Parigi resta alla gauche, battuta la destra di Rachida Dati. Il neosindaco Gregoire in bici verso l’Hotel de Ville – Notizie – Ansa.it

Parigi resta alla gauche, battuta la destra di Rachida Dati. Il neosindaco Gregoire in bici verso l’Hotel de Ville – Notizie – Ansa.it


Festa sentita ma sobria per Emmanuel Grégoire, nuovo sindaco di Parigi che conferma la tradizione della “gauche” al governo nella capitale. Dopo l’annuncio della vittoria contro la sfidante di destra, Rachida Dati, Grégoire ha attraversato Parigi in bici, salutato da sostenitori festanti e seguito da un corteo su due ruote che via via si sta ingrossando mentre il neosindaco si avvicina all’Hotel de Ville.

Emmanuel Gregoire


Non e’ stata una battaglia all’ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resterà alla gauche anche dopo Anne Hidalgo. Emmanuel Grégoire – suo erede – ha vinto ampiamente il ballottaggio respingendo la destra Rèpublicains di Rachida Dati con uno scarto molto ampio: 53% contro 38%, secondo le prime stime. Bocciata l’alleanza della Dati, che per candidarsi al comune della capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultur, con i macroniani di Pierre-Yves Bournazel, che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra.

Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un’avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le ripetute offerte di alleanza de La France Insoumise. “Parigi – sono state le prime parole del neosindaco Grégoire – ha deciso di rimanere fedele alla sua storia”. “E’ stata la vittoria di una certa idea di Parigi – ha aggiunto – una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti.
Parigi – ha proclamato – non è e mai sarà una città di estrema destra”.

Con un’affluenza ancora una volta storicamente bassa (circa il 57% alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la tendenza alla crescita dell’estrema destra e dell’estrema sinistra è apparsa, con caratteristiche diverse, in frenata. Il RN ha vinto in “decine di comuni” in questo ballottaggio, ha proclamato stasera Marine Le Pen, rallegrandosi per una “vittoria immensa” del suo partito che ha ormai “migliaia di consiglieri municipali”. Ha perso però, sonoramente, in quella che poteva diventare la prima grande città ad essere governata dall’estrema destra, Marsiglia. Dove Benoit Payan, sindaco della sinistra socialista ed unita, che ha rifiutato l’offerta di alleanza del partito di Mélenchon, ha respinto l’attacco del RN Franck Allisio, battuto in modo netto.

Il RN ha poi perso anche in città dove tradizionalmente è forte, come Tolone e Nimes, sempre nel sud e nelle regioni preferite.
Il numero 2 de La France Insoumise, Manuel Bompard, ha anche lui esultato per lo “sfondamento” del suo partito che “si conferma si amplifica e si rafforza”. Nonostante la sconfitta sonora a Limoges e in quasi tutte le città in cui i socialisti si sono alleati con LFI: una scelta che non soltanto si è rivelata perdente per la sinistra socialista, ecologista e comunista. Ma che ha visto vincere la strategia opposta, quella di respingere da parte socialista le offerte di LFI: così è stato a Parigi e a Marsiglia, dove Grégoire e Payan hanno vinto dopo aver – nonostante i dubbi di molti – respinto l’ipotesi di allearsi con il partito di Mélenchon. Fra gli esempi più clamorosi di questa tendenza, la sconfitta epocale della sinistra (unita con LFI) in una città come Clermont-Ferrand, governata dalla gauche da ben 80 anni, ad opera della destra Républicains. I socialisti alleati con LFI, hanno perso anche un altro feudo finora inviolabile, Tulle, dove da anni è eletto l’ex presidente ed ex segretario socialista, François Hollande.

Importante, all’orizzonte delle presidenziali 2027, la conferma di Edouard Philippe sulla poltrona di sindaco di Le Havre: la rielezione nel porto della Normandia era stata considerata dall’ex premier una condizione per lui indispensabile per candidarsi all’Eliseo. E la sua sorte era scrutata con grande attenzione dagli analisti dal momento che i sondaggi che hanno messo le ali alle ambizioni delle estreme, vedono in lui il miglior potenziale avversario di Marine Le Pen (o Jordan Bardella se la leader del RN avrà impedimenti giudiziari) e di Jean-Luc Mélenchon.

  

Rachida Dati


“Non sono riuscita a convincere abbastanza persone che il cambiamento non solo fosse possibile, ma soprattutto necessario”, ha ammesso in serata Rachida Dati, che non è riuscita a vincere le elezioni per il Comune di Parigi, vinte dal suo avversario socialista, Emmanuel Grégoire. Dati, che secondo diversi sondaggi ha ottenuto tra il 36 e il 38% dei voti al secondo turno, ha lamentato “il veleno della divisione”, “anche se devo lodare tutti coloro che hanno sinceramente chiesto di votarmi al secondo turno”, dopo che Pierre-Yves Bournazel (Horizons-Renaissance) e Sarah Knafo hanno ritirato le loro liste dopo il primo turno. “Voglio anche dire alla squadra uscente che non possono ignorare le aspettative di cambiamento espresse da centinaia di migliaia di parigini”, ha aggiunto Dati, deplorando gli “attacchi bassi” subiti durante la campagna elettorale.

 

La sindaca uscente di Parigi, Anne Hidalgo, ha salutato la “grande vittoria” della sinistra nella capitale, dove Emmanuel Grégoire (Partito Socialista) è ampiamente dato per vincitore contro la candidata di destra Rachida Dati. “Per sei anni ci è stato detto che era impossibile per la signora Dati perdere”, ha dichiarato la sindaca socialista ai giornalisti davanti al municipio, con un calice di champagne in mano. “Sono molto felice, e siamo tutti molto felici. Grazie mille per essere qui e per aver assistito a questa grande vittoria”, ha aggiunto.

   

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