Picchia per anni la moglie provocandole tre aborti, arrestato – Notizie – Ansa.it

Picchia per anni la moglie provocandole tre aborti, arrestato – Notizie – Ansa.it


Per tre volte le botte del marito le hanno provocato interruzioni di gravidanza. E almeno in un’occasione, lo scorso primo gennaio, lui l’ha violentata, approfittando del fatto che era ubriaca e addormentata. Le violenze fisiche e psicologiche sono andate avanti per oltre sei anni, dal 2018, quando per la prima volta la donna, una 35enne di origine nigeriana residente a Reggio Emilia, è stata costretta ad abortire a causa delle percosse dell’uomo, un connazionale 41enne, così come successo anche nel 2021 e infine pochi mesi fa, nel 2026.

 

Il nigeriano nelle scorse ore è finito in custodia cautelare in carcere, con la squadra mobile della Questura reggiana che ha eseguito la misura chiesta dalla Procura e disposta dal Gip. Lunedì sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia, difeso dall’avvocato Gisella Mesoraca. La vittima, che solo di recente ha trovato il coraggio di rompere il silenzio e denunciare l’incubo vissuto, ora si trova collocata in una struttura protetta. Le accuse sono maltrattamenti in famiglia aggravati dall’aver utilizzato armi, come un coltello con cui la minacciò di morte e una scopa, con cui la colpì in testa, lesioni volontarie e violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa, perché la donna era di fatto priva di sensi, oltre che dalla relazione affettiva tra i due. Secondo la Procura di Reggio Emilia le reiterate vessazioni fisiche e psicologiche sono state motivate da ragioni economiche e affettive.

 

Negli atti di accusa di parla di umiliazioni e comportamenti lesivi della dignità della donna. Nelle imputazioni sono citate ripetute minacce, insulti, pugni, schiaffi, tirate di capelli, attacchi d’ira. Aggressioni frequenti, durante i litigi. Duri rimproveri per come la 35enne svolgeva le faccende domestiche oppure per le volte che ha perso le chiavi. Il 19 aprile 2025 la donna venne aggredita in strada, in pubblico. Altre volte l’indagato avrebbe preteso rapporti sessuali, dicendo di poter fare come voleva, trattandosi di “una sua proprietà”. L’episodio di minaccia col coltello da cucina è di settembre 2026, in casa, la scopa sbattuta in testa del 6 ottobre.

 

L’ultimo periodo è un’escalation di comportamenti violenti. Il 41enne inoltre avrebbe sottratto il telefono cellulare alla moglie, per controllarla e avrebbe fatto pressioni tali da indurla ad abbandonare la comunità religiosa che lei frequentava, sostenendo che ci andasse per adescare altri uomini. I maltrattamenti si sono susseguiti tra Reggio Emilia, Pescara e la Francia, altre località dove i due hanno trascorso dei periodi.

 

Sempre a Reggio Emilia un 40enne pachistano è stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti alla moglie, accusato di averla afferrata per i capelli mentre dormiva, afferrata per il collo. Nonostante un obbligo di firma, i comportamenti violenti sono continuati, anche davanti alla figlia minorenne. Qui, su richiesta della Procura, il giudice ha emesso un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare, con allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento, con prescrizione di mantenere una distanza di almeno 2.000 metri, con braccialetto elettronico.

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