immagine dell’ostaggio che fu rapito da Hamas a 49 anni.

 

 

   

Media: ‘Molto lavoro da fare sul piano egiziano per Gaza’

C’è “ancora molto lavoro da fare per forgiare un piano arabo collettivo in vista del ‘Vertice arabo’, in programma al Cairo il 4 marzo”: lo afferma il sito del principale quotidiano egiziano, Al Ahram, segnalando che – “secondo fonti egiziane informate” – l’incontro di Riad della settimana scorsa “non ha prodotto un consenso” su una “prima bozza del piano redatto dall’Egitto”.

   Venerdì, sette leader arabi si erano riuniti nella capitale dell’Arabia Saudita “per discutere un piano egiziano sul futuro di Gaza, che riguarda la ricostruzione, la gestione e la sicurezza”, ricorda da ieri il sito. Le consultazioni con i paesi arabi coinvolti, in particolare la Giordania, servono “per aggirare il piano dell’ex presidente statunitense Donald Trump che prevedeva lo spostamento forzato dei gazawi e la trasformazione della Striscia in un hub turistico”, viene aggiunto.

   “Fonti riferiscono che alcuni partecipanti al vertice di Riad erano esitanti nell’impegnarsi per la ricostruzione prima di un’uscita completa di Hamas dalla scena”, riferisce al-Ahram.

   “Altri hanno sostenuto che aspettarsi una semplice scomparsa di Hamas sia irrealistico. Rimangono inoltre divergenze sui dettagli relativi alla gestione e alla sicurezza di Gaza e sul ruolo dell’Autorità Palestinese con sede a Ramallah, che devono ancora essere risolte”, avverte il quotidiano. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA



Source link