Papa: commemorazione in Parlamento. Meloni: ‘Ha rotto gli schemi’. Schlein e Conte: ‘Ipocrita chi ignorava i suoi moniti’ – Notizie – Ansa.it

Papa: commemorazione in Parlamento. Meloni: ‘Ha rotto gli schemi’. Schlein e Conte: ‘Ipocrita chi ignorava i suoi moniti’ – Notizie – Ansa.it


E’ iniziata a Montecitorio la commemorazione di papa Francesco a Camere riunite, con i previsti interventi dii tutti i leader politici. L’Aula della Camera è strapiena. Affollatissimi anche i banchi del governo con la presidente del consiglio Giorgia Meloni vestita di nero tra i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Deputati e senatori insieme hanno applaudito gli interventi dei presidenti della Camera e del Senato Fontana e La Russa. Tutti in piedi, anche in tribuna per il minuto di silenzio chiesto da Fontana per commemorare Francesco, seguito da un lungo applauso.

I partiti sono alle limature finali per decidere chi interviene tra deputati e senatori: allo stato, per FI dovrebbe parlare Maurizio Gasparri, per la Lega Simonetta Matone, per FdI Galeazzo Bingami, per Avs Luana Zanella, per Azione Elena Bonetti. 

Papa: iniziata la commemorazione a Camere riunite


 

Papa Francesco, ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana aprendo la cerimonia. “ha voluto camminare accanto a tutti, senza escludere nessuno. Il suo magistero, fondato sulla solidarietà e sulla difesa della dignità umana, è stato un esempio di vicinanza ai fedeli e di impegno a favore anche delle persone anziane e dei più deboli. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per i cattolici e per l’intera comunità internazionale”.

“Religiosi e laici, credenti e non credenti si stringono nel ricordo di un uomo che ha svolto la propria missione con spirito di sacrificio e di abnegazione cristiana. Fino all’ultimo istante non ha mai abbandonato chi confidava nel suo sostegno. Anche nelle sue condizioni di salute sempre più fragili, nel giorno di Pasqua ha avuto la forza di impartire la benedizione ‘Urbi et Orbi’ e di abbracciare simbolicamente per l’ultima volta i fedeli presenti in Piazza San Pietro. ‘La mia gente è povera e io sono uno di loro’, disse un giorno spiegando la decisione di abitare in un appartamento semplice, al di fuori del Palazzo Apostolico”, ha aggiunto.

“Il suo pontificato è giunto al termine proprio come era iniziato: con i fedeli, con la preghiera e con l’invito a nutrire sempre la speranza. Già nel giorno della sua elezione, invitò la folla a pregare per l’avvio di un cammino di amore e di fratellanza, che unisse il Papa al suo Popolo. La mattina successiva, rispose con calore all’affetto di chi lo acclamava in occasione della sua prima visita presso la basilica di Santa Maria Maggiore, luogo simbolo della sua profonda devozione per la Madonna di “Salute e Salvezza”, ha sottolineato ancora Fontana.

 

“Camera e Senato si ritrovano oggi riunite in questa Aula per rendere omaggio a un Pontefice che abbiamo amato e ammirato per l’instancabile forza ed energia con
cui si è battuto per la giustizia, la pace e la fraternità tra i Popoli e le Nazioni”, ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“In questi anni di Pontificato – ha detto –  la profondità del Suo messaggio di fede e di speranza ha saputo toccare le corde più profonde dei nostri cuori. E persino in queste ultime settimane, nonostante la malattia lo avesse fortemente debilitato, Papa Francesco mai ha smesso di far sentire la sua voce affinché i conflitti, le divisioni e le guerre venissero superate”.

“E’ stato un autentico testimone di fede vissuta – ha proseguito – capace di incarnare fondamentali valori di misericordia e solidarietà. La Sua attenzione verso gli ultimi, verso i più fragili, e verso gli emarginati, ha superato le diversità religiose e spirituali ed è diventata una continua esortazione ai leader del mondo a lavorare insieme per la pace, il bene comune e il rispetto della dignità di ogni persona. La Sua presenza in Piazza San Pietro domenica scorsa, circondato dall’amore dei fedeli, resterà uno dei momenti più commoventi ed emozionanti dei suoi 12 anni di Pontificato. Con le ultime forze, Papa Francesco è voluto essere presente per salutare tutti di persona. Un’ultima volta! Tutta la potenza della Sua eredità spirituale credo possa essere riassunta in questo gesto in cui offre la Sua sofferenza come atto d’amore, di fede e di speranza”.

