E’ salito a 987 il numero delle persone morte nelle inondazioni che hanno colpito il Nepal: lo affermano le autorità locali. Considerando le almeno 16 persone che hanno perso la vita in Tibet secondo i dati ufficiali, il numero complessivo delle vittime accertate della tragedia sale quindi sopra mille.
Secondo l’autorità nazionale nepalese per la gestione dei disastri, ripresa dalla Cnn, le persone disperse in Nepal sono al momento 3.916. Stando ai dati ufficiali delle autorità cinesi, in Tibet risultano disperse 546 persone. Sono quindi almeno 4.462 le persone di cui non si ha notizia dopo le inondazioni su entrambi i lati della frontiera.
Le autorità nepalesi affermano che almeno 11.814 persone sono state tratte in salvo dai soccorritori dopo le inondazioni che hanno colpito il Paese himalayano: lo scrive il Guardian precisando che le squadre di soccorso stanno usando dei velivoli per raggiungere le zone rimaste isolate a causa dei danni a strade e ponti.
Video Inondazioni in Nepal e Tibet: ‘Oltre mille le vittime’
In questi giorni in Nepal, a quasi una settimana dall’inondazione che ha ucciso almeno mille persone, si stanno seppellendo i corpi delle vittime anche in sepolture di massa. Lo riportano i media internazionali, tra cui la Cnn, secondo cui sono “centinaia” le vittime non identificate che vengono sepolte in fosse comuni. I corpi non ancora identificati vengono sepolti dopo il prelievo di campioni di Dna affinché si possa risalire, in seguito, a chi fossero.
Un Women, serve un sostegno mirato alle donne in Nepal
La risposta umanitaria alle inondazioni in Nepal del 26 agosto scorso deve tenere conto della situazione di donne e ragazze; deve raggiungerle e coinvolgerle come attrici chiave nella ripresa. E’ quanto ha dichiarato Christine Arab, Direttrice regionale di Un Women per l’Asia e il Pacifico, in una conferenza stampa presso il Palazzo delle Nazioni a Ginevra, descrivendo la situazione drammatica nel paese per quanto riguarda in particolare le donne. “Si stima che 43.000 donne e ragazze in Nepal necessitino di assistenza umanitaria immediata, hanno esaurito le scorte di cibo, l’acqua sicura è sempre più difficile da reperire, e i rischi legati alla protezione sono in aumento” ha sottolineato.
“Per le donne e le ragazze del distretto di Rasuwa, approvvigionarsi d’acqua comportava già lunghi spostamenti e ore di lavoro quotidiano per garantirne la disponibilità alle proprie famiglie. Ora, le donne ci riferiscono che l’accesso all’acqua sicura è stato completamente interrotto in seguito alla distruzione di impianti idrici, strade e ponti. Inoltre il cibo rappresenta la loro priorità più urgente, tenendo conto che già prima delle inondazioni, in Nepal le donne tendevano a mangiare meno e per ultime rispetto al resto della famiglia, con gravi ripercussioni sulla loro salute, in particolare per le donne in gravidanza o in fase di allattamento”. Arab evidenzia poi come in alcuni dei distretti colpiti, si stima che una donna su tre sia analfabeta; “ciò rende più arduo diffondere informazioni e garantire l’accesso ai servizi essenziali”.
Inoltre, spiega la rappresentante Onu “in assenza di latrine separate o sicure, di un’illuminazione adeguata o di privacy, donne e ragazze possono trovarsi esposte a rischi semplicemente utilizzando i servizi igienici, lavandosi, dormendo o spostandosi dopo il calare del sole”. Secondo Un Women “è necessario dunque un sostegno esplicito alla leadership femminile nell’ambito della risposta all’emergenza”.
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