‘Netanyahu: il primo passo a Gaza è la consegna delle armi di Hamas’ – Notizie – Ansa.it


Una fonte israeliana ha riferito a Channel 12 che mentre Israele, a livello ufficiale, non crede che Hamas deporrà le armi, “gli americani sostengono invece di credere che ciò possa accadere. L’inviato Usa Jared Kushner durante l’incontro di oggi a Gerusalemme con Benyamin Netanyahu ha ripetuto la frase: “Non c’è nulla da ricostruire prima che la Striscia sia smilitarizzata”.
La fonte ha aggiunto: “Abbiamo mostrato a Kushner quanto, durante questo periodo, non ci sia stato alcun vero processo di disarmo di Hamas. Gli abbiamo mostrato anche informazioni sui finanziamenti turchi a Hamas”.

Durante l’incontro con i rappresentanti del Board of Peace e l’inviato statunitense Jared Kushner, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha chiesto che il primo passo nel quadro della ricostruzione della Striscia di Gaza sia la consegna delle armi di Hamas al comandante della Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza (Isf), il generale Jasper Jeffers, affinché vengano distrutte, Un’operazione che si svolgerebbe sotto la supervisione americana. Lo riferisce un alto funzionario israeliano a Ynet.

Secondo una fonte del Board of Peace che ha parlato con Ynet: “C’è accordo sulla completa smilitarizzazione di Gaza e solo successivamente sul ritiro israeliano”. “Israele ha presentato in modo professionale i propri preoccupazioni e timori in materia di sicurezza. Il Consiglio li tiene in grande considerazione. Tutti concordano sull’obiettivo finale di smantellare completamente Hamas, privandolo di armi e potere, di smilitarizzare completamente Gaza e solo successivamente di procedere al ritiro completo di Israele. Si può affermare che l’orientamento emerso durante l’incontro è stato positivo e che vi è una volontà reciproca di dare una possibilità a questa soluzione”. Le dichiarazioni, seppure anonime, sono arrivate dopo l’incontro di oggi a Gerusalemme tra Benjamin Netanyahu, l’inviato e genero di Trump Jared Kushner, il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l’ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell’organismo voluto dal presidente Usa.

 

Trump: ‘Sarebbe meglio se Israele non attaccasse Gaza. Hamas ha accettato di deporre le armi’

Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. “Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza”, ha dichiarato il presidente americano in un’intervista a Fox news assicurando che “Hamas ha accettato di deporre le armi”.

Trump: ‘Bombarderemo l’Oman se si mette in mezzo su Hormuz’

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “bombarderanno” l’Oman se si metterà di mezzo nel conflitto con l’Iran nello Stretto di Hormuz. “Se l’Oman si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà”, ha detto Trump in un’intervista a Fox News. L’Iran ha dichiarato di essere in trattative con l’Oman per la riapertura dello stretto.

Un alto funzionario iraniano ha detto alla Reuters che l’Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell’intera regione se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà. Ha poi sottolineato un cambio di strategia iraniana che si orienterà verso l’offensiva piuttosto che la difesa, riporta Sky News. Il funzionario ha aggiunto che l’Iran ha fissato una scadenza di poche settimane per la piena attuazione del memorandum d’intesa con Washington. La tempistica sarà comunicata agli Stati Uniti e ai paesi della regione tramite mediatori, secondo il funzionario citato da Reuters.

Intanto, secondo i media locali, due droni Hadid-110 lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. La Direzione Generale per l’Antiterrorismo (CTD), ha condannato l’attacco notturno, giudicandolo “del tutto inaccettabile”. Ha inoltre avvertito che “i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze”. 

Il Wall Street Journal: l‘Iran avrebbe trascorso i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’intensificazione dei combattimenti piuttosto che a dedicarsi alla diplomazia, ha scritto il giornale che cita funzionari iraniani e arabi.

Teheran ritiene che gli Usa stiano solo prendendo tempo per un futuro attacco. Pertanto, negli ultimi 60 giorni di cessate il fuoco, che scade oggi, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave.

Il Wall Street Journal afferma che i funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” tra i vertici iraniani per “preparare le proprie forze ad ampliare la guerra”. 

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