Papa: iniziata la commemorazione a Camere riunite


 

“E questo Suo ultimo incontro nel giorno della Resurrezione – ha detto ancora il presidente del Senato – si ricollega idealmente all’immagine di Papa Francesco in quella stessa piazza e in quella Basilica di San Pietro, vuote a causa della pandemia Covid. Una immagine che non era però quella di un uomo solo, anzi! Papa Francesco era la risposta più eloquente alla solitudine del mondo. Un invito a vincere le barriere dell’isolamento, riscoprendosi comunità unita nel cuore e nella speranza”.

“Ricordo ancora, con profonda emozione, la sua inaspettata visita in Senato. La prima volta di un Papa a Palazzo Madama dove venne per rendere omaggio al Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un commovente momento di grandissima umanità e semplicità, eppure allo stesso tempo un gesto di enorme significato istituzionale”.

 

Meloni: ‘Il Papa ha rotto gli schemi, è entrato nel cuore della gente’

E’ stato il “papa degli ultimi”, “delle periferie fisiche ed esistenziali”, “ha restituito voce a chi non l’aveva anche rompendo gli schemi perché diceva ‘non devi avere paura di andare controcorrente se devi fare una cosa buona’. Così, il papa venuto da lontano è entrato nel cuore delle persone”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante la commemorazione di papa Francesco. 

Papa Francesco “sapeva essere determinato, ma quando parlavi con lui non esistevano barriere, non creava barriere. Con lui eri a tuo agio, potevi parlare di tutto, e raccontarti senza filtri e senza timore di essere giudicato. Poteva vedere la tua anima e guardarti a nudo. Come se per lui significasse dire ‘io ci sono per te’. Ti faceva sentire prezioso in quanto unico e irripetibile”, ha proseguito la presidente del Consiglio. 

Papa Francesco “ti faceva sentire prezioso, in quanto essere unico e irripetibile come ogni essere umano. Sarò sempre grata per il tempo trascorso insieme, per gli insegnamenti e i consigli” tra cui ‘non perda mai il senso dell’umorismo”, anche l’ultima cosa che mi ha detto. Disse ai pellegrini che è triste un monarca inacidito” perché “non puoi guidare altri se non provi gioia per quello che fai. Dava all’allegria valore molto più grandi”, ha detto ancora la premier.

Papa Francesco, ha aggiunto, “diceva che la diplomazia è un esercizio di umiltà, perché richiede di sacrificare un po’ dell’amor proprio per comprendere le ragioni e il punto vista dell’altro. Un insegnamento che intendiamo coltivare”. 

Papa Francesco, ha concluso, “non ha smesso di invocare la pace, la fine delle guerre che finiscono l’umanità, dalla martoriata Ucraina al Medio Oriente, passando per il Sael, lo ha fatto anche quando sapeva che alcuni avrebbero potuto non capire e che le sue parole potevano essere travisate e strumentalizzate. Ma i suoi molteplici appelli alla pace oggi sono ulteriore monito alla responsabilità”. 

Schlein: ‘Il Papa non merita l’ipocrisia di chi deporta i migranti’

“La scomparsa di papa Francesco ci priva di una voce significativa che ha saputo interrogare credenti e non credenti, merita il nostro cordoglio; quello che non merita è l’ipocrisia di chi non ha mai dato ascolto ai suoi appelli ed oggi cerca di seppellire nella retorica il suo potente messaggio, di chi deporta i migranti, toglie i soldi ai poveri, nega l’emergenza climatica e nega le cure a chi non se le può permettere”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein alla commemorazione di Papa Francesco a Montecitorio. 

