Un fulmine a ciel sereno squarcia il countdown verso Milano Cortina. L’azzurra del biathlon Rebecca Passler è risultata positiva al letrozolo in un controllo antidoping svolto lontano dalle competizioni ed è stata sospesa da Nado Italia. Il Coni ne ha disposto l’immediata esclusione dalla squadra azzurra che gareggerà per le medaglie olimpiche sul tracciato altoatesino di Anterselva. È il primo caso ai Giochi, una notizia che sconvolge Casa Italia a pochi giorni dal loro inizio.
La sostanza in questione è inclusa nella categoria S4 nell’elenco delle sostanze proibite dall’Antidoping, quella di modulatori ormonali e metabolici, tra gli inibitori dell’aromatasi. Il letrozolo è un farmaco antitumorale, che blocca l’enzima che trasforma gli androgeni in estrogeni e di conseguenza è usato per impedire la crescita delle cellule tumorali, che dagli estrogeni dipendono. In campo sportivo, però, può essere utilizzato per compensare gli squilibri ormonali causati dall’uso di anabolizzanti, con un effetto coprente. Una sostanza per cui fu squalificata nel 2017 Sara Errani, in un caso diventato famoso. I processi stabilirono che si trattò di assunzione involontaria a causa della contaminazione con il Femara, un farmaco utilizzato dalla madre e che era finito nella preparazione dei tortellini.
Originaria di Rasun Anterselva ma nata 24 anni fa a Brunico, Rebecca Passler era una delle atlete in rampa di lancio del biathlon italiano. Uno sport che ha nel sangue: lo zio Johann, a Calgary 1988, conquistò le prime medaglie olimpiche azzurre della storia della disciplina, un bronzo nell’individuale e un bronzo in staffetta. Sua nipote – sette medaglie mondiali tra le categorie giovanile e juniores, tra cui un oro in staffetta – ha esordito in Coppa del mondo a fine 2021 ottenendo il primo podio, sempre in staffetta, nel dicembre del 2022 assieme alle sue compagne. È nell’ultima stagione, però, che l’altoatesina si è messa maggiormente in luce. È migliorata nella confidenza e nelle percentuali al poligono; e le sue prestazioni sugli sci si sono notevolmente velocizzate. Elementi tecnici che le hanno regalato una nuova costanza di rendimento: spesso a ridosso della top ten, nel fine settimana di gare a Le Grand-Bornand, a dicembre, è arrivata prima 13/a nell’inseguimento e poi 11/a nella mass start, ottenendo i migliori risultati della sua carriera.
Questa solidità l’ha resa, finora, la terza italiana in classifica generale con il 33esimo posto. La sua crescita la proiettava sulla scia di Lisa Vittozzi come numero due del movimento femminile italiano, dato il prossimo ritiro di Dorothea Wierer dopo l’appuntamento olimpico. I Giochi per Rebecca Passler sarebbero stati quelli di casa in senso letterale, date le sue origini di Anterselva. Ma non lo saranno.
Il Coni sta valutando se portare una sostituta, probabilmente Samuela Comola, la cui presenza però non sarebbe strettamente necessaria: ci sono già altre quattro biatlete, il numero sufficiente per la staffetta femminile. Per Passler, intanto, è una macchia, mentre le ombre del doping si riaffacciano sugli sport olimpici.
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