Circa 47 persone sono rimaste ferite, in gran parte a causa di colpi d’arma da fuoco sparati dall’esercito israeliano (Idf), quando migliaia di persone si sono riversate ieri in un nuovo centro di distribuzione di aiuti a Gaza: lo ha reso noto oggi un alto funzionario delle Nazioni Unite.
“Ci sono circa 47 persone rimaste ferite” nell’incidente di martedì, ha detto ai giornalisti a Ginevra Ajith Sunghay, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi. “La maggior parte dei feriti è dovuta a colpi d’arma da fuoco”, ha sottolineato, aggiungendo che “si trattava di colpi d’arma da fuoco dell’Idf”.
Il nuovo modello di distribuzione degli aiuti a Gaza sostenuto dagli Stati Uniti è uno spreco di risorse e una distrazione dalle “atrocità”: lo ha detto oggi il direttore dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini. “Credo che sia uno spreco di risorse e una distrazione dalle atrocità. Abbiamo già un sistema di distribuzione degli aiuti adatto allo scopo. La comunità umanitaria a Gaza, inclusa l’Unrwa, è pronta. Abbiamo l’esperienza e le competenze per raggiungere le persone bisognose”, ha dichiarato Lazzarini, che si trova in Giappone. “Nel frattempo, le lancette corrono verso la carestia, quindi il lavoro umanitario deve poter svolgere il suo compito salvavita ora”, ha concluso.
“L’operazione militare di Israele a Gaza, l’uso sproporzionato della forza e la morte di civili non possono essere tollerati. Il continuo attacco alle infrastrutture civili è inaccettabile. Chiediamo un ritorno al cessate il fuoco, che porti al rilascio di tutti gli ostaggi e alla fine definitiva delle ostilità attraverso i negoziati”. Lo dichiara in una nota l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas. “L’Ue – si legge ancora – ribadisce che l’aiuto umanitario non deve mai essere politicizzato o militarizzato” e “ricorda il ruolo delle Nazioni Unite nella distribuzione dell’assistenza umanitaria”. “L’Ue – si aggiunge – ribadisce il suo appello urgente per la ripresa immediata, senza ostacoli e sostenuta degli aiuti su scala, in base alle esigenze della popolazione civile di Gaza”. “L’Ue condanna con fermezza la violenza dei coloni in corso nella Cisgiordania occupata. Le campagne di intimidazione, gli attacchi fisici e verbali, la distruzione e l’incendio di proprietà e case stanno portando allo sfollamento di intere comunità palestinesi” recita la nota in cui si esorta Israele ad “adottare immediatamente misure decisive per affrontare la questione e garantire che gli autori di questi crimini siano chiamati a risponderne”. “L’Ue – conclude – condanna gli incidenti verificatisi durante la Giornata di Gerusalemme nella Città Vecchia, tra cui l’incitamento alla violenza e l’intimidazione di residenti e giornalisti. Le azioni provocatorie dei leader politici israeliani in questo contesto minano lo status e il carattere speciale di Gerusalemme e della sua Città Vecchia”.
Le autorità di Hamas affermano che 17 persone sono state uccise negli attacchi israeliani dall’alba nel nord di Gaza, di cui otto facevano parte della stessa famiglia. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Secondo Afp si tratta della famiglia di Osama al-Arbeed, rimasto ferito, che lavora come videomaker e montatore presso un’organizzazione di produzione cinematografica locale.
Almeno 15 persone sono state uccise dalle prime ore di questa mattina in seguito agli attacchi dell’esercito israeliano (Idf) in tutta Gaza: lo hanno reso noto fonti mediche, come riporta Al Jazeera. L’emittente tv aggiunge che almeno otto di loro sono morte in un raid dell’Idf contro l’abitazione di un giornalista, Osama al-Arbid, nella zona di as-Saftawi, nel nord della Striscia. Il giornalista sarebbe sopravvissuto al bombardamento, secondo un video che mostra mentre viene estratto dalle macerie dell’edificio colpito.
Secondo i media dello Yemen, l’aeronautica militare israeliana sta attaccando l’aeroporto internazionale di Sana’a, controllato dagli Houthi. Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha confermato, annunciando che “gli aerei dell’aeronautica militare hanno attaccato obiettivi dell’organizzazione terroristica Houthi all’aeroporto di Sana’a”. Secondo il ministro, l’attacco ha distrutto “l’ultimo aereo rimasto utilizzato dagli Houthi nell’ambito dell’operazione ‘Golden Jewel’.
L’Idf ha confermato gli attacchi all’aeroporto di Sanaa controllato dagli Houthi, spiegando che sono stati colpiti lo scalo internazionale dello Yemen e un aereo utilizzato dagli Houthi “per trasportare terroristi che hanno portato avanti attacchi terroristici contro Israele”. “Analogamente ai porti di Hodeida e Salif, colpiti la scorsa settimana, l’aeroporto principale di Sana’a è gestito dal regime Houthi e serve ai suoi scopi terroristici. Questo è un altro esempio dell’uso crudele fatto dall’organizzazione terroristica Houthi delle infrastrutture civili per attività terroristiche”, afferma l’Idf.
“L’Aeronautica israeliana ha appena colpito di nuovo l’aeroporto di Sana’a, che è sotto il controllo del regime terroristico Houthi nello Yemen. Come ho già detto più volte, gli Houthi sono solo un sintomo: la vera forza che sta dietro di loro è l’Iran, ed è l’Iran il responsabile dell’aggressione che proviene dallo Yemen”, ha dichiarato Benyamin Netanyahu in una nota. “Agiamo secondo un principio semplice: chi ci colpisce – noi lo colpiamo. Chi non capisce questo con la forza, lo capirà con ancora più forza”, ha aggiunto.
Unicef, a Gaza oltre 50mila bambini uccisi o feriti
Dalla fine del cessate il fuoco, il 18 marzo, 1.309 bambini sono stati uccisi e 3.738 feriti nella striscia di Gaza. In totale, più di 50.000 bambini sono stati uccisi o feriti dall’ottobre 2023.I numeri li fornisce l’Unicef, che esorta ancora una volta tutte le parti in conflitto “a porre fine alle violenze, a proteggere i civili, compresi i bambini, a rispettare il diritto internazionale umanitario e la normativa sui diritti umani, a consentire l’immediata fornitura di aiuti umanitari e a rilasciare tutti gli ostaggi”.
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