Una telefonata fra il presidente Usa Donald Trump e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, è in programma oggi nel pomeriggio, secondo quanto fonti ufficiali ucraine riferiscono all’agenzia France Presse. La telefonata “è in preparazione per questo pomeriggio (ora di Kiev), ma tutto sarà chiaro all’ultimo momento”, ha detto la fonte. La chiamata farebbe seguito a una conversazione tra Trump e il leader russo Vladimir Putin di ieri.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intende sollevare la questione del mantenimento della fornitura di armi e munizioni dagli Stati Uniti all’Ucraina, compresi i missili antimissile Patriot, nel colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump previsto, secondo funti ufficiali, nel pomeriggio di oggi. Lo riporta l’Ukrainska Pravda
Il Cremlino ritiene “impossibile” in questa fase “raggiungere” i propri obiettivi in Ucraina attraverso i canali diplomatici. “Durante la conversazione” telefonica col presidente americano Donald Trump, “Putin ha ribadito che siamo interessati a raggiungere i nostri obiettivi durante l’operazione militare speciale, ed è preferibile farlo attraverso mezzi politici e diplomatici, ma finché ciò non sarà possibile, continueremo la nostra operazione militare speciale”: lo ha affermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, usando la definizione con cui il Cremlino indica l’aggressione militare contro l’Ucraina da parte delle truppe russe.
“Naturalmente prestiamo molta attenzione a tutte le dichiarazioni di Trump”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni del presidente americano che ha dichiarato di aver detto a Putin, nel corso di una conversazione telefonica ieri sera, di non essere “contento” della situazione in Ucraina, dove la guerra non si ferma. Secondo Peskov, Putin ha detto a Trump che Mosca sarebbe “in attesa di un accordo sulle date per un terzo round di negoziati diretti” dopo quelli del 16 maggio e del 2 giugno a Istanbul.
Il ministero della Difesa russo intanto ha annunciato che un nuovo scambio di prigionieri è stato effettuato oggi con l’Ucraina sulla base degli accordi tra le parti sottoscritti il 2 giugno a Istanbul. Il ministero non precisa quanti militari siano stati liberati da ciascuna delle parti. Sempre il ministero della Difesa russo sostiene che le sue truppe abbiano preso il controllo di cinque villaggi ucraini nel corso dell’ultima settimana, tra cui, nelle ultime 24 ore, quello di Predtechine, nella regione di Donetsk, nel sud-est dell’Ucraina. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Le dichiarazioni delle autorità russe non sono verificabili in modo indipendente.
Gli attacchi russi della scorsa notte contro l’Ucraina sono stati i più imponenti dall’inizio della guerra nel 2022: lo ha detto il portavoce dell’Aeronautica militare ucraina. “Il nemico ha attaccato con un gran numero di droni, questo è il numero più elevato che il nemico abbia mai utilizzato in un singolo attacco”, ha dichiarato Yuri Ignat alla televisione ucraina.
Le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con 550 droni e missili durante la notte, a partire dalle 18 (le 17 italiane) di ieri, e di questi 268 sono stati abbattuti e 210 sono stati neutralizzati da contromisure elettroniche, gli altri sono caduti in zone aperte o si sono persi, mentre almeno 8 sono andati a segno: lo scrivono l’Ukrainska Pravda e altri media ucraini citando l’aeronautica militare, aggiornando e precisando i numeri dati in precedenza. L’attacco è stato definito da Kiev il più intenso dall’inizio della guerra. Detriti sono caduti, producendo danni, in almeno 33 punti.
Nel dettaglio, 539 è stato il totale dei droni lanciati, di cui 330 Shahed di fabbricazione iraniana e gli altri per lo più esche per confondere la contraerea, oltre a un missile balistico Kh-47M2 Kinzhal, 6 missili balitici Iskander-M/Kn-23 e 4 missili da crociera Iskander-K.
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