Elezioni senza precedenti in Perù: ben 35 candidati (un numero record) domani si sfideranno per decidere chi sarà il prossimo presidente, in un contesto caratterizzato da anni di instabilità istituzionale. Nessuno dei nomi proposti agli oltre 27 milioni di aventi diritto al voto (che in Perù è obbligatorio) è vicino al 50%, per cui si profila quasi certamente un ballottaggio a giugno. I cittadini dovranno scegliere anche i membri del Parlamento (che ora torna ad essere bicamerale, oltre ai cinque rappresentanti del Parlamento andino.
L’appuntamento alle urne arriva dopo un decennio in cui il Perù ha avuto otto presidenti, molti dei quali sono stati sottoposti a impeachment, indagati o incarcerati per corruzione, il che ha profondamente eroso la fiducia della gente nell’establishment politico. La favorita nei sondaggi è per ora la conservatrice Keiko Fujimori, al suo quarto tentativo: la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori ha però soltanto tra il 15% e il 18% delle preferenze, seguita dall’ex sindaco di Lima, Rafael López Aliaga, anche lui di destra.
Con l’aumento di omicidi ed estorsioni negli ultimi anni, molti candidati hanno incentrato le loro campagne su promesse di una linea dura contro la criminalità. Fujimori ha per esempio promesso un intervento di stampo militare per “ristabilire l’ordine” nel Paese entro i primi 100 giorni di governo, nonché di espellere i migranti illegali, oltre ad attrarre investimenti dagli Usa ed estendere l’ondata conservatrice che sta travolgendo l’America Latina, come nel caso di Argentina, Cile, Ecuador e Bolivia, tra gli altri.
Il Perù non è tra l’altro l’unico Paese dell’area a tenere le elezioni quest’anno. Il Costa Rica ha votato a febbraio, premiando la candidata ‘trumpiana’ Laura Fernández, mentre Colombia e Brasile (i Paesi dove i risultati del voto per la regione sono i più attesi in assoluto) seguiranno a breve. Ciò che accadrà in queste nazioni ridisegnerà la mappa regionale e i suoi colori politici. Il ciclo elettorale coincide oltretutto con un rinnovato interesse da parte degli Stati Uniti, che cercano di stringere quante più alleanze possibili per frenare la presenza cinese in America Latina: Pechino ha infatti guadagnato terreno negli ultimi anni, con investimenti costanti in settori strategici.
Nel caso del Perù, il Paese ha consolidato la sua posizione di secondo maggiore destinatario di investimenti cinesi nella regione con almeno 29 miliardi di dollari investiti tra il 2005 e il 2025, secondo il China global investment tracker.
I seggi in Perù si apriranno alle 7 locali di domenica (le 14 italiane) e chiuderanno alle 17 (la mezzanotte italiana). I primi risultati saranno diffusi a partire dalle 19 locali (le 2 di lunedì in Italia), secondo quanto annunciato dall’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe). Lo scrutinio sarà infatti accelerato grazie all’introduzione di nuovi sistemi informatici e software dedicati al conteggio dei voti.
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