Pichetto: ‘Riserve di gas dell’Italia per solidarietà ad altri Paesi non oltre il 13%’ – Eventi – Ansa.it

Pichetto: ‘Riserve di gas dell’Italia per solidarietà ad altri Paesi non oltre il 13%’ – Eventi – Ansa.it


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Il forum ANSA

“Stiamo facendo i conti adesso e bisogna verificare quant’è la disponibilità già assegnata al ‘pubblico’ usiamo tra virgolette, e quanto c’è in riserve di gas sia all’interno del Paese sia all’esterno del Paese ma che possono essere mobilitate. Mi tengo molto cauto su questa questione non andiamo oltre il 12% o il 13%”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ospite del Forum ANSA sulle ‘voci del governo’ a proposito dell’impegno di solidarietà dell’Italia rispetto ai Paesi che hanno problemi di quantità di riserve di gas precisando che non verrebbero toccate riserve strategiche.

L’impatto della guerra in Iran sui costi dell’energia, i provvedimenti del governo, la ripresa dei progetti sul nucleare sono alcuni dei temi affrontati dal Forum ANSA.

 

‘Sulle rinnovabili c’è il blocco di intere regioni’

“Se andiamo a vedere c’è un blocco di interi territori, di intere regioni verso le rinnovabili. E in alcuni casi sono quelle regioni che hanno guide contigue se non sovrapponibili a chi predica la questione”. Così il ministro Pichetto Fratin, al Forum ANSA, rilevando che “non possiamo tappezzare di pale eoliche e di fotovoltaico il più bel Paese del mondo, che ha il più bel clima del mondo perché abbiamo la fortuna di essere infilati in mezzo al più bel mare chiuso del mondo. Lo dico io. Che ho imposto 80 gigawatt”. Quindi bisogna “integrare” con altre tecnologie, ovvero il nucleare. Nel ricordare che l’anno scorso c’è stato il “blocco burocratico dovuto all’intervento della magistratura che ha bloccato il decreto ministeriale, interministeriale sulle aree idonee e quindi si è bloccato un po’ il Paese”, Pichetto ha osservato di vedere “con favore che molte regioni sono partite già con la legge d’attuazione e sta accelerando notevolmente” e che “siamo a un passo per raggiungere l’obiettivo degli 80 gigawatt. Chiaro che gli 80 gigawatt a oggi, io per primo dico che forse al 2030 sono pochi. Sembravano tantissimi quando sono stati pensati. Questo dà la dimostrazione di come sia dinamico il sistema. Tre anni fa nessuno mi poneva il problema di data center mentre da un anno mi si pone il problema, lo sto regolamentando, la previsione che al 2035 i data center possano superare i 25 terawattora, che vuol dire 25 miliardi di kilowattora all’anno, ormai me la stanno dando un po’ tutti gli indicatori, le imprese, i proponenti, gli analisti, i miei uffici. C’è una esigenza che dai 310 ai 315 terawattora di oggi, che sono miliardi di kilowattora, al 2040 andremo verso i 450”.

‘L’Ets ora ha un effetto boomerang sulle imprese’

Il principio dell’Ets è “chi inquina di più deve pagare, il principio della decarbonizzazione” però “in questo momento l’Ets fa l’effetto esattamente contrario a quello che era il giusto obiettivo”. Così il ministro Pichetto Fratin al Forum ANSA. Pichetto si è chiesto quindi se “riusciamo a trovare dei meccanismi che, rispettando quello che è il principio, che chi inquina di più paga di più, possa tenere conto di quello che è uno sforzo, che non è più della singola impresa ma del sistema, dove a fianco del termoelettrico devo far crescere le rinnovabili. E devo conteggiarmi le rinnovabili che crescono come elemento di compensazione. Poi la valutazione il criterio se compensa per il 10, il 50 o l’80%, è una valutazione da farsi a tavolino e, certamente, tanto da discutere. Ma, certamente, noi non possiamo andare avanti con un meccanismo che ha un principio e che raggiunge un fine apposto al principio. Quando il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l’ha posto a livello di Commissione europea, la presidente von der Leyen ha detto che lo metto all’ordine del giorno del prossimo quadrimestre. Poi ne discutiamo”. “Siamo in situazione molto particolare – ha spiegato Pichetto – dove il peso dell’Ets sul termoelettrico, che è il sistema di produzione di energia elettrica, che fa il prezzo in Italia, con questo strano meccanismo del peggior impianto nel peggior quarto d’ora del giorno prima, che quasi sempre è dato dal gas, ci ribalta e si raddoppia questo Ets sulla bolletta elettrica, determinando l’effetto boomerang, l’effetto contrario, cioè scoraggiando l’utilizzo dell’energia elettrica in un paese come l’Italia, che è principalmente collinare e montuoso, utilizzando quindi i fossili, favorendo l’utilizzazione di fossili puri, o di inquinanti maggiori che vanno dai pellet alla legna ordinaria”.

‘Sulle accise mobili il Mef valuta correzioni della legge quadro’

Sulle accise mobili “c’è una norma quadro che al limite va corretta, del 2023, proprio già del nostro governo. E la valutazione la sta facendo il ministero dell’Economia naturalmente rispetto alle condizioni che ha. Poi io ieri non ero in Consiglio dei ministri perché ero a Parigi al G7, però ci si sta lavorando come ha avuto modo di dire la presidente del Consiglio”. Lo ha detto il ministro al Forum ANSA. “Certo dovremmo agire, ma stiamo attenti – avverte il ministro – Su un mercato dove le oscillazioni dei prezzi arrivano ad essere del 20% nel giro di poche ore, nell’interesse del Paese, bisogna davvero stare molto attenti nell’intervenire solo con una ragione fortemente emotiva che c’è da parte di tutti. C’è il massimo di attenzione dal governo sulla questione, però dobbiamo anche valutare quelle che sono le conseguenze delle decisioni. E in questo momento siamo ancora in un quadro dove abbiamo i prezzi di petrolio o gas che si muovono di 10-15 euro nello spazio di un quarto d’ora. I temi sono tanti – ha proseguito Pichetto – bisogna capire, sono legati a una guerra, se pensate che c’è stato un crollo dei prezzi del 20% con una semplice dichiarazione del presidente degli Stati Uniti che ha detto che la guerra sta finendo, uno comincia a rendersi conto. Secondo, bisogna capire rispetto a quello che è il sistema del mercato internazionale, come si muove, sempre nella valutazione pura dei quantitativi e del rapporto offerta-domanda-prezzo. Poi certamente ci sono le speculazioni”.

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