Papa Francesco “ha portato il respiro della periferia del mondo, lo sguardo attento verso gli ultimi, e una voce per la pace, per la giustizia sociale, per l’ambiente e per la dignità delle persone. Le sue parole hanno saputo attraversare le frontiere della fede raggiungendo credenti e non credenti, indicando un cammino di fratellanza, di solidarietà e di dialogo anche con altre religione”, ha proseguito Schlein.

I parlamentari di maggioranza non hanno applaudito l’intervento di Elly Schlein. Nell’aula di Montecitorio ci sono stati anche diversi brusii nei banchi di centrodestra mentre la segretaria Dem parlava delle posizioni del Pontefice nei confronti della pace, degli ultimi, dell’accoglienza dei migranti e dell’Ucraina. I parlamentari del Pd invece hanno battuto le mani sia al capogruppo di FdI Galeazzo Bignami che alla deputata della Lega Simonetta Matone, che è intervenuta in Aula a nome del partito.

Conte: ‘Coraggioso su Gaza fra tanta ignavia. Nella spirale di minacce esortava al dialogo’

“Lo ricordiamo con grande commozione per la passione e il coraggio con cui ha testimoniato la radicalità del messaggio evangelico, la sua portata rivoluzionaria”. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, intervenendo alla commemorazione di Papa Francesco, a Camere riunite.

“Ha onorato questa scelta ogni giorno – ha aggiunto – con grande forza d’animo ha spinto la Chiesa a rifuggire le vecchie tentazioni di trasformarsi, parole sue, in una élite intellettuale o mondana, invitandola a essere presente nei luoghi anche più reconditi, dove albergano ingiustizie e sofferenze”. 

“Su Gaza, sulla condizione attuale dei palestinesi ha avuto parole coraggiose non scontate in mezzo a tanta ignavia. Fino allo scorso sabato ha continuato a telefonare al parroco dell’unica chiesa della Striscia di Gaza per informarsi sulle condizioni di salute dei bambini palestinesi dimenticati da tanti ma non da lui che conosceva anche i loro nomi”, ha detto ancora Conte.

“Si è sempre e tenacemente schierato contro ogni guerra, contro i signori delle armi, a favore di tutte le vittime dei conflitti – ha aggiunto – La guerra è sempre una sconfitta, ci ammoniva. E ancora, non si ceda alla logica delle armi e del riarmo, la pace non si costruisce mai con le armi ma tenendo le mani, aprendo i cuori”.

“Ora che non c’è più, Papa Francesco viene universalmente celebrato da tutti. Nello scomposto teatro dell’ipocrisia dei vaniloqui, le celebrazioni coinvolgono anche chi ha continuato a ignorare i suoi messaggi di dolore per le ingiustizie nel mondo, i suoi moniti contro le parole di odio e la logica della guerra”, ha rimarcato Conte.

“Il modo migliore per ricordare Papa Francesco – ha aggiunto – è non lasciare cadere nel vuoto i suoi insegnamenti, la sua personale testimonianza. Il modo migliore per onorarlo è essere scomodi, con azioni ferme e scelte conseguenti”.

“Il 14 marzo scorso, era ancora in ospedale, scrisse una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, mentre nel mondo, nella politica, nei media, si moltiplicavano parole di guerra: ‘Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra’. Di fronte alla spirale di continue minacce e aggressioni, il suo costante pensiero è stato un’esortazione al dialogo e all’ascolto, anche delle ragioni dell’altro, del nostro nemico”, ha ricordato il leader del M5s.

“Nella sua ultima benedizione Urbi et Orbi di Pasqua – ha concluso l’ex premier – ha usato parole chiare, che ancora una volta scuotono le nostre coscienze: ‘L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo'”.

Papa Francesco “ha sempre strenuamente difeso i più fragili, dall’indifferenza e dall’accanimento, perché, diceva, ai poveri di oggi non si perdona neppure la loro stessa povertà” e “anche nelle sue ultime ore di vita ha scelto di sfidare la sofferenza per scendere ancora una volta tra la sua gente. E questa è una grande lezione anche per chi fa politica”. 

