Il governo incassa la fiducia sul decreto sicurezza alla Camera con 201 sì. Ma restano, dure, le polemiche dentro e fuori dall’Aula su un provvedimento contestatissimo dalla opposizioni. Il centrosinistra punta, anche per questo, a continuare con la protesta attraverso lo strumento degli ordini del giorno, oltre 150 presentati, e sui quali i deputati potranno parlare per 8 minuti a testa. Stando così le cose il via libera finale è prevedibile solo tra la tarda serata di domani e giovedì. E il testo poi passerà al Senato.
Intanto in una conferenza stampa di fronte a Montecitorio i manifestanti anti-dl sicurezza fanno sapere che la loro battaglia non si ferma. “Abbiamo dimostrato che nel Paese esiste un’opposizione sociale, siamo stati scudo democratico. E, dopo quanto accaduto in piazza, le adesioni alla manifestazione di sabato 31 stanno crescendo, e sarà enorme e partecipata”, ha detto Martina Solidoro della rete. In piazza anche Luca Blasi, l’assessore municipale colpito durante la protesta a Piazza Barberini.
“Il nostro problema – ha detto Blasi – non è la polizia ma è l’uso che il governo fa della polizia. E l’aver colpito uno dei portavoce della piazza che stava gestendo la situazione è grave e non perché è successo a me”. Questo decreto è “un golpe” con cui si mette “fine a un pezzo della nostra democrazia. Contro il provvedimento si levano anche le voci dell’opposizione. Con questo testo “andiamo in direzione di uno Stato repressivo”, denuncia il leader M5s Giuseppe Conte. “E’ pericoloso e fatto solo di propaganda populista”, attacca il capogruppo Dem in Senato Francesco Boccia. E per tutta l’opposizione si tratta in ogni modo di norme “liberticide che reprimono il dissenso”.
Il centrodestra, invece, difende il provvedimento. “Per la sinistra – sottolinea il sottosegretario Andrea Delmastro – il decreto ‘restringe spazi di libertà’. Occupare abusivamente case di terzi indifesi, bloccare treni per ordine di madre natura, distruggere istituti penitenziari e aggredire forze dell’ordine, non sono ‘spazi di libertà’, ma di criminalità e noi vogliamo restringerli senza se e senza ma”.
“Delmastro – replica Riccardo Magi – non sa più come dimostrare la propria inadeguatezza: prima conferma e rivendica che il dl sicurezza è una sostanziale stretta sulle libertà dei cittadini, poi dice che ci sono alcuni giudici che parlano come mafiosi. Ancora una volta disprezzano la separazione dei poteri e vorrebbero trasformare l’Italia in una specie di Ungheria”. Anche la Lega rivendica il provvedimento e critica il centrosinistra reo, per dirla con Igor Iezzi, di volere “difendere i criminali”.
Parole rinviate al mittente dai Dem con Matteo Mauri che la definisce una posizione “disgustosa” da parte di chi ha liberato Almasri. Il partito di Salvini, tra l’altro, torna su una propria bandiera storica: la castrazione chimica per gli stupratori. E ripresenta un ordine del giorno, accolto dal governo, al ddl sicurezza per l’apertura di un tavolo tecnico o di una commissione che valuti la possibilità di questa misura. “Deriva medievale”, il giudizio del Pd. Anche Forza Italia fa quadrato sul provvedimento. “Il garantismo – taglia corto in Aula Davide Bellomo – non significa concedere tutto a tutti. Avanti sul programma di governo”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
