E’ iniziata la commemorazione di papa Francesco a Camere riunite nell’Aula di Montecitorio. Interverranno per ricordare il pontefice scomparso, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, rappresentanti di ogni partito (da Elly Schlein a Giuseppe Conte fino a Matteo Renzi e Maurizio Lupi), la premier Giorgia Meloni. La durata complessiva della commemorazione è stimata in un’ora e un quarto circa. Presenti in Aula, oltre alla presidente del Consiglio anche diversi ministri.
L’Aula di Montecitorio è strapiena. Affollatissimi anche i banchi del governo con la presidente del consiglio Giorgia Meloni vestita di nero tra i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Deputati e senatori insieme hanno applaudito gli interventi dei presidenti della Camera e del Senato Fontana e La Russa. Tutti in piedi, anche in tribuna per il minuto di silenzio chiesto da Fontana per commemorare Francesco, seguito da un lungo applauso.
I partiti sono alle limature finali per decidere chi interviene tra deputati e senatori: allo stato, per FI dovrebbe parlare Maurizio Gasparri, per la Lega Simonetta Matone, per FdI Galeazzo Bingami, per Avs Luana Zanella, per Azione Elena Bonetti.
Papa: iniziata la commemorazione a Camere riunite
Papa Francesco, ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana aprendo la cerimonia. “ha voluto camminare accanto a tutti, senza escludere nessuno. Il suo magistero, fondato sulla solidarietà e sulla difesa della dignità umana, è stato un esempio di vicinanza ai fedeli e di impegno a favore anche delle persone anziane e dei più deboli. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per i cattolici e per l’intera comunità internazionale”.
“Religiosi e laici, credenti e non credenti si stringono nel ricordo di un uomo che ha svolto la propria missione con spirito di sacrificio e di abnegazione cristiana. Fino all’ultimo istante non ha mai abbandonato chi confidava nel suo sostegno. Anche nelle sue condizioni di salute sempre più fragili, nel giorno di Pasqua ha avuto la forza di impartire la benedizione ‘Urbi et Orbi’ e di abbracciare simbolicamente per l’ultima volta i fedeli presenti in Piazza San Pietro. ‘La mia gente è povera e io sono uno di loro’, disse un giorno spiegando la decisione di abitare in un appartamento semplice, al di fuori del Palazzo Apostolico”, ha aggiunto.
“Il suo pontificato è giunto al termine proprio come era iniziato: con i fedeli, con la preghiera e con l’invito a nutrire sempre la speranza. Già nel giorno della sua elezione, invitò la folla a pregare per l’avvio di un cammino di amore e di fratellanza, che unisse il Papa al suo Popolo. La mattina successiva, rispose con calore all’affetto di chi lo acclamava in occasione della sua prima visita presso la basilica di Santa Maria Maggiore, luogo simbolo della sua profonda devozione per la Madonna di “Salute e Salvezza”, ha sottolineato ancora Fontana.
“Camera e Senato si ritrovano oggi riunite in questa Aula per rendere omaggio a un Pontefice che abbiamo amato e ammirato per l’instancabile forza ed energia con
cui si è battuto per la giustizia, la pace e la fraternità tra i Popoli e le Nazioni”, ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa.
“In questi anni di Pontificato – ha detto – la profondità del Suo messaggio di fede e di speranza ha saputo toccare le corde più profonde dei nostri cuori. E persino in queste ultime settimane, nonostante la malattia lo avesse fortemente debilitato, Papa Francesco mai ha smesso di far sentire la sua voce affinché i conflitti, le divisioni e le guerre venissero superate”.
“E’ stato un autentico testimone di fede vissuta – ha proseguito – capace di incarnare fondamentali valori di misericordia e solidarietà. La Sua attenzione verso gli ultimi, verso i più fragili, e verso gli emarginati, ha superato le diversità religiose e spirituali ed è diventata una continua esortazione ai leader del mondo a lavorare insieme per la pace, il bene comune e il rispetto della dignità di ogni persona. La Sua presenza in Piazza San Pietro domenica scorsa, circondato dall’amore dei fedeli, resterà uno dei momenti più commoventi ed emozionanti dei suoi 12 anni di Pontificato. Con le ultime forze, Papa Francesco è voluto essere presente per salutare tutti di persona. Un’ultima volta! Tutta la potenza della Sua eredità spirituale credo possa essere riassunta in questo gesto in cui offre la Sua sofferenza come atto d’amore, di fede e di speranza”.
“E questo Suo ultimo incontro nel giorno della Resurrezione – ha detto ancora il presidente del Senato -, si ricollega idealmente all’immagine di Papa Francesco in quella stessa piazza e in quella Basilica di San Pietro, vuote a causa della pandemia Covid. Una immagine che non era però quella di un uomo solo, anzi! Papa Francesco era la risposta più eloquente alla solitudine del mondo. Un invito a vincere le barriere dell’isolamento, riscoprendosi comunità unita nel cuore e nella speranza”.
“Ricordo ancora, con profonda emozione, la sua inaspettata visita in Senato. La prima volta di un Papa a Palazzo Madama dove venne per rendere omaggio al Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un commovente momento di grandissima umanità e semplicità, eppure allo stesso tempo un gesto di enorme significato istituzionale”.
“Ricordare Papa Francesco non è facile, perché non è stato un papa semplice, non ha voluto esserlo e lo ha dimostrato sin dall’inizio scegliendo il nome di Francesco” il “poverello di Assisi”, da pontefice “non ha mai rinunciato a dire ciò che pensava”, ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami rimarcando come abbia sbagliato chi ha tentato di interpretare le sue parole come più progressiste o più conservatrici, perché “il Papa non è di una parte, non segue schemi politici”, Francesco “si è sempre rivolto al suo popolo, senza sottrarsi al confronto con chi aveva opinioni diverse”. “La sua cifra è stata la semplicità e l’amore incondizionato per la sua gente”, ha concluso.
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