Piantedosi: ‘I conflitti rischiano di trasferirsi nelle piazze’ – Notizie – Ansa.it

Piantedosi: ‘I conflitti rischiano di trasferirsi nelle piazze’ – Notizie – Ansa.it


É necessario “prestare attenzione alle evoluzioni della discussione pubblica legata alle vicende della guerra” perché con il passare dei giorni “questi conflitti e le ragioni che ci sono dietro si trasformano in contrapposizioni radicali che si trasferiscono sulla piazza”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è tornato, a Bologna ad un evento della Lega, sui rischi e le ripercussioni che la guerra potrebbe avere sul nostro paese, ribadendo che si stanno monitorando alcune manifestazione programmate per le prossime settimane e tra queste quella organizzata dai movimenti antagonisti in programma il 28 marzo a Roma. 

Piantedosi ha poi attaccato sul tema dell’immigrazione sostenendo che alcuni “magistrati ideologizzati” mettono a rischio il lavoro del governo, inclusa la decisione di inviare i migranti in Albania.

Dietro alla decisione di inviare migranti nei Cpr e in Albania, ha affermato, “c’è il lavoro di poliziotti e magistrati che hanno perseguito” queste persone. E questo rischia di “essere sovvertito da una posizione pregiudiziale e ideologica di magistrati impegnati in appartenenze correntizie, che devono fare di questa partita una battaglia ideologica contro le politiche del governo”.

“Vi sembra normale – ha sottolineato il titolare del Viminale alla platea leghista riunita all’hotel Savoia Regency per l’iniziativa ‘Io voto Sì. La riforma che fa giustizia’ – che alcuni magistrati in servizio facciano anticipazione di giudizio rispetto a provvedimenti normativi che adotta il governo, dicendo praticamente ‘è inutile che fanno queste leggi perché dei Cpr in Albania non resteranno che macerie, perché queste leggi non verranno mai applicate?’ Vi sembra normale che questo possa succedere, quando la parte processuale costituita dal governo, dietro la quale c’è il lavoro di poliziotti, magistrati” decide di “restringere nel Cpr in Albania come nei Cpr sul territorio nazionale delle persone che hanno violentato o commesso reati efferati e poi vengono rimessi in libertà?”.

“I Cpr sono utili in tutta Italia, quindi anche a Bologna – ha poi aggiunto – Non c’è un particolare accanimento su Bologna o comunque un’idea particolare su Bologna”.

Per il ministro dell’Interno “dappertutto si registra la vocazione ad avere un controllo dei meccanismi della sicurezza pubblica” e “in una città” come Bologna “dove il 48% dei reati è commesso dai cittadini stranieri, credo che sia fisiologico pensare anche ad avere qui una struttura di questo tipo. Qui come altrove”, ha concluso.

 

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