Olivia Wilde, in The Invite con Cruz, Norton e Rogen come un gruppo jazz – Cinema – Ansa.it


“Questa storia nasce da un
soggetto spagnolo che poi è stato tradotto in varie lingue:
quando l’ho letto ho pensato che c’era qualcosa di estremamente
interessante perché esplora la complessità delle relazioni, la
perdita di identità che può avvenire quando si è in coppia e la
possibilità di rinascere all’interno di un legame. Mi è piaciuto
anche perché c’era molto humour”. E’ Olivia Wilde, regista di
The Invite, a spiegare la genesi di questa commedia presentata
in anteprima al Locarno Film Festival di cui oltre che regista è
interprete insieme a un cast che lei definisce “il migliore del
mondo” e sicuramente è stellare. Con Wilde recitano Seth Rogen,
Edward Norton e Penelope Cruz: un cast che ha dato vita, dice
l’attrice e regista, “ad una collaborazione che non avevo mai
provato: non era – racconta – il tipico film in cui uno si
presenta alle riprese dopo avere imparato le battute, fa il suo
lavoro e se ne va. Ogni attore ha creato il suo personaggio
scavando ed esplorando anche il suo dna e fra noi tutti c’è
stata una alchimia che un regista puo’ solo sognare”. La storia
nasce da un invito che Joe e Angela, il cui matrimonio è ormai
logorato dalla routine, fanno ai loro enigmatici vicini di casa
(Norton e Cruz), una coppia affascinante e spregiudicata, ma la
serata – e la loro relazione – prenderà una piega inaspettata.

   
“Noi tutti abbiamo creato una vera armonia, come in un
quartetto di jazz… La sera capitava che mi arrivasse un
messaggio da uno o l’altro attore che mi diceva ho avuto
un’idea, vorrei inserire questo o quello: non sono mai stata in
una situazione così collaborativa” dice ancora Wilde che è alla
sua terza regia dopo dopo La rivincita delle sfigate e Don’t
Worry Darling. Sicuramente a questo clima “ha contribuito l’aver
girato il film in sequenza e quindi tutto ha continuato ad
evolversi e così alla fine è stata incredibile la distanza
percorsa” anche rispetto agli spunti iniziali. “Quando abbiamo
iniziato a girare il film avevo un’opinione molto forte sul
finale: pensavo che dovesse terminare con la fine del
matrimonio. Tuttavia, da quando la pellicola ha raggiunto il
pubblico, le persone si sono divise tra chi pensava che la
relazione fosse finita e chi credeva che fosse l’inizio di una
storia nuova, di un nuovo tipo di relazione nella coppia. Se
prima pensavo che il tema centrale fosse la fine di una
relazione, forse ora credo che riguardi più la possibilità di
ricominciare da capo con la stessa persona. Sono diventata una
romantica..” afferma. Finora ha visto il film in qualche sala e
al Sundance festival dove ha debuttato: “vederlo stasera insieme
a migliaia di persone sarà uno shock” dice riferendosi alla
proiezione in Piazza Grande a Locarno. La scelta che il film
arrivasse al cinema (in Italia sarà nelle sale il 16 settembre)
è stata molto precisa e meno profittevole di una produzione che
passasse in streaming, racconta la regista: “ho sentito che non
c’è niente di più giusto che vedere la commedia e ridere
insieme, è qualcosa di catartico che è avvenuto per millenni e
ho sempre pensato che servisse; siamo stati fortunati a
potercelo permettere”.

   

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