I capi di abbigliamento ‘fast fashion’ e low cost per bambini potrebbero avere un contenuto eccessivo di piombo, secondo uno studio presentato al convegno dell’American Chemical Society da ricercatrici della Marian University di Indianapolis.
“Il fast fashion, cioè la produzione di capi di abbigliamento a basso costo seguendo le tendenze della moda, ha destato preoccupazione negli ultimi anni a causa di controlli di qualità incoerenti e potenziali rischi per la salute”, spiegano le autrici della ricerca nella presentazione del lavoro. “Tra questi rischi, la contaminazione da piombo negli indumenti è particolarmente allarmante, soprattutto per i bambini. Tuttavia, le normative sui livelli di piombo negli indumenti sono difficili da far rispettare a causa dell’elevato volume di merci importate”, aggiungono.
Il gruppo ha testato 11 capi per bambini di brand diversi distribuiti sul mercato americano. “Abbiamo visto che le magliette che abbiamo testato erano tutte oltre il limite consentito per il piombo”, dice una delle autrici, Priscila Espinoza. Indipendentemente dal marchio, i tessuti dai colori vivaci, come il rosso e il giallo, tendevano ad avere quantità più elevate di piombo totale rispetto ai colori tenui. I ricercatori hanno anche simulato quale quantità di piombo viene rilasciata dalle magliette se messe in bocca, scoprendo che in alcuni casi si potrebbe arrivare a concentrazioni nel sangue per cui “si raccomanda il monitoraggio clinico”.
L’esposizione al piombo è considerata dannosa a qualsiasi livello, soprattutto per i bambini. “Non solo i bambini sono i più vulnerabili agli effetti del piombo, ma sono anche la popolazione che si metterà i vestiti in bocca”, venendo così pericolosamente in contatto con questa sostanza, dice Cristina Avello, un’altra ricercatrice coinvolta nello studio.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
