Netanyahu ha convocato per oggi il gabinetto di sicurezza che voterà l’occupazione totale della Striscia di Gaza. Contrari l’opposizione, i riservisti e le famiglie degli ostaggi.
“La cultura del dissenso è parte integrante della storia del popolo d’Israele e rappresenta un elemento fondamentale nella cultura organizzativa dell’Idf. Continueremo a esprimere la nostra posizione senza timore, in modo oggettivo, indipendente e professionale. Non ci occupiamo di teorie, ma di vite umane e della difesa dello Stato. Solo il suo bene e la sua sicurezza sono davanti ai nostri occhi”. Lo ha detto il capo dell’esercito israeliano Eyal Zamir al forum dello stato maggiore. E’ la prima dichiarazione ufficiale del capo di stato maggiore in seguito ai contrasti con la leadership politica sul piano di occupazione di Gaza.
Ventidue civili sono stati uccisi e feriti a Gaza dalle forze israeliane dalla mezzanotte fino a stamani. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Cinque delle vittime erano civili che cercavano cibo quando sono stati uccisi nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia.
Secondo le autorità palestinesi, il bilancio delle vittime della guerra è arrivato a 61.158 palestinesi uccisi e 151.442 feriti, compresi 1.655 bambini. Il numero di feriti fra coloro che cercano aiuti e cibo è salito a 11.800. I morti per fame sono stati 193, compresi 96 bambini.
“L’Ue è stata molto chiara su Gaza, l’uccisione di civili è indifendibile. Sulla parola genocidio spetta ai tribunali internazionale fare una valutazione”. Lo ha detto una portavoce della Commissione, commentando le parole di Teresa Ribera secondo la quale ciò che accade “somiglia molto” a un genocidio.
“Ieri abbiamo aggiornato i 27 sull’attuazione da parte di israele dell’intesa sugli aiuti. Ci sono dei progressi parziali ma la situazione resta molto molto difficile”, ha aggiunto la portavoce, secondo cui “il numero di camion di aiuti non è sufficiente” e allo stesso tempo “l’Ue non è stata autorizzata ad avere accesso a Gaza”.
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