Ci sono anche Arianna Meloni, il giornalista Sigfrido Ranucci e il ministro della Cultura Alessandro Giuli nelle liste testimoniali depositate dalle parti nel processo che vede imputata l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata, tra gli altri reati, di stalking aggravato ai danni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Le liste sono state presentate alla prima udienza del procedimento in cui il giudice monocratico si è riservato di decidere sulla richiesta relativa alla presenza delle telecamere in aula. I legali di Sangiuliano e della moglie hanno inoltre annunciato che chiederanno che le rispettive deposizioni avvengano a porte chiuse.
Tra le persone che verranno convocate a piazzale Clodio per essere ascoltate anche l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. Nel procedimento risultano parti civili lo stesso Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di gabinetto del Ministero della Cultura Francesco Gilioli. La prossima udienza è fissata per il 15 gennaio, quando verrà sentita la moglie dell’ex ministro, mentre l’ex ministro sarà ascoltato il 5 febbraio. Il procedimento trae origine dall’esposto presentato dall’ex titolare del Mic alcune settimane dopo il caso scoppiato attorno alla mancata nomina di Boccia a consigliera del ministero. Una vicenda che portò alle dimissioni di Sangiuliano.
Secondo l’impianto accusatorio, Boccia avrebbe posto in essere nei confronti dell’ex ministro una serie di “condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale”, provocandogli un grave e perdurante stato di ansia e paura. Per i pm tale situazione avrebbe determinato forte stress, dimagrimento e persino pensieri suicidari, inducendo Sangiuliano ad alterare le proprie abitudini di vita e, infine, a rassegnare le dimissioni dall’incarico ministeriale. Gli inquirenti contestano inoltre all’imprenditrice comportamenti finalizzati a ottenere un incarico fiduciario presso il ministero e un progressivo controllo delle attività e delle relazioni professionali dell’allora ministro. Nelle carte si fa riferimento anche a pressanti richieste di accesso al telefono cellulare utilizzato da Sangiuliano per contatti istituzionali e personali.
Tra le accuse figura il reato di lesioni aggravate, legato a un episodio che sarebbe avvenuto a Sanremo quando, secondo la denuncia, Boccia avrebbe colpito l’ex ministro provocandogli una ferita alla testa. Al termine dell’udienza i legali di Sangiuliano, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, hanno ribadito che “i processi si fanno nelle aule rispettando il lavoro e l’autonomia della magistratura, nel rispetto anche del dolore di chi ha subito violenza”. “Al momento – proseguono i legali – le posizioni sono chiare: ci sono tre persone che sono parte lesa e la signora Boccia che è imputata, in questo come altri processi. Tutto questo la parte civile lo dirà nel dibattimento, attenti che certi comportamenti non configurino ulteriori condotte illegali che saranno denunciate immediatamente”.
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