Renzi: ‘Il Papa rispettava le idee altrui, gli altri farisei’

“Molto buffo che ciascuno di noi in qualche misura cerchi di accaparrarsi un pochino dell’eredità” di papa Francesco, “chi lo ricorda per le carceri dimentica le sue parole sull’aborto, chi lo ricorda per la famiglia tradizionale dimentica le parole sull’immigrazione. Non era un politico, era il papa, era Pietro”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi durante la commemorazione di papa Francesco.

Da lui è arrivata una “grandissima lezione di laicità”, ha rimarcato. E poi ha raccontato di averlo incontrato da premier diverse volte e anche “poco prima che il Parlamento votasse la legge sulle unioni civili”, mentre c’erano grandi polemiche nel mondo cattolico e “mai papa Francesco mi ha detto alcunché”, “ha rispettato le nostre idee molto più di quanto noi rispettiamo le sue”. Renzi ha quindi parlato di un comportamento da “farisei”: “piangere e commuoversi per il papa e non ricordare grido di dolore che ci ha lasciato sui lager per migranti”.

Bignami (FdI): ‘Mai di parte, semplicità e amore la sua cifra’

“Ricordare Papa Francesco non è facile, perché non è stato un papa semplice, non ha voluto esserlo e lo ha dimostrato sin dall’inizio scegliendo il nome di Francesco” il “poverello di Assisi”, da pontefice “non ha mai rinunciato a dire ciò che pensava”. Lo ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami durante la commemorazione alla Camera.

Bignami ha rimarcato come abbia sbagliato chi ha tentato di interpretare le sue parole come più progressiste o più conservatrici, perché “il Papa non è di una parte, non segue schemi politici”, Francesco “si è sempre rivolto al suo popolo, senza sottrarsi al confronto con chi aveva opinioni diverse”. “La sua cifra è stata la semplicità e l’amore incondizionato per la sua gente”, ha concluso. 

Matone (Lega): ‘Ppiazzante e politico, la sua ossessione era la pace’

“Difficilissimo tracciare un ricordo di papa Francesco, spiazzante, imprevedibile, lontano dai partiti più di ogni altro del passato, ma politico, continuo pungolo dei partiti. E’ stato un super politico su questioni non negoziabili come il vangelo dei poveri riferito al mondo intero e la teologia della liberazione della corruzione riferita anche alla chiesa”.

“Nella banalità della interpretazione giornalistica, Benedetto XVI era l’ortodosso, Francesco il riformatore, in realtà il gesto più rivoluzionario lo compì Benedetto con la rinuncia del 2013”.Lo ha detto Simonetta Matone (Lega) intervenendo alla Camera alla commemorazione di Papa Francesco.

Matone nel suo intervento ha ricordato anche le “durissime parole sull’aborto o quelle sorprendenti, addirittura brutali, sull’omosessualità in Vaticano”, ha aggiunto. Quindi ha parlato di un pontificato di “tante luci e ombre”. “La pace – ha detto – era la sua ossessione”.

Lupi: ‘Gratitudine per Francesco e il suo magistero’

“Se la verità profonda di ogni rapporto profondo è la gratitudine, io innanzi tutto esprima la gratitudine verso papa Francesco, per la sua vita e il suo magistero”. Lo ha detto Maurizio Lupi (Mn) alla commemorazione di papa Francesco a Montecitorio. “E’ superfluo discutere – ha aggiunto – se si stato progressista o conservatore, perché è nella natura della Chiesa essere entrambe, perché progredisce nella storia e conserva la tradizione”. 

Bonetti (Az): ‘ha aperto la chiesa, camminava con le personE’

Papa Francesco “ha aperto la Chiesa” rendendola “la Chiesa di tutti, in cui tutti, anche le donne, sono state chiamate a fare la loro parte”. “Si è fatto compagno di strada nel suo magistero”, “un pastore con l’odore delle pecore, che ha scelto di stare dove stanno le persone, nelle carceri, nelle favelas, nelle periferie”. “Ha dato la sua vita e il suo magistero fino alla fine del mondo”. Lo ha detto Elena Bonetti (Az) intervenendo durante la commemorazione di papa Francesco alla Camera. 

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