Operazione trasparenza sui redditi, re Carlo svela le sue tasse – Notizie – Ansa.it

Operazione trasparenza sui redditi, re Carlo svela le sue tasse – Notizie – Ansa.it


Operazione trasparenza a Palazzo, sulle entrate e sulle tasse di Sua Maestà. Re Carlo III è pronto a rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi, primo sovrano britannico a farlo da che monarchia è monarchia, nel tentativo di venire incontro alle crescenti pressioni (e ai non pochi malumori) dell’opinione pubblica di un Regno nel quale la popolarità della corona arranca come raramente in passato: soprattutto fra i giovani e i ‘new british’ di origine varia, che rappresentano il futuro della nazione.

L’annuncio arriva mentre sui Windsor continuano a farsi sentire i contraccolpi d’immagine dello scandalo delle vergognose frequentazioni con il finanziere pedofilo newyorchese Jeffrey Epstein che solo tardivamente – e dopo anni di sospette coperture e insabbiamenti – hanno travolto e privato dei titoli l’ex principe Andrea: fratello minore dell’attuale monarca e un tempo “figlio prediletto” della defunta regina Elisabetta II. I portavoce di corte hanno rivendicato la svolta, a mezzo stampa, come un modo per “garantire maggiore trasparenza e a favorire una più ampia comprensione delle responsabilità del sovrano”.

Secondo fonti di Buckingham Palace, la decisione è stata presa personalmente dal re 77enne, ancora attivo e saldo al comando malgrado le cure a cui continua a sottoporsi per tenere a bada un cancro di natura imprecisata diagnosticatogli a inizio 2024; ma consapevole anche di dover ormai preparare la strada alla successione del primogenito William, principe di Galles, diradando per quanto possibile le ombre che potrebbero allungarsi sul suo regno e sulla sorte della stessa istituzione monarchica.

Le informazioni relative alle imposte personali di Carlo per l’anno fiscale 2024-2025 saranno diffuse giovedì insieme ad altri rapporti finanziari rilasciati abitualmente dalla casa reale. Mentre quelli per 2025-2026 saranno resi pubblici l’anno prossimo, al termine della revisione contabile. La scelta non coinvolge comunque il 44enne William, alla cui gestione autonoma è affidata come da prassi una parte consistente dei beni riconducibili al casato. E che, pur avendo di recente dato a sua volta segnali di apertura su una revisione dei propri privilegi finanziari (ad esempio impegnandosi a cedere un quinto del vasto patrimonio immobiliare del Ducato di Cornovaglia a fini sociali e di contributo al sollievo della crisi abitativa che investe tanti sudditi), non ha finora mai scoperchiato il riserbo sulle proprie tasse da quando è diventato erede al trono. A differenza di quanto suo padre aveva già fatto anche in veste di principe di Galles.

Le fonti di reddito private del re dovrebbero includere somme provenienti da investimenti o profitti commerciali, nonché da fondi generati dalle sue tenute private di Balmoral e Sandringham e da risparmi personali.

In quanto capo dello Stato, oltre che della Royal Family, Carlo III incassa denaro da varie fonti, a cominciare dal Sovereign Grant – finanziato dal governo a spese dei contribuenti come una sorta di appannaggio – e dai profitti derivanti dalle proprietà e dalle attività economiche del Ducato di Lancaster, posto sotto il suo diretto controllo. Il Sovereign Grant è stato incrementato nell’ultimo anno da 86,3 a 132,1 milioni di sterline (oltre 150 milioni di euro), per sovvenzionare le attività pubbliche di rappresentanza di tutti i membri ‘attivi’ della dinastia. Mentre il Ducato di Lancaster, sotto l’amministrazione tradizionalmente oculata (e ‘business oriented’) di Carlo e dei suoi collaboratori, ha prodotto guadagni annuali pari a 26,8 milioni di sterline: analoghi a quelli attribuiti al non meno lucroso Ducato di Cornovaglia, gestito per conto dell’intero casato da William.    

 

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