Pezeshkian mostra le foto dei bimbi uccisi nei raid. La delegazione Usa lascia l’aula – Notizie – Ansa.it


L’Iran è “stato vittima di terrorismo. Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assassinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu e rispondendo a Donald Trump. Poi ha mostrato le foto della guida suprema uccisa e dei bambini uccisi nella scuola bombardata attaccando gli Stati Uniti per non rispettare la legge internazionale. “L’Iran ha bisogno di essere forte e potente per resistere agli Stati Uniti”.

La delegazione americana ha lasciato l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo che il presidente iraniano ha attaccato gli Stati Uniti.

Il discorso dell’Iran all’Assemblea Generale dell’Onu “è stato molto duro”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a New York. “Noi lavoriamo per una soluzione diplomatica, l’Iran deve usare toni diversi, deve rinunciare al percorso della costruzione dell’atomica”, ha aggiunto il titolare della Farnesina ribadendo c’è bisogno sempre di usare toni meno duri anche qui, per difendere le proprie posizioni”.

 

Video Pezeshkian: “Trump ha detto che siamo dei terroristi. L’Iran è vittima di terrorismo”

 

Nel suo intervento all’Onu, Pezeshkian ha aggiunto: “La resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli“. E poi: “Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”.

 

 

 

“Non chineremo mai la testa nè ci piegheremo. Trump e coloro che tentano di intimidirci devono capire che siamo pronti al dialogo e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”, ha detto Pezeshkian. Attaccando gli Stati Uniti, il presidente iraniano ha spiegato che “hanno messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e imparato che non può essere costretto alla resa. L’Iran non è mai stato aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno al tavolo dei negoziati”. “Ci impongono la guerra, ma abbiamo dimostrato di non temere il combattimento e difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria fino all’ultimo respiro”, ha messo in evidenza.

 

“Non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso” allo Stretto di Hormuz e “ne traggano vantaggio, utilizzandolo per aggredirci, per minare la nostra sicurezza e per impedirci l’accesso alle nostre stesse vie d’acqua”, ha sostenuto Pezeshkian. 

“La tecnologia nucleare pacifica è parte integrante del nostro progresso: per i nostri malati significa cure e trattamenti, per il settore agricolo garantisce la sicurezza alimentare. L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di nazioni. Non lo accetteremo. Non piegheremo la testa né rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente. Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari, ma nessuna limitazione allo sviluppo di nuove tecnologie nucleari pacifiche”. Lo ha detto il presidente iraniano.

 

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