Una smentita qualche giorno fa, quando Giuli si era detto “insoddisfatto” delle terne proposte alla fine del concorso, poi l’annuncio a sorpresa nella notte di ieri, quando dopo le 23 il ministero della Cultura comunica i nomi dei cinque nuovi direttori di prima fascia scelti e ovviamente, la notte insonne. Iniziano dunque sicuramente storditi dall’emozione i cinque nuovi direttori di altrettanti prestigiosi siti appena nominati: Andreina Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello; Francesco Sirano al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Federica Rinaldi al Museo Nazionale Romano; Paola D’Agostino ai Musei Reali di Torino e Simone Quilici al Parco Archeologico del Colosseo.
I cinque studiosi coniugano all’unisono le parole “emozione, onore e responsabilità”, ma allargano subito lo sguardo alle città e ai cittadini con cui le istituzioni museali che guideranno dovranno dialogare, consapevoli di avere davanti a loro una sfida molto importante in luoghi carichi di storia, ma che tra overtourism e rapporto con la città hanno molta strada da fare, molti problemi da affrontare. Per Simone Quilici, romano, 55 anni, attuale direttore del parco dell’Appia Antica, che va a dirigere il Parco Archeologico del Colosseo, la sfida è Roma. “Il mio pallino è la connessione con la città, ovvero restituire alla cittadinanza, nei limiti del possibile, questa zona sovraffollata dal turismo”. E a suo avviso “il problema centrale è quello dei flussi, bisogna puntare ad una ridistribuzione dell’attuale squilibrio tra Colosseo, Foro Romano e Palatino. Il turismo mordi e fuggi non potrò certo essere io a cancellarlo, ma cercherò di dare impulsi per cercare soluzioni alternative”. A Roma anche Federica Rinaldi – laureata nel 1998 in Lettere classiche a Padova – che esprime “la soddisfazione, l’emozione, l’onore”, a caldo dopo e la nomina a direttrice del Museo Nazionale Romano ma che aspetta comunque le procedure formali per esprimersi. Rinaldi è alla sua prima direzione di un museo di prima fascia, ed arriva dal ruolo di funzionaria archeologa dal Parco Archeologico del Colosseo, quindi ha lavorato al fianco della direttrice uscente Alfonsina Russo. Il Museo Nazionale Romano comprende Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Cripta Balbi e le Terme di Diocleziano. Rapporto con la città centrale anche nelle parole di Paola D’Agostino, napoletana, 53 anni, ha diretto per anni il Museo del Bargello a Firenze ed è stata nominata alla guida di un complesso museale che include il Palazzo Reale di Torino con i Giardini Reali, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale e la Galleria Sabauda, oltre al Museo di Antichità, a Palazzo Chiablese e alla Cappella della Sindone. “Conosco bene Torino e sono ansiosa di iniziare. Ho frequentato la città fin da piccolissima – dice – con la mia famiglia, che trascorreva sempre delle vacanze in Valle d’Aosta, e l’ho vista trasformarsi. Ho osservato quanto sia diventata attrattiva dal punto di vista culturale: oggi è una delle realtà più vivaci”. E non si tira indietro nelle proposte: “Ho tante idee, ma l’obiettivo principale è forse quello di una maggiore internazionalizzazione”, spiega. “Poi c’è il rapporto con la città e il territorio – aggiunge – che ho sempre portato avanti anche a Firenze e che per me è importantissimo. A Torino in realtà si fa già: sono rimasta colpita dalla quantità di torinesi e soprattutto giovani presenti alle attività culturali, vivaci e attivi, in periodo di di bassa stagione come l’inverno.
L’elemento vincente della mia candidatura – sottolinea – è stato forse lo sguardo dall’esterno, la comprensione della potenzialità del complesso e della necessità di ampliare una conoscenza”. Per Andreina Contessa – nata a Brescia, storica dell’arte e curatrice museale laureata con lode a Parma in storia dell’arte nel 1987, e già direttrice del Castello di Miramare di Trieste – nominata direttrice della Galleria dell’Accademia e dei Musei del Bargello a Firenze, l’incarico “rappresenta un coronamento di un sogno, un grande onore: ricoprire un ruolo così importante in una città che è unica e che richiede un’attenzione particolare anche dal punto di vista culturale e museale”. La sua idea è di fare rete e costituire “una nuova proposta culturale integrata, di alto livello, all’interno della città, che consenta anche di razionalizzare i flussi turistici. Creare dei percorsi alternativi che introducano anche a realtà museali diverse, non meno ricche, che hanno delle collezioni importanti”. Per Francesco Sirano, 61 anni, già direttore del Parco archeologico di Ercolano “per otto intensissimi anni”, ora la sfida del Museo Archeologico Nazionale e Napoli: “una città straordinaria, dove il passato e il presente – dice – si intrecciano con una straordinaria evidenza. Il Mann è parte integrante di questo tessuto e, con la nuova configurazione che comprende anche la sede di Palazzo Fuga, si candida a fungere da catalizzatore delle energie e delle tante e positive iniziative culturali che caratterizzano Napoli negli ultimi anni”